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Chi è e di cosa è accusato l’ad di Consip (decaduto con tutto il cda)

Consip Mizzau

Cosa succede a Consip? L’ad Marco Mizzau respinge le accuse di «frasi e atteggiamenti sessisti». Nel frattempo la presidente e la consigliera si dimettono e il cda decade

La presidente di Consip Barbara Luisi e la consigliera Luisa D’Arcano si sono dimesse dai loro ruoli facendo decadere l’intero consiglio di amministrazione (di tre membri) e quindi anche l’amministratore delegato Marco Mizzau.

Consip è la società del ministero Economia e Finanze, azione al 100% della società partecipata di Stato, che fa da stazione appaltante per lo Stato e si occupa quindi degli acquisti per la Pubblica amministrazione.

A cercare di capire cosa sia successo, tra indiscrezioni, mail e altro, sono il Corriere della Sera e il Fatto quotidiano.

PERCHE’ E’ DECADUTO IL CDA DI CONSIP E COSA C’E’ DIETRO

“«Frasi e atteggiamenti sessisti». Sarebbe questa la motivazione (non scritta) alla base delle dimissioni” di Luisi e D’Arcano. La vicenda – è la ricostruzione del Corriere – comincia “circa due settimane fa quando su un blog compare una lettera anonima di una dipendente Consip che denuncia di aver subito atteggiamenti sessisti da parte dell’ad Mizzau che avrebbe pronunciato frasi e sessiste e avuto ripetuti comportamenti sessisti verso lavoratrici e dirigenti, come la richiesta di fare il caffè, «perché tu donna sai prepararlo», o riferimenti al ciclo mestruale. Parole ritenute, dall’autrice della mail anonima, «inaccettabili». La denuncia ha fatto partire una inchiesta interna, ma prima della conclusione il cda è decaduto. E in una nuova lettera anonima al blog, l’autrice ha festeggiato: «Che tutti prendano esempio».

Scrive poi Il Fatto quotidiano: “Sfoghi di rabbia conditi da riferimenti espliciti al ciclo mestruale. Battute continue, pronunciate alle iniziative contro la discriminazione di genere, sulla presunta “forza delle donne” legata alla “necessità ancestrale di sopportare il dolore del parto”. Inviti a manager e sottoposte a preparare il caffè perché “altrimenti tu, donna, che ci stai a fare qui”. Sono almeno una decina gli episodi “intrisi di misoginia e sessismo” elencati da una dipendente di Consip Spa in una relazione di 7 pagine che, utilizzando la legge sul whistleblowing, ha consegnato il mese scorso alla responsabile interna della prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (Rpct). Comportamenti di cui è stato accusato l’amministratore delegato uscente di Consip, Marco Mizzau.

“FRASI SESSISTE”, LE ACCUSE ALL’AD DI CONSIP

Le motivazioni ufficiali delle dimissioni non sono state fornite, ma secondo una fonte del Fatto, alla decisione “avrebbe contribuito anche il clima che si era creato in seguito all’istruttoria disciplinare interna aperta verso Mizzau. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe caduta il 22 marzo scorso. Durante una riunione alla presenza di 7 tra direttrici e direttori dell’azienda, Mizzau avrebbe ripreso con veemenza una sua dipendente, arrivando ad affermare che “non posso sottostare all’operato di una dirigente che prende le proprie decisioni in base al flusso del suo ciclo mestruale”.

“La relazione è datata lunedì 25 marzo. La titolare dell’Rpct ha quindi avviato un’inchiesta che, nel giro di un mese, ha permesso di verbalizzare le testimonianze di almeno 15 persone, tra cui appunto i 7 dirigenti apicali presenti all’ultimo episodio. A quanto apprende II Fatto, l’ufficio stava anche scrivendo una relazione finale, per il momento secretata (come gli altri atti dell’inchiesta) che sarebbe stata resa nota a breve. Prima di quel momento, però, è giunta la decisione delle due manager donne del Cda di dimettersi, facendo decadere, dunque, anche Mizzau”.

LA VERSIONE E LA DIFESA DI MIZZAU

L’ad Mizzau, come riporta sempre il Corriere, respinge tutte le accuse. “In un’azienda che ha il 50% di lavoratrici donne, spiega, «io ho sempre pensato e detto pubblicamente che le donne hanno una marcia in più e lo credo fermamente: se penso alla mia famiglia, sono io quello che cucina, figurarsi se faccio fare il caffè alle segretarie, lo preparo io a tutti, ho la macchinetta in ufficio». Nega di aver mai pronunciato o avuto comportamenti sessisti. Lui che in cortile ha fatto mettere la panchina rossa come simbolo della lotta alla violenza sulle donne, che celebra in azienda la festa dell’8 marzo, che ha istituito il «caffè del buongiorno» per parlare con i dipendenti, «incontro tutti, la mia porta è sempre aperta e in questi mesi ho avuto incontri dai dirigenti alle segretarie, chiunque può venire nel mio ufficio»”.

L’Ad uscente, contattato anche dal Fatto, ha ribadito che “da quando sono in Consip e in generale nella mia carriera, non ho mai mancato di rispetto ad alcun dipendente, uomo o donna che sia. Ho un ottimo rapporto con tutto il personale”, rigettando anche le accuse formalizzate nell’istruttoria: “Niente di tutto quello che è emerso è vero, anzi in queste ore ho ricevuto tanti messaggi di stima”. E ancora: “Io mi faccio il caffè da solo, ho la macchinetta in ufficio, non ho mai chiesto a nessun mio dipendente di farmi da cameriere”. Insomma, il manager rispedisce al mittente le accuse di sessismo.

COSA C’E’ DIETRO QUESTA ACCUSA SECONDO MIZZAU E IL FUTURO DI CONSIP

“Nei corridoi di Consip – annota Claudia Voltattorni sul quotidiano di via Solferino  da giorni non si parla d’altro. Ma Emanuela Filice, avvocato, collaboratrice di Mizzau, è sconvolta: «Io ci vivo al quarto piano, mi interfaccio con lui ogni giorno e mai nessuno gli ha fatto il caffè, anche perché lui non lo prende, beve solo tè e gira con la teiera, semmai il caffè lo fa lui a tutti con la macchinetta che ha in ufficio».

Filice è molto indignata: «Io sento le riunioni con tutti e so come vengono trattate le persone e proprio in quanto donna ci tengo a negare qualsiasi atteggiamento sessista, io lo avrei visto e combattuto: ecco perché sento una grande ingiustizia in questa storia, un fatto che rovina le vite, mi chiedo perché»”. Ora Mizzau dovrà occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione, in attesa che il Mef nomini i nuovi vertici. «Cosa penso di questa storia? Che la risposta sarà nel nuovo Cda»”.

CHI E’ MARCO MIZZAU, AD USCENTE DI CONSIP

Marco Mizzau, manager romano, 46 anni, sposato, ex dirigente di Inarcassa e del Campus Biomedico, in Consip dallo scorso giugno. Lo cronache dello scorso anno – ricorda il Fatto quotidiano – “indicavano Mizzau in quota Fratelli d’Italia, anche se il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovambattista Fazzolari, pare preferisse un altro profilo. Quello del 46enne romano è però di tutto rispetto: tra i 150 top manager italiani, già direttore generale di InarCassa e, prima ancora, tra i vertici del Campus Biomedico di Roma ed è stato anche in Ernst & Young e Fs”.

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