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Chi è Thomas Massie, il repubblicano che (non solo sugli Epstein file) rema contro Trump

Dal voto a favore del blocco dei dazi al Canada alla petizione sui file di Epstein, chi è il deputato Repubblicano Thomas Massie che preoccupa Donald Trump

Thomas Massie, deputato Repubblicano del Kentucky, 54 anni, da qualche tempo è regolarmente schierato contro le iniziative del Presidente. Da ultimo, Massie, è uno dei principali sostenitori della proposta di legge che obbligherà il Dipartimento di Giustizia a pubblicare tutti i file legati a Jeffrey Epstein. In precedenza, il senatore era già entrato in contrasto con le direttive del partito, giudicandole in conflitto con la rotta tracciata dall’amministrazione.

CHI È THOMAS MASSIE, UN INGEGNERE AL SERVIZIO DI THE DONALD

Thomas Massie ha conseguito una laurea triennale in Ingegneria elettrica e una laurea magistrale in ingegneria meccanica presso il prestigioso Massachusetts Institute of Technology. Durante gli anni universitari ha inventato una tecnologia in grado di consentire alle persone di interagire con i computer attraverso il senso del tatto. Fondatore della SensAble Technologies, Inc, è entrato al Congresso nel novembre 2012 dopo aver ricoperto l’incarico di giudice esecutivo della contea di Lewis.

Oggi, il deputato degli Stati Uniti fa parte di due Commissioni: la Commissione della Camera per i Trasporti e le Infrastrutture e la Commissione Giustizia della Camera. Padre di quattro figli, vive in Kentucky in una casa rurale che si alimenta ad energia rinnovabile. Populista e a volte impopolare (è contrario all’appoggio degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina), si definisce un “conservatore costituzionale”.

EPSTEIN FILES, MASSIE CHIEDE TRASPARENZA

La controversia più recente, quella che forse fa più rumore, riguarda i documenti raccolti durante il processo a carico del ricco finanziere newyorkese Jeffrey Epstein. Già a settembre scorso Massie è stato uno dei quattro firmatari repubblicani dell’Epstein Files Transparency Act, con cui il Dipartimento di Giustizia è stato obbligato a pubblicare i documenti.

E ancora, mercoledì scorso durante un’audizione davanti alla House Judiciary Committee, il deputato ha accusato la procuratrice generale Pam Bondi di aver coperto sei nomi chiave e potenzialmente collegati a Jeffrey Epstein nei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia. Oltre alle accuse di omissione, Pam Bondi è stata messa sotto pressione per il modo in cui il Dipartimento di Giustizia ha gestito il rilascio e l’annotazione di milioni di pagine di documenti, sollevando dubbi sull’effettiva applicazione della legge. Thomas Massie, insomma, rimane una vera e propria spina nel fianco del Presidente Donald Trump.

I BISTICCI SUL BIG BEAUTIFUL BILL

Thomas Massie vanta una lunga serie di voti in dissenso rispetto al suo partito. Un anno fa è stato l’unico repubblicano a spingere per la rimozione dello speaker della Camera Mike Johnson, mentre a fine luglio ha votato contro il “Big Beautiful Bill”. Nel tempo si è anche opposto all’importazione di carne argentina.

MASSIE PROVA A FERMARE I DAZI NEI CONFRONTI DEL CANADA

A metà febbraio, insieme ad altri cinque Repubblicani, ha firmato una richiesta di blocco ai dazi nei confronti del Canada che l’amministrazione Trump è intenzionata ad applicare. Alla base di questa iniziativa c’è l’andamento dell’economia statunitense: le guerre commerciali stanno mettendo a dura prova le companies nei rapporti con i partner esteri e gli interessi di ciascun deputato nel distretto che rappresenta (distretti dove i dazi non sono popolari). Il voto a favore dell’abolizione dei dazi doganali sul Canada ha rappresentato uno scricchiolio rumoroso nell’amministrazione Trump, sebbene l’attuale predominio repubblicano in entrambe le Camere e potere di veto presidenziale rendono il percorso accidentato.

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