Critico d’arte, saggista e docente universitario, è il candidato numero uno per la presidenza della Triennale. Ecco chi è
È ufficiale, non sono previste ulteriori proroghe per il bando relativo alla nomina del nuovo CdA della Triennale di Milano, già posticipato tre volte e scaduto insieme alla presidenza di Stefano Boeri. Dopo mesi di stallo nelle trattative tra i soci fondatori (Comune di Milano, Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Camera di Commercio), inizia finalmente a delinearsi la composizione del nuovo consiglio della Fondazione di viale Alemagna. Dopo un lungo braccio di ferro, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il sindaco di Milano Beppe Sala avrebbero trovato una quadra sul docente di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea all’università Iulm Vincenzo Trione. Tra il 5 e il 7 maggio si avrà l’ufficialità della composizione del nuovo CdA.
CHI È VINCENZO TRIONE
Nato a Sarno nel 1972, Vincenzo Trione è uno dei nomi più autorevoli del panorama culturale italiano contemporaneo. È uno storico e critico d’arte contemporanea e professore ordinario di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università IULM di Milano. In passato è stato preside della Facoltà di Arti e Turismo dello stesso ateneo e ha collaborato stabilmente con il Corriere della sera. Dal 2020 è presidente della Scuola dei beni e delle attività culturali del Ministero della Cultura, e in precedenza ha diretto il Dipartimento di ricerca e formazione del Museo Madre di Napoli. Ha partecipato a progetti editoriali e scientifici di rilievo, tra cui la direzione dell’Enciclopedia Treccani dell’Arte Contemporanea, opera pensata per ridefinire il racconto dell’arte del nostro tempo.
Sul fronte culturale, ha firmato mostre in Italia e all’estero; tra gli incarichi più importanti figura la curatela del Padiglione Italia alla 56esima Biennale di Venezia nel 2015. Autore di numerosi saggi, ha pubblicato nove libri, tra cui “Effetto città” (con Tommaso Montanari) e “L’opera interminabile”. Nel 2022 è stato nominato dal sindaco Gaetano Manfredi consigliere alla Programmazione museale e all’Arte contemporanea per il Comune di Napoli, curando il progetto «Napoli Contemporanea» che gestisce l’installazione di arte pubblica della città.
“ARTIVISMO”, L’ARTE SECONDO TRIONE
Vincenzo Trione sostiene un’idea di arte che rifiuta l’isolamento per assumere una funzione di responsabilità civile e politica. Al centro della sua visione c’è un’istituzione intesa non come semplice contenitore, ma come luogo di produzione critica, in cui l’intellettuale opera in modo consapevole. Per Trione, infatti, l’arte deve tornare a confrontarsi direttamente con la realtà, incarnando una forma di “artivismo”.
TUTTI I NOMI CHE POTREBBERO COMPORRE IL NUOVO CDA
Oltre a Trione, per il Ministero della Cultura resta forte il nome di Stefano Zecchi, considerato un profilo solido e di esperienza. La Regione Lombardia punterebbe invece su Davide Rampello, ex presidente della Triennale tra il 2003 e il 2011. La Camera di Commercio guarda al mondo manageriale, con le candidature di Dario Rinero, ceo di Poltrona Frau e Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda. Palazzo Marino, più attendista, si riserva ancora qualche giorno prima di sciogliere le ultime riserve: tra i nomi valutati c’è quello di Donatella Sciuto, prima donna alla guida del Politecnico.
COME VIENE COMPOSTO IL CDA DELLA TRIENNALE
Entro il 5 maggio i quattro soci della Triennale indicheranno i propri designati per il consiglio di amministrazione, che è composto da nove membri. Al Ministero della Cultura spettano tre nomi, al Comune di Milano due, come alla Camera di Commercio, mentre alla Regione Lombardia spetta scegliere un componente. Infine, un altro componente viene indicato da Regione e Camera di commercio insieme.


