Atto di citazione notificato al Tribunale di Roma. Il comico genovese, fondatore del Movimento, punta a riprendersi logo e simbolo prima del voto.
Beppe Grillo torna alla carica contro Giuseppe Conte rivendicando la paternità del nome e del simbolo del partito da lui fondato. Insieme all’associazione Movimento 5 Stelle di Genova, l’ex comico ha notificato l’atto di citazione davanti al Tribunale di Roma.
La prima udienza – si legge – dovrebbe tenersi a luglio (ma potrebbe slittare alla ripresa dalla pausa estiva): il giudice dovrà decidere se il nome e il simbolo del Movimento possono ancora essere utilizzati da Giuseppe Conte. Dopo 15 mesi di voci, illazioni e stop improvvisi – riferisce Il Corriere della Sera – il fondatore dei Cinque Stelle ha deciso di fare causa a quella che è stata per lungo tempo la sua creatura politica.
LA RIATTIVAZIONE DEL DOMINIO .IT
Ad ottobre 2025 già si intuiva una possibile battaglia legale, dopo la riattivazione del dominio Movimento5stelle.it, di cui avevamo già scritto. Il dominio era tornato online mostrando sul frontespizio il celebre contrassegno con il dominio al suo interno: logo che, secondo gli atti disponibili, è registrato all’ufficio marchi europei dal 2015 a favore dell’Associazione Movimento 5 Stelle, di cui Giuseppe Grillo è unico titolare. La battaglia legale, da tempo annunciata, è ormai cosa certa e potrebbe seriamente minare le prossime Politiche.
UN NOME PER DUE MOVIMENTI
È il 2017 quando, a Roma, prese forma una nuova struttura associativa di carattere politico denominata “Movimento 5 Stelle Roma”. Tra i promotori figuravano Luigi Di Maio e Davide Casaleggio e l’organizzazione nacque con l’obiettivo di portare avanti l’azione politica nelle istituzioni e sul territorio, mantenendo un chiaro legame con l’esperienza originaria del Movimento 5 Stelle nato a Genova.
Nello Statuto del M5S venne stabilito che il simbolo del Movimento venisse concesso in utilizzo alla nuova associazione romana, pur restando di proprietà dell’organizzazione genovese, e veniva riconosciuto a Beppe Grillo il ruolo di garante dei principi fondativi del Movimento, identificati con quelli dell’associazione ligure.
LA ROTTURA DEFINITIVA NEL 2021
Ricorda La Repubblica che è l’estate del 2021 a segnare pubblicamente la rottura tra Grillo e Conte, con il genovese che accusò il leader del partito – alle prese con una complicata riorganizzazione interna – di voler trasformare il Movimento in un partito personale. Conte replicò di non voler essere un prestanome, lasciando le sorti del Movimento in mano all’ex fondatore. Da allora è accaduto di tutto – ricorda il quotidiano diretto da Mario Orfeo: ricorsi e controricorsi, statuto modificato e il ruolo del garante ridimensionato.
LE CRITICHE DI GRILLO
Non si tratta solo di volersi riprendere un nome e un simbolo. Open scrive che si tratterebbe, piuttosto, di voler sottolineare che quel nome e quel simbolo erano nati per rappresentare un movimento diverso dall’attuale partito di Conte, che secondo Grillo e l’associazione genovese “MoVimento 5 Stelle” avrebbe abbandonato i principi fondativi del movimento (tra cui il principio dell’alternanza e il limite dei due mandati per gli eletti) e si sarebbe trasformato in un partito tradizionale, caratterizzato da una leadership forte e da classi dirigenti stabili.
COSA POTREBBE ACCADERE ORA
Qualora, al termine dell’iter giudiziario, il Tribunale dovesse riconoscere le ragioni avanzate dal Movimento genovese, il partito guidato da Giuseppe Conte sarebbe costretto a procedere a una revisione radicale della propria identità, abbandonando l’attuale simbolo e la denominazione storica per adottarne di nuovi.
Non si tratterebbe di un semplice intervento estetico e comunicativo, ma di una vera e propria rifondazione del partito, con rilevanti implicazioni politiche e organizzative. La vicenda, oltre agli effetti legali immediati, rischierebbe di incidere sull’identità politica del partito, ponendo interrogativi sulla continuità con il passato e sulle modalità con cui Conte e dirigenti del Movimento intenderanno costruire e comunicare la nuova linea. Fonti vicine a Grillo parlano di “processo documentale”, con poche persone chiamate a deporre e che si concluderà in tempi rapidi.


