Una proposta di fusione tra SpaceX e xAI di Elon Musk, riportata da Reuters, potrebbe dare un nuovo slancio al piano dell’ex Doge di lanciare in orbita centri dati satellitari
“Il posto più economico in cui collocare l’intelligenza artificiale sarà lo spazio, e questo avverrà entro due anni, tre al massimo”, ha dichiarato Elon Musk al World Economic Forum di Davos all’inizio di questo mese.
Il miliardario sudafricano non intende arretrare di un centimetro nella lotta per il dominio dell’intelligenza artificiale, dove fronteggia giganti come Alphabet, Google, Meta e OpenAI. E ora medita di spostare la partita nello spazio: il piano è fondere due sue creature, SpaceX ed xAI, e lanciare in orbita i data center.
COSA SONO I DATA CENTER DI IA SPAZIALI
I data center spaziali, ancora in una fase iniziale, farebbero affidamento su centinaia di satelliti alimentati a energia solare collegati in orbita per gestire le esigenze di elaborazione di sistemi di intelligenza artificiale come Grok di xAI o ChatGPT di OpenAI.
PERCHÉ MANDARE I DATA CENTER NELLO SPAZIO
In un momento in cui le strutture terrestri, ad alto consumo energetico, stanno diventando sempre più costose da gestire, i sostenitori dei data center spaziali affermano che operare al di sopra dell’atmosfera offre energia solare costante ed elimina gli oneri di raffreddamento che caratterizzano i costi dei data center terrestri. In questo modo l’elaborazione dell’intelligenza artificiale sarebbe molto più efficiente.
SpaceX è il produttore di razzi di maggior successo e ha lanciato migliaia di satelliti in orbita nell’ambito del suo servizio internet Starlink. Si tratta quindi della società più adatta a gestire cluster di satelliti predisposti per l’intelligenza artificiale o a facilitare l’installazione di sistemi di calcolo in orbita
Musk sta considerando un’offerta pubblica iniziale quest’anno, che potrebbe valutare l’azienda di razzi e satelliti oltre 1.000 miliardi di dollari, secondo quanto riporta Reuters. Parte del ricavato andrebbe a finanziare lo sviluppo di satelliti per data center basati sull’intelligenza artificiale.
I RISCHI
Ingegneri e specialisti spaziali avvertono però che la fattibilità commerciale è ancora lontana anni. Citano i gravi rischi derivanti dai detriti spaziali, la difesa dell’hardware dalle radiazioni cosmiche, le opzioni limitate per la manutenzione di persona e i costi di lancio.
Deutsche Bank prevede che le prime implementazioni di data center orbitali su piccola scala nel 2027-28 metteranno alla prova sia la tecnologia che gli aspetti economici, con costellazioni più ampie che emergeranno solo negli anni ’30, se quelle prime missioni funzioneranno.
COSA STANNO FACENDO I CONCORRENTI
Anche Blue Origin di Jeff Bezos ha lavorato sulla tecnologia per data center basati sull’intelligenza artificiale nello spazio. Secondo la sua previsione i “giganteschi data center da gigawatt” in orbita potrebbero superare i costi dei loro omologhi terrestri entro 10-20 anni, sfruttando l’energia solare ininterrotta e irradiando calore direttamente nello spazio.
vidia ha già offerto uno scorcio di questo futuro: il suo satellite Starcloud-1, lanciato il mese scorso, trasporta un Nvidia H100, il chip di intelligenza artificiale più potente mai lanciato in orbita, e sta addestrando ed eseguendo il modello Gemma open source di Google come proof of concept (PoC, una dimostrazione pratica usata per verificare se un’idea, una tecnologia o un metodo siano realizzabili). L’azienda prevede un “ipercluster” modulare di satelliti che fornirà circa cinque gigawatt di potenza di calcolo, paragonabile a diversi data center combinati.
Google sta promuovendo l’idea di data center spaziale con il Progetto Suncatcher, un progetto di ricerca per collegare in rete satelliti alimentati a energia solare dotati delle sue unità di elaborazione in un cloud di intelligenza artificiale orbitale. L’azienda prevede il lancio di un prototipo iniziale con il partner Planet Labs intorno al 2027.
Anche la Cina prevede di creare uno “Space Cloud” lanciando data center di intelligenza artificiale sullo spazio nei prossimi cinque anni, secondo quanto riportato giovedì dai media statali. Il principale appaltatore, la China Aerospace Science and Technology Corporation, ha promesso di “costruire un’infrastruttura di intelligenza digitale spaziale della portata di un gigawatt”, secondo un piano di sviluppo quinquennale.

