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Mario Adinolfi

Perché Adinolfi è stato escluso dalle comunali a Prato

Invalidata la raccolta firme per la presentazione delle liste. Adinolfi, escluso dalla corsa al Comune, non ci sta e presenta ricorso al Tar

Saranno sei i candidati sindaci al Comune di Prato. Tra questi sarà assente Mario Adinolfi. Prima la lite con l’inviato delle Iene Filippo Roma su presunti soldi che il leader del Popolo della Famiglia doveva rendere al partito, ora la commissione elettorale che – a seguito di verifiche dei documenti – ha escluso la lista del Popolo della Famiglia, colpevole di aver presentato firme fantasma. Adinolfi non ci sta, parla di porcata nei suoi confronti e presenta ricorso al Tar.

C’È CHI NEGA E CHI È DECEDUTO: LA VICENDA IN NUMERI

Su 463 firme presentate, 449 risultano autenticate dal consigliere comunale Mirko De Carli, appartenente a Riolo Terme (Ravenna). Il dato che fa discutere, però, è che 69 firme sono accompagnate da documenti scaduti, 12 sottoscrittori risulterebbero già impegnati con altre liste, due firme sono state attribuite a persone decedute e altri due cittadini hanno negato di aver firmato. Il risultato è una riduzione netta: appena 293 firme considerate potenzialmente valide, insufficienti per continuare la corsa al Comune. Non si tratta di formalità. Le norme sulle firme non sono un semplice passaggio burocratico, ma una garanzia fondamentale: dimostrano che una candidatura poggia su un consenso reale, non costruito

LA REPLICA DI ADINOLFI E IL RICORSO AL TAR

Intanto Mario Adinolfi presenta un ricorso al Tar della Toscana, annunciando sui propri canali social: “Voglio fidarmi della magistratura toscana a cui ho prodotto gli atti che dimostrano senza possibile smentita non solo che tra le firme depositate alla commissione elettorale non c’era nessun morto (il verbale di consegna evidenzia incontrovertibilmente che sono state depositate 370 firme coi relativi certificati elettorali e nessun morto è in possesso del certificato elettorale) ma che noi siamo stati fatti oggetto di una campagna atta a ‘toglierci di mezzo’ in un contesto dove si vuole andare a una restaurazione senza scossoni dei poteri che guidano Prato”. Per il leader della Famiglia, “alcuni ambiti mediatici si sono prestati all’operazione e alcuni imprudenti hanno ripetuto che ‘così ci sbarazziamo per sempre di Adinolfi’. Non accadrà mai, potete provare solo con una pallottola in testa. Gli atti, lo ripeto, assolutamente chiari e incontestabili della porcata che è stata compiuta ai danni del Popolo della Famiglia, sono a disposizione della seconda sezione del Tar presieduta dal dottor Alessandro Cacciari”.

CHI SONO I CANDIDATI SINDACI AL COMUNE DI PRATO

Intanto i candidati accettati per la corsa alle comunali pratesi sono ufficialmente sei, tutti uomini: Matteo Biffoni (Pd), già sindaco per due legislature, sarà alla guida del campo largo formato da Pd, Avs, M5s, due liste civiche, la lista Biffoni Sindaco e quella Orgoglio per Prato-Casa Riformista. Per il centrodestra è candidato Gianluca Banchelli (FdI), sostenuto anche da Forza Italia, Udc e Lega. Il terzo candidato è l’ex Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Claudio Belgiorno, a capo di una lista che porta il suo nome. Chiudono la rosa dei candidati sindaci Jonathan Targetti (L’alternativa c’è), Enrico Zanieri (Unità Popolare) ed Emilio Paradiso (Alleati per Prato).

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