Alleati e fedelissimi escludono la via delle elezioni anticipate, ma sono più insistenti le voci di un possibile rimpasto di governo. Tutti i nodi più spinosi e le possibili soluzioni
Giorni cruciali per Giorgia Meloni, alle prese con i danni del referendum sulla Giustizia. La Presidente del Consiglio si trova a sciogliere i nodi relativi alla sostituzione di Daniela Santanché, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, ma non solo.
Esclusa la via delle elezioni anticipate, scongiurata anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Palazzo Chigi si ragiona anche su eventuali spostamenti in altri dicasteri. E intanto rispunta il nome di Luca Zaia.
TURISMO E GIUSTIZIA, LE CASELLE DA RIEMPIRE
La principale casella da riempire è quella del Ministero del Turismo. Giorgia Meloni non dovrebbe mantenere ancora a lungo l’interim. Sullo sfondo si prospetta un tecnico per guidare il dicastero di via di Villa Ada: la presidente dell’Enit Alessandra Priante, oppure una promozione per il deputato di FdI Gianluca Caramanna a sottosegretario.
Le deleghe al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e alla Penitenziaria che aveva Andrea Delmastro dovrebbero essere distribuite tra il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e il sottosegretario Andrea Ostellari, anche se – riferisce l’ANSA – ma non è da escludere la nomina di un altro sottosegretario (Sara Kelany, Ciro Maschio o Carolina Varchi). Mentre alla pm di Santa Maria Capua Vetere Annalisa Imparato, potrebbe essere affidata la direzione generale di un dipartimento di Via Arenula.
IPOTESI URSO AL TURISMO?
Non è da escludere, tuttavia, una scelta politica. Come riporta il Corriere della Sera, l’idea al momento più accreditata è che la premier possa spostare Adolfo Urso nel dicastero lasciato da Daniela Santanché, inserendo una personalità con competenze e capacità politiche al ministero dello Sviluppo Economico. Sarebbe – secondo il quotidiano guidato da Luciano Fontana – un modo per superare le difficoltà registrate in questi anni con il mondo delle imprese e rilanciare il rapporto.
IL RITORNO IN AUGE DI LUCA ZAIA
Torna in auge il nome di Luca Zaia, nelle scorse settimane escluso dalla corsa al Ministero del Turismo. Il leghista rappresenterebbe una figura pesante per un dicastero pesante, sebbene ci sia da sciogliere il nodo relativo agli equilibri tra gli alleati. Dare un Ministero importante alla Lega potrebbe, infatti, suscitare malumori interni a Forza Italia e alterare gli equilibri.
BLINDATO CARLO NORDIO ALLA GIUSTIZIA
Per il resto la premier deve provvedere a blindare alla Giustizia Carlo Nordio, che ha manifestato segni di voler lasciare l’incarico dopo la sconfitta referendaria e le dimissioni di Giusi Bartolozzi. Meloni sembrerebbe orientata ad affiancargli un sottosegretario esperto della materia per supportarlo.
ESCLUSO IL VOTO ANTICIPATO
Indubbiamente viene esclusa l’ipotesi del voto anticipato. Come riferisce Avvenire oggi, Giorgia Meloni vuole completare l’azione di cambiamento dell’Italia e continuare con il senso di responsabilità che fino adesso ha dato stabilità e risposte concrete. Sono ore di riflessione, ma la volontà di Palazzo Chigi è chiara: andare avanti mettendo al primo posto la stabilità; linea già condivisa tra il Quirinale e Palazzo Chigi.
SOLIDITÀ DONZELLI – ARIANNA MELONI, ESCLUSO L’AVVICENDAMENTO
Non solo dicasteri. Riferisce Il Giornale che la linea interna al partito rimane quella già tracciata: la comunicazione non può permettersi più passi falsi e non ci saranno scossoni all’interno dei quadri del partito. Giovanni Donzelli, al momento, resta in sella come responsabile dell’organizzazione, mentre Arianna Meloni rimarrà a capo della segreteria politica di FdI. Escluso, dunque, un avvicendamento tra i due.


