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MATTEO PIANTEDOSI MINISTRO DELL'INTERNO

Sicurezza, stretta in arrivo dopo Torino: cosa c’è nel pacchetto di misure del governo

Nella vertice sulla sicurezza di ieri della maggioranza a Palazzo Chigi il governo si ripropone di presentare una risoluzione unitaria. E una stretta dopo gli scontri di Torino. Oggi Piantedosi riferirà in Parlamento su quanto avvenuto e la nuova risoluzione potrebbe essere già votata 

Nel pacchetto di sicurezza (60 articoli in totale) non mancano alcuni nodi come il fermo di 12 ore senza il via libera del pm e la cauzione per chi organizza i cortei. Cosa contiene e quali sono i lavori in corso?

COSA PORTERANNO IN CDM MERCOLEDÌ 

Il prossimo decreto sicurezza conterrà sicuramente la stretta sui coltelli ai minori e lo scudo penale per gli agenti, che eviterà l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di “evidente” legittima difesa (verrà estesa anche ai comuni cittadini, ad esempio a chi spara a un ladro sorpreso in casa). Previste anche sanzioni amministrative fino a ventimila euro per chi organizza manifestazioni non autorizzate e norme restrittive sulla vendita di coltelli. Necessitano di ulteriori approfondimenti la proposta sul fermo di polizia preventivo di 12 ore e la sua messa in pratica senza limitare il diritto di manifestare e sulla cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni. Quest’ultima è un’idea della Lega che non piace a Forza Italia. “Il tema è controverso, magari la misura è giusta ma è molto complicata da attuare”, ha spiegato il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri.

LA COSTITUZIONALITÀ DEL FERMO PREVENTIVO

Per il fermo preventivo toccherà agli uffici legislativi di Interno e Giustizia trovare il modo di renderlo digeribile nonostante ci sono forti dubbi di costituzionalità. Lo scopo della proposta è consentire alle forze di polizia, senza bisogno di interloquire con la magistratura, di fermare “persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e l’incolumità pubblica”, trattenendole in Questura per mezza giornata. Misura che potrebbe essere applicata verso chi si presenta in piazza a volto coperto o portando con sé oggetti pericolosi. La Lega alza l’asticella e propone 48 ore di fermo. Salvini intervistato su Rtl 102.5, ha ipotizzato trattenimenti di 24 ore.

CHI ERA PRESENTE

Presenti al vertice di un’ora il vicepremier Matteo Salvini, Maurizio Gasparri in sostituzione di Antonio Tajani (collegato da remoto dalla Sicilia), il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa Guido Crosetto e della Giustizia Carlo Nordio. Al tavolo anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e quello per l’attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, il comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro e il capo della Polizia, Vittorio Pisani.

L’APPELLO DI MELONI

Dopo gli scontri a Torino, al termine del corteo per il centro sociale Askatasuna, la premier Meloni vuole stringere i tempi. Auspicando una “stretta collaborazione istituzionale” con l’opposizione. E assicura che i provvedimenti che resteranno nel disegno di legge dovranno essere approvati in fretta dalle Camere. Le vie per queste norme sono due: quella più rapida del decreto e quella parlamentare di un ddl. Ora i tecnici dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi inizieranno a parlare con quelli del Quirinale.

 

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