Il Comitato per la legislazione del Senato mette in dubbio il “passaporto di urgenza” del decreto sicurezza: per alcune norme non è chiaro perché debbano viaggiare con la corsia rapida del decreto-legge
Il provvedimento varato dal governo Meloni lo scorso 24 febbraio è ora al vaglio della commissione Affari costituzionali del Senato per la conversione in legge. Il resoconto del Comitato , incaricato di supervisionare la correttezza legislativa del testo, ha però segnalato alcune criticità sul fronte della giustificazione dell’urgenza, sulla struttura del decreto e su alcune norme di carattere penale. Osservazioni che potrebbero tradursi in correzioni ed emendamenti (ad opera di entrambe le parti) costringendo il decreto a passare nuovi controlli alla frontiera parlamentare.
PER IL COMITATO DEL SENATO MOLTE VOCI DEL DECRETO SICUREZZA MANCANO DI “NECESSITÀ E URGENZA”
Le analisi del Comitato del Senato riguardano principalmente tre aspetti del decreto sicurezza. A partire dall’uso stesso del decreto-legge che, per il Comitato, per alcune norme non sempre sono esplicitate con chiarezza le ragioni di “necessità e urgenza”, requisito costituzionale indispensabile per ricorrere a questo strumento (art. 77 Cost.). Il secondo punto riguarda l’eterogeneità del testo, che contiene materie diverse – dalla sicurezza pubblica all’immigrazione fino ad alcune norme penali – con il rischio di un intervento normativo troppo ampio e poco omogeneo. Infine vengono segnalati diversi problemi di tecnica legislativa: formulazioni poco chiare, rinvii normativi complicati e alcuni passaggi che potrebbero creare dubbi interpretativi, in particolare nelle parti che introducono o modificano norme di natura penale.
PERCHÉ I RILIEVI POSSONO RALLENTARE L’ITER
Il parere del Comitato non blocca formalmente il corso del decreto, ma può incidere sul suo percorso parlamentare. Secondo quanto riferito dall’ANSA, la presenza di questi rilievi potrebbe infatti “rallentare e rendere più insidiosa la marcia del decreto”, favorendo la presentazione di numerosi emendamenti da parte dell’opposizione (e non solo), con il rischio di un allungamento dei tempi di discussione. Anche perché, se il decreto legge non venisse convertito entro i sessanta giorni, la pena sarebbe la sua decadenza.
CHE COS’È IL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
Il Comitato per la legislazione del Senato è un organo parlamentare che valuta la qualità dei testi normativi, verificando chiarezza, coerenza e rispetto dei criteri di buona tecnica legislativa. Attualmente è presieduto dalla senatrice Daisy Pirovano (Lega), in carica dal giugno 2025. Gli altri membri sono: Roberto Cataldi (M5S), Andrea Giorgis (Pd), Gianpietro Maffoni (FdI), Domenico Matera (FdI), Dario Parrini (Pd), Giusy Versace (Azione), Pierantonio Zanettin (Forza Italia). È composto in modo paritario tra maggioranza e opposizione proprio perché svolge una funzione tecnica e di garanzia. Questa composizione serve a rendere i pareri il più possibile imparziali e condivisi, almeno sul piano della qualità delle norme. Il suo compito non è giudicare la validità politica delle norme ma segnalare eventuali problemi nella struttura dei provvedimenti e nell’uso degli strumenti legislativi.


