Il progetto di legge sulla “difesa civile” presentato in Cassazione: ecco in cosa consiste
Nel bel mezzo della guerra, la scorsa settimana è approdata in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, promossa dal Cnesc (Conferenza nazionale degli enti di servizio Civile), Rete italiana pace e disarmo e Sbilanciamoci.
Il testo, derivante dall’aggiornamento della versione precedente già presentata nel 2015, suggerisce l’istituzione di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e non violenta presso Palazzo Chigi, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema nazionale di difesa e di sicurezza della Repubblica. Il Dipartimento andrebbe a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con il sistema di protezione civile e il Servizio Civile universale.
IN COSA CONSISTE LA PROPOSTA
L’obiettivo primario è quello di affiancare alla Difesa militare una forma di Difesa alternativa, basata su strumenti civili e non violenti. I punti cardine della proposta dei movimenti pacifisti sono: creare una struttura istituzionalmente riconosciuta dedicata alla difesa civile non armata e non violenta, sviluppare e rafforzare strumenti quali i Corpi civili di pace (persone formate per intervenire senza l’uso di ami in situazioni di conflitto) e investire in ricerca, formazione e politiche per la pace e il disarmo. L’idea di fondo è quella di gestire conflitti e tensioni senza l’utilizzo di armi, oltre a prevenire i conflitti con mezzi pacifici.
CHI FINANZIERÀ IL DIPARTIMENTO
Nel quadro della proposta, il Dipartimento sarà finanziato da un Fondo nazionale alimentato dalla Legge di Bilancio e dalla facoltà, per ogni contribuente, di destinare il 6 per mille della propria IRPEF al Fondo stesso, senza alcun onere aggiuntivo.
RACCOLTA FIRME: OBIETTIVO 50MILA
La proposta di legge viene depositata in un contesto, quello odierno, in cui sia in Italia che in Europa si sta rafforzando l’idea che la sicurezza si garantisce con più armi e una maggiore spesa militare. La campagna “Un’altra difesa è possibile” ribadisce con chiarezza che la sicurezza reale si garantisce con la prevenzione dei conflitti, la mediazione, l’educazione alla pace, la coesione sociale e la cooperazione internazionale.
Nei prossimi giorni verrà ufficialmente avviata la raccolta firme per presentare successivamente la proposta in Parlamento. L’obiettivo è arrivare a 50mila sottoscrizioni. Rispetto al passato, i cittadini avranno anche l’opportunità di firmare direttamente da casa, utilizzando SPID o CIE per l’identificazione e accedendo tramite l’apposito portale online della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


