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Nomine

Partecipate e authority: 96 nomine entro la primavera 2026

Decisioni da prendere per il governo Meloni. La partita riguarda le 17 partecipate. Poltrone in ballo per 112 consiglieri di amministrazione. Un risiko decisivo e l’ultimo prima delle elezioni 2027

Nuova ondata di nomine per le partecipate entro la primavera 2026. Sul tavolo alcune conferme per amministratori delegati e cambi per i presidenti delle 17 partecipate: Leonardo, Eni, Enel, Poste, Mps, Enav e Terna. Cambio anche all’interno degli organismi direttivi di 32 enti pubblici.

CHI VERRÀ CONFERMATO

Il calcolo sugli equilibrismi di queste nomine arriva dal centro studi CoMar diretto da Massimo Rossi che rileva una stagione con parecchie conferme per gli amministratori delegati e cambi per i presidenti.

Secondo quanto riporta La Stampa, si tratta di incastri che andranno valutati in base ai risultati politici, con la presidente del Consiglio affiancata da Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano che avranno il compito di bilanciare i desiderata di Salvini e Giorgetti da un lato, e di Tajani dall’altro.

I PRESIDENTI DATI IN USCITA

Leonardo dovrà rinnovare 12 consiglieri. L’ad Roberto Cingolani è destinato alla riconferma, forte di risultati considerati molto buoni e di un rapporto solido con la presidente del Consiglio e con il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Il presidente, Stefano Pontecorvo, è invece dato in uscita. Stessa situazione anche in Eni ed Enel. Poltrona blindata per Claudio Descalzi come ad di Eni.

Sarebbe in uscita invece il presidente, Giuseppe Zafarana, che sconterebbe rapporti più complicati con Salvini. Con il titolo ai massimi storici e conti solidi, anche in Enel per l’ad Cattaneo si profila una riconferma. Secondo la Stampa è molto probabile che a cambiare sia il presidente, Paolo Scaroni, che potrebbe essere sostituito da Nicola Maione (ora presidente di Mps, considerato vicino al Carroccio) ma Fi reclamerebbe un suo nome.

PARTECIPATE: 14,2% PIL NAZIONALE

Per Poste, Del Fante ha già fatto sapere che resterebbe per un altro mandato, mettendo a tacere le voci che lo vedevano diretto alle Generali. Il governo è chiamato a scegliere i vertici anche di altre tre partecipate quotate: Mps, Enav e Terna. Mentre per Mps i consiglieri da rinnovare sono 15, per Terna sono 13.

«Le grandi aziende che l’Italia può vantare sono prevalentemente le partecipate statali o quelle dove il pubblico esercita una influenza notevole. Le sole 45 società industriali e di servizi controllate dallo Stato rappresentano il 14,2% del Pil italiano» sottolinea Massimo Rossi. Infatti nel solo 2025, le 12 principali partecipate hanno fatto confluire nel bilancio dello Stato dividendi per 3,3 miliardi di euro (+1,3 rispetto alle previsioni iniziali), ai fini della riduzione del rapporto debito/Pil.

I 96 NOMI PER GLI ENTI PUBBLICI

Infine, ci sono 96 nomi da individuare per il rinnovo degli organismi direttivi o dei commissari di 32 enti pubblici. Di questi 19 operano sui temi dell’ambiente, sei su quelli dell’economia e del lavoro, cinque nel settore della cultura, della scienza e dello sport, uno in materia di sanità e uno, infine, nella difesa, sottolinea il centro studi CoMar.

Tra questi figurano l’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), l’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), l’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa), l’Enac (Ente nazionale aviazione civile), l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e tutti gli Enti Parco nazionali diffusi sul territorio.

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