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Larijani

Iran, chi era e cosa cambia con l’uccisione di Ali Larijani

Considerato uno dei personaggi più potenti del regime iraniano, Larijani era il vero leader dopo la morte di Ali Khamenei. Come cambierà ora nel conflitto tra l’asse Usa-Israele e l’Iran? 

Dopo l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, Israele – con l’aiuto degli Stati Uniti – colpisce un’altra figura di spicco della leadership iraniana: Ali Larijani.

Da molti era ritenuto il vero leader del regime, nonostante l’elezione di Mojtaba Khamenei. Ecco cosa sappiamo su di lui e come potrebbero cambiare adesso le sorti di un conflitto che si complica ogni giorno di più.

CHI ERA ALI LARIJANI

Nato nel 1958 a Najaf, Iraq, da una famiglia religiosa, è cresciuto nell’Iran reduce dalla rivoluzione islamica del 1979. Vicino alla Guida Suprema Ali Khamenei, era ritenuta una delle figure di maggior potere nella Repubblica Islamica dell’Iran.

All’interno del regime, Ali Larijani ha ricoperto diversi ruoli cruciali: è stato Ministro della Cultura dal 1992 al 1994, Direttore della televisione di Stato iraniana, Capo negoziatore sul programma nucleare tra il 2005 e il 2007, Presidente del Parlamento per tre mandati (dal 2008 al 2020) e Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dal 2005 al 2007 e nuovamente dal 2025.

Conservatore, pragmatico e grande dialogatore, rappresentava il punto di congiunzione tra le diverse correnti interne al regime, grazie al suo ruolo nei negoziati sul nucleare e ai suoi successi nel consolidare i rapporti di Teheran con Cina e Russia. Ma soprattutto perché nelle sue mani si concentravano il coordinamento della difesa, il governo degli apparati di intelligence e la responsabilità politica dell’Iran in guerra.

UCCISO MENTRE ERA NASCOSTO IN UN RIFUGIO CON IL FIGLIO

La tv israeliana ha riferito che il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Ali Larijani è stato ucciso nella notte tra il 16 e il 17 marzo mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. La notizia è stata anche confermata dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Non solo Larijani: l’Iran ha confermato anche l’uccisione nello stesso attacco del generale Gholam Reza Soleimani, militare alla guida di una potente forza di sicurezza interna che ha represso diverse proteste di massa contro la teocrazia sciita.

RIPERCUSSIONI ALLA STRUTTURA STRATIFICATA DEL REGIME? COSA CAMBIA CON L’UCCISIONE DI ALI LARIJANI

Come riporta Il Post, “la sua uccisione non mette in dubbio la tenuta del regime, che ha una struttura stratificata pensata proprio per sopravvivere alle crisi. È però una grossa perdita, dato che Larijani era un politico esperto come pochi altri in Iran”. Al di là dell’impatto mediatico della notizia, la sua uccisione e quella degli altri leader di spicco del regime rischiano di avere scarso impatto sulla guerra stessa, come dimostra il fatto che la Guardia Rivoluzionaria iraniana continui imperterrita nei suoi attacchi contro Israele e i paesi arabi nel Golfo.

Ma in molti vedevano in Larijani un’exit-strategy per l’amministrazione americana, nel caso in cui il cambio di regime non dovesse avere luogo nel breve termine. Sul modello del Venezuela: mantenere invariato l’establishment, pur rimuovendone le figure più esposte, e trattare nuove condizioni. Una possibilità che oggi sembra appare molto più remota e che rischia di posticipare ulteriormente il momento della tregua. 

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