L’addio del Generale lascia la Lega lacerata e Salvini in una posizione difficile: il partito gli rimprovera l’operazione Vannacci, che ora bega per rimanere dentro la coalizione. Il vicepremier è disposto a tutto, tanto che ieri è tornato a Otto e mezzo su La7
Nei giorni dopo lo strappo con Vannacci, il leader della Lega Matteo Salvini prova a ricomporre i pezzi e a evitare scossoni interni. Il leader e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo chiedono di mantenere intatti i collegi uninominali nella prossima legge elettorale, per evitare una dispersione di voti fatale per tutta la coalizione.
DILEMMA VANNACCI SÌ O NO E I CALCOLI DELLA MAGGIORANZA
RIVEDERE LA LEGGE ELETTORALE
Vannacci non vuole uscire dalla coalizione di centrodestra, anzi. Nonostante il Carroccio abbia messo il veto. FdI per ora non si sbilancia ad eccezione del ministro Luca Ciriani: “Vannacci? Mi sembra un personaggio molto sopravvalutato, chi vota FdI continuerà a farlo”. Tutto dipenderà da come si muoverà il nuovo partito sui provvedimenti chiave e dai sondaggi.
Per fermare eventuali dispersioni di voti per ora si ipotizzano riforme come il ritorno al Mattarellum o modifiche alle soglie di sbarramento per limitare l’impatto di nuove formazioni (come Futuro Nazionale) nei collegi uninominali. Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, ha rilanciato i collegi uninominali per la nuova legge elettorale: “Sono l’opzione migliore per evitare la dispersione di voti”. Ma la formula non piace a Meloni e FI che lo percepiscono come un sistema che limita le potenzialità del partito obbligandolo a eccessive mediazioni.
Con una riforma elettorale se Vannacci diventasse un serio problema la Lega sta valutando di alzare il numero delle firme necessarie per candidarsi alle politiche. Un modo per intralciare la corsa dell’ex generale.
IL “TE L’AVEVO DETTO” DELLA VECCHIA GUARDIA
Alcune della vecchia guardia del Carroccio avevano avvertito Salvini dell’azzardo nel far entrare l’ex generale. E ora arriva il conto. Il primo è Luca Zaia: “È stato un errore, un investimento sbagliato”. Anche il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo avverte: “Vannacci potrebbe rivelarsi un problema non solo della Lega ma dell’intera coalizione, potrebbe togliere voti anche agli altri. Io avevo messo in guardia Salvini dall’inseguire Vannacci” continua.
Le parole definitive sono di Attilio Fontana che al Foglio ha messo una lapide sopra Vannacci: “E’ stato un’anomalia. Io non c’entro nulla con Vannacci, la Lega non ha nulla a che vedere con Vannacci. E’ uno per cui la parola non vale nulla, che non sa cosa sia l’autonomia. Uno così non poteva essere mio compagno di strada”.
ZAIA O FEDRIGA VICE?
Zaia è da sempre in pole nel ruolo di vicesegretario, visto che il posto è rimasto vacante non si sbilancia. Ma i tempi per questa decisione si prospettano molto lunghi e non sembra essere una priorità. Intorno a Salvini c’è chi non vuole dare troppo spazio all’ex presidente veneto anche se gran parte del “fronte del Nord” e dei governatori regionali spinge affinché Zaia assuma il ruolo di vicesegretario. Il vicepresidente prende tempo e in una conferenza stampa a Montecitorio ha ribadito: “decide il segretario federale”, cioè lui stesso.
Secondo Fontana, la possibilità di Luca Zaia o Massimiliano Fedriga, neopresidente dell’Agenas come vice “Sarebbe il miglior modo per ridare fiato alla Lega”. Secondo il presidente della Regione Lombardia avere come vicesegretario un ex governatore o uno già in carica sarebbe un arricchimento e auspica che il partito torni al merito con una militanza fatta di gradini “un partito vive se il militante percorre una scala. Niente fenomeni, più rispetto e obbedienza”.
COSA HA DETTO SALVINI A OTTO E MEZZO
Il nuovo pacchetto Sicurezza varato dal governo, case popolari, treni in ritardo “fisiologico” secondo Salvini e fatti di Torino bollati come guerriglia urbana con deriva terroristica: questi i temi toccati nell’intervista a Otto e mezzo su La7. Sul divorzio appena consumato con Vannacci e le possibili alleanze del generale aggiunge: “È lui che si è messo fuori dal centrodestra, meno di Renzi e Calenda, io penso che né Meloni né Tajani lo vogliano. Chi divide il centrodestra, finisce in corsia”. Smentisce i legami finanziari con Bannon emersi negli Epstein files: “L’ho visto una volta, non sapevo con chi parlasse. Per me gli amici son altro. Non ho mai preso soldi a Mosca o negli Usa. Io non so se voi comparite nei file di Epstein”. Incalzato da Lilli Gruber: “Case? Lei deve pensare ai treni. Vuole chiedere scusa ai viaggiatori per i ritardi spaventosi?” Salvini elenca le percentuali di ritardo ma assicura che la puntualità sta crescendo.

