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Maurizio Lupi Milano

Perché la candidatura di Lupi a sindaco di Milano non decolla

Licia Ronzulli apre alla candidatura di Maurizio Lupi, ma la Lega frena. Ecco i motivi dello stallo sul leader di Noi Moderati in vista delle Comunali del 2027

“Lupi? È l’unico nome che ha messo sul tavolo la sua candidatura, è una persona conosciuta, un politico di lungo corso che ha avuto visione, quindi perché no?”. Con queste parole Licia Ronzulli, intervenuta all’evento Futuro Direzione Nord, ha aperto alla candidatura di Maurizio Lupi, in contrapposizione alla posizione di Forza Italia, che ha sempre dichiarato di preferire un candidato civico capace di conquistare l’elettorato moderato della città dopo gli anni di governo di Beppe Sala. Nonostante l’apertura di Ronzulli e l’appoggio di La Russa, però, il leader di Noi Moderati sembra lontano dalle amministrative milanesi del 2027, e intorno al suo nome il centrodestra rimane spaccato. Dietro la sua candidatura, infatti, si muove una partita molto più complessa che riguarda gli equilibri nazionali del centrodestra. Ecco tutte le posizioni.

IL SOSTEGNO DI LA RUSSA E LA REGIA DI FRATELLI D’ITALIA

Non è un dettaglio secondario che il principale sponsor di Lupi sia Ignazio La Russa. Per il presidente del Senato il leader di Noi Moderati è un candidato politicamente affidabile, radicato nella tradizione cattolica e moderata milanese e vicino all’asse romano del centrodestra. Dietro la spinta di FdI c’è anche un ragionamento strategico: evitare un candidato civico autonomo e riportare il controllo politico nelle mani dei partiti. Milano per FdI rappresenta una partita simbolica nazionale, che dopo anni di dominio del centrosinistra Meloni vuole provare a riconquistare evitando candidature tecniche o troppo indipendenti che potrebbero sfuggire al controllo della coalizione.

PERCHÉ FORZA ITALIA SI SPACCA SULLA CANDIDATURA DI MAURIZIO LUPI A MILANO

L’apertura di Licia Ronzulli più che rafforzare Lupi ha fatto emergere tutte le divisioni interne agli azzurri. Per mesi Forza Italia ha sostenuto la necessità di un candidato civico capace di parlare al mondo produttivo milanese e all’elettorato moderato. L’uscita di Ronzulli è stata letta come una mossa personale e come un tentativo di spostare il partito su posizioni più vicine a Fratelli d’Italia. In sostanza, la benedizione di Ronzulli non ha compattato Forza Italia, ma ha evidenziato le tensioni tra l’ala più vicina a Tajani e quella più prossima a La Russa.

LA FRENATA DELLA LEGA (CHE SPINGE SPADA DI ASSOLOMBARDA)

La bocciatura più netta è arrivata dalla Lega. Samuele Piscina (segretario provinciale) ha riconosciuto a Lupi esperienza politica e valore come alleato, ma ha spiegato che il suo nome “non è riuscito a compattare il centrodestra”. Dietro la presa di posizione c’è una linea precisa dettata da Matteo Salvini, in parte simile alla linea degli azzurri: anche il Carrocci è infatti alla ricerca di un profilo civico forte, ben inserito nel tessuto economico milanese.

Negli ultimi mesi la Lega ha fatto circolare soprattutto il nome di Alessandro Spada, ex presidente di Assolombarda, considerato più competitivo tra imprenditori, professionisti e ceto cittadino moderato. I leghisti temono che una candidatura troppo politica e troppo identificabile con gli apparati romani possa risultare perdente in una città come Milano. C’è poi un altro elemento politico: Salvini non vuole che Fratelli d’Italia monopolizzi la partita milanese imponendo un candidato gradito a La Russa.

IL NO DI CALENDA CHIUDE LA PROSPETTIVA MODERATA

A complicare ulteriormente la corsa di Lupi è arrivata la presa di posizione di Carlo Calenda. Il leader di Azione ha dichiarato senza mezzi termini che il suo partito “non lo sosterrebbe mai”: una frase pesante, perché nel centrodestra milanese negli ultimi mesi si stava ragionando sulla possibilità di costruire un’alleanza larga, capace di coinvolgere pezzi del centro riformista e moderato. Azione era considerata un interlocutore strategico, soprattutto nel caso di un candidato civico. Calenda, invece, ha interpretato la candidatura di Maurizio Lupi come il segnale di uno spostamento a destra della coalizione e pertanto si è defilato escludendo l’appoggio all’esponente dell’area centrista.

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