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Gaza

Intanto a Gaza: cosa sta succedendo nella Striscia

Mentre tutti guardano all’Iran, si riaccende la crisi umanitaria nella Striscia. Rimane ancora chiuso il valico di Rafah dopo i nuovi raid di Israele su Khan Younis e Gaza City. Emergency: “la situazione a Gaza è drammatica”

La situazione nella Striscia di Gaza rimane estremamente delicata. Nel cuscinetto di terra in mano agli israeliani è tutto raso al suolo, con i palestinesi compressi in ancor minore spazio rispetto a prima e sono oltre 320mila i bambini a rischio malnutrizione acuta, mentre la carestia in Medio Oriente è una realtà almeno da agosto 2025.

Le tensioni regionali peggiorano le condizioni dei civili e non si placano gli attacchi sul territorio palestinese, già devastato da oltre due anni di guerra tra Hamas e Israele e in questi giorni coinvolto indirettamente nell’escalation che include Iran, Hezbollah e gli altri attori mediorientali. La crisi si estende ben oltre il fronte militare: ospedali quasi senza medicine, infrastrutture distrutte e aiuti umanitari insufficienti stanno aggravando la vita di oltre due milioni di persone.

SISTEMA SANITARIO AL COLLASSO, L’ALLARME DI EMERGENCY

A lanciare l’allarme è Emergency sul suo sito: “Il nostro lavoro continua ma con difficoltà crescenti. La chiusura dei valichi sta bloccando l’afflusso di aiuti vitali – cibo, medicine, dispositivi medici – e aggrava la carenza di materiali di base come garze, ibuprofene e paracetamolo, necessari nella nostra clinica. Costrette a una vita sotto le tende e senza cure essenziali – prosegue la nota –  le persone sono esposte a patologie che rischiano di trasformarsi in complicazioni gravissime. Il prezzo dei generi alimentari è impennato: la popolazione di Gaza teme che questo isolamento possa provocare una nuova, devastante carestie. Esistono molte crisi nel mondo che meritano attenzione, ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare Gaza. Teniamo i riflettori accesi: non possiamo permettere che l’insostenibile diventi normalità”.

Allarme anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che segnala come molti ospedali hanno esaurito materiali chirurgici e medicinali e circa la metà delle strutture sanitarie non funzionano più.

ANCORA CHIUSO IL VALICO DI RAFAH, BOMBARDATI GAZA CITY E IL CAMPO DI NUSEIRAT

Come riporta il Sole 24 Ore, “Israele continua a mantenere chiuso il valico di Rafah. Un convoglio di aiuti umanitari diretto alla sempre più stremata popolazione della Striscia di Gaza è stato dirottato al valico di Kerem Shalom in preparazione del suo ingresso a Gaza”.

Il The Guardian mantiene alta l’attenzione su raid e bombardamenti sporadici che continuano nella Striscia. Recentemente sono state colpite Gaza City e il campo profughi di Nuseirat. La situazione è resa più instabile anche dalla guerra regionale che coinvolge Israele e Iran, con attacchi e droni in diversi paesi del Medio Oriente.

NAZIONI UNITE: “È IN CORSO UNA TEMPESTA PERFETTA PER GLI AIUTI UMANITARI”

Le Nazioni Unite avvertono che il conflitto regionale sta creando una “tempesta perfetta” per gli aiuti umanitari, segnalando difficoltà logistiche per portare gli aiuti umanitari, rotte commerciali deviate o interrotte e un drastico aumento dei costi energetici. Tutto ciò rischia di ritardare le consegne di cibo e medicinali.

Crediti immagini: Jaber Jehad Badwan, Wikimedia Commons

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