Nuova stella del giornalismo o nuovo laboratorio culturale vicino alla destra? ITabloid promette indipendenza e qualità, ma gli endorsement politici e la filosofia “anti politicamente corretto” sollevano dubbi
È nata una nuova stella del giornalismo: ITabloid. Un progetto editoriale che ha tutte le carte in regola per entrare nel firmamento della stampa che conta. La testata che “sceglie di misurarsi con il presente senza rinunciare alla profondità del racconto” ha già ricevuto endorsement importanti dalla politica italiana. In particolare, Giorgia Meloni, Adolfo Urso e Matteo Salvini hanno salutato con sorprendente entusiasmo la nascita del giornale. Chi c’è dietro al quotidiano che piace tanto alla politica?
TUTTO SU ITABLOID
Il 7 febbraio 2026 è stato lanciato ufficialmente un nuovo astro del giornalismo italiano: ITabloid. Il periodico dal nome italico si presenta come una voce libera e indipendente, nata per offrire approfondimento e qualità nel panorama dell’informazione contemporanea. Una voce a forte vocazione “italica”, come suggeriscono le categorie (“Eccelsa, Italica, Lo Stivale”) e il continuo richiamo grafico al tricolore.
L’editore e fondatore di ITabloid è l’Associazione Giornaliste Italiane. Il direttore è Mikaela Zanzi, Responsabile Marketing Digitale di XPublishing e collaboratrice di Italia Report Usa, quotidiano diretto da Enza Michienzi, candidata al Senato con il Pdl (Partito delle Libertà) nel 2013.
A rivestire il ruolo di direttore editoriale c’è invece Elisabetta Mancini, giornalista di Askanews e socia fondatrice di Giornaliste Italiane. La redazione è composta prevalentemente da giornaliste professioniste appartenenti all’associazione. Il focus dichiarato è quello di offrire uno “sguardo femminile” che metta al centro professionalità e creatività, distaccandosi dalla frenesia delle notizie “usa e getta”.
COSA FA GIORNALISTE ITALIANE
ITabloid è un progetto di Giornaliste Italiane. Di conseguenza, poggia su finanziamenti che derivano dalle attività dell’associazione, partnership e pubblicità (gestite tramite i contatti ufficiali dell’associazione). Ma di cosa si occupa l’associazione?
La pagina “chi siamo” del sito specifica che Giornaliste italiane nasce con l’intento di promuovere azioni mirate alla valorizzazione delle donne, alla crescita in tutti i campi professionali e al raggiungimento di una piena parità di genere. Propositi nobili, che rischiano però di naufragare nelle sabbie mobili della politicizzazione.
UN’ASSOCIAZIONE (SOLO) PER LE GIORNALISTE “LIBERE”?
L’associazione mira a promuovere la gender equality, ma sembra fissare dei limiti. “L’associazione ha l’ambizione di diventare un manifesto culturale – si legge nella sezione Chi siamo – per tutte le giornaliste libere: libere dalle appartenenze, libere dai pregiudizi, libere dalle catene del conformismo linguistico-culturale del politicamente corretto e dalle relative derive censorie e persecutorie”.
Parole che nascondono una (neanche troppo) velata critica alla cultura “del politicamente corretto”, che ricorda alcune battaglie care alla destra italiana.
A CHI PIACE DI PIÙ ITABLOID?
ITabloid ha raccolto gli auguri di gran parte della politica italiana, ma è proprio a destra che l’avvento del nuovo giornale ha avuto più eco, smuovendo ministri e, persino, la premier. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in persona ha salutato la nascita della testata sul suo account su X, definendola una “garanzia per avere un’informazione vera e professionale”.
Il ministro del Mit e vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una “buona notizia e una bella sfida”, augurando buon lavoro alla redazione. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha affidato i suoi auguri a un tweet che definisce ITabloid “un progetto editoriale di approfondimento, lontano dalla logica delle notizie mordi-e-fuggi, che contribuirà a rafforzare il pluralismo dell’informazione e la qualità del dibattito pubblico”.
La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha lodato l’iniziativa, evidenziando che ogni nuova testata è uno “spazio in più di libertà e pluralismo”. Anche il Capogruppo FdI al Senato, Lucio Malan, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, definendo il giornale una “voce libera e indipendente distaccata dal mainstream”.

