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STÉPHANE SÉJOURNÉ VICEPRESIDENTE ESECUTIVO DESIGNATO DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER LA PROSPERITÀ E LA STRATEGIA INDUSTRIALE

Cos’è il piano Made in Europe per “svegliare” il vecchio continente

Il Commissario europeo per l’industria Stéphane Séjourné lancia un piano “Made in Europe” da contrapporre all’America First di Donald Trump e per frenare il peso della Cina in settori nevralgici. Il massiccio piano coinvolge i più grandi leader aziendali europei. Ma non chiamatela strategia industriale: che cosa c’è nel piano della Commissione e quali sono le imprese coinvolte

La Commissione europea presenta il piano Made in Europe: Fondi alle imprese europee per renderle più competitive, rafforzamento della produzione e dell’occupazione per evitare delocalizzazioni. L’Unione cerca di creare le condizioni per una svolta o come ha invocato Mario Draghi “un risveglio” del Vecchio Continente.

QUALI SONO LE IMPRESE COINVOLTE

La richiesta viene da oltre mille leader aziendali europei che chiedono una corsia preferenziale europea per garantire la produzione e l’occupazione nel continente e una politica industriale più ambiziosa in Europa.

Tra i colossi firmatari della lettera: Air France, Bouygues, EDF, Engie, Michelin, Paprec, Sanofi, Valeo, Veolia, Bosch, Continental, Michelin, Thyssenkrupp e tra le 259 italiane Enel e Pirelli.

L’editoriale è stato pubblicato da Les Echos in Francia, Handelsblatt in Germania, El Mundo in Spagna e Corriere della Sera in Italia. L’iniziativa è guidata da Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea responsabile per la prosperità e la politica industriale.

L’annuncio arriverà in vista della presentazione, annunciata a fine febbraio, del futuro regolamento per il nuovo sviluppo industriale europeo. Il piano verrà portato il 12 febbraio sul tavolo del vertice in programma con i capi di Stato e di Governo europei, voluto dal Presidente del Consiglio  Antonio Costa.

DOPO “BUY AMERICAN”, “MADE IN CHINA” ARRIVA IL “MADE IN EUROPE”

Le imprese dovranno impegnarsi a produrre e creare posti di lavoro in Europa per avere fondi europei. E’ questo uno dei punti centrali del “Made in Europe” proposto dal Commissario Ue. Il principio è che quando si utilizzano risorse pubbliche europee, queste devono contribuire a rafforzare la produzione in Europa e a creare un’occupazione di qualità.

L’Unione ha piani da 800 miliardi l’anno da destinare alle imprese, all’innovazione, alla transizione verde e digitale, e alla ripresa economica. Sono fondi diretti, prestiti agevolati e garanzie che serviranno a rafforzare la competitività. Chi sposta gli impianti in Asia o in America dovrà farlo a proprie spese. La decisione verrà formalizzata dalla commissione il 25 febbraio.

RAFFORZARE LA CATENA DI VALORE

Malgrado le misure, come riporta il giornale economico-finanziario francese La Tribune, l’Unione Europea rimane esposta alla concorrenza internazionale ritenuta sleale.

“L’anno 2026 si è aperto su un mondo che pensavamo appartenesse al passato. Un mondo governato dall’equilibrio di potere”, avvertono i firmatari, sottolineando che dazi, ingenti sussidi e violazioni della proprietà intellettuale minacciano la competitività europea.

L’obiettivo è rafforzare la produzione strategica nel continente e garantire le catene del valore. “Che si tratti di un appalto pubblico, di aiuti di Stato o di qualsiasi altra forma di sostegno finanziario, l’azienda beneficiaria dovrà produrre una parte sostanziale della sua produzione sul suolo europeo”, specificano.

UN APPROCCIO PRAGMATICO

L’appello sottolinea anche la necessità di un approccio pragmatico, rispettoso del diritto internazionale e libero da lungaggini burocratiche: “E lo applicheremo secondo il modello europeo. Ciò significa senza burocrazia. Valutando l’impatto economico, coinvolgendo i nostri partner internazionali e rispettando il diritto internazionale”. Per i firmatari questo piano è un atto di indipendenza economica: “È l’attuazione diretta del rapporto Draghi. È un appello a una preferenza chiara e deliberata per tutti coloro che scelgono l’Europa”.

 

 

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