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Regione Lombardia, cosa prevede la nuova legge sui data center

La nuova legge regionale sui data center punta a contenerne la crescita indiscriminata, promuovendo il recupero delle aree industriali dismesse e assicurando un monitoraggio dell’impatto ambientale ed energetico.

La Lombardia è la prima regione in Italia ad approvare una nuova legge per regolamentare i data center. La norma, approvata ieri dal Consiglio regionale, è finalizzata a governarne l’insediamento mediante un inasprimento degli oneri di costruzione – il 100% in più rispetto ad oggi nelle aree agricole e il 200% in più nei parchi – e l‘individuazione di aree prioritarie in cui realizzarli. Ecco cosa prevede.

COSA PREVEDE LA LEGGE DELLA REGIONE LOMBARDIA

Come riferisce Milano Today, la nuova normativa – composta da 10 articoli – introduce una forte governance regionale sulle procedure autorizzatorie (Aia e Aua) e punta a tutelare il territorio. I colossi del digitale verranno spinti a insediarsi nelle aree di rigenerazione urbana e nei siti industriali dismessi (i cosiddetti brownfield).

Se un operatore deciderà di costruire su suolo agricolo, scatterà un pesante incremento del contributo di costruzione, i cui proventi saranno destinati a misure di riqualificazione e ripristino ambientale. I Comuni avranno un anno di tempo per adeguare i propri piani urbanistici e la mappatura delle aree dismesse sarà obbligatoria: per la Città Metropolitana di Milano e le province c’è l’obbligo di pubblicare online tutti i dati raccolti, pena l’esclusione dai fondi regionali.

CHI HA FIRMATO LA NUOVA LEGGE

Dietro la nuova norma c’è la volontà forte della giunta Fontana di regolamentare un settore in forte espansione, evitando una crescita disordinata dei data center, favorendo il recupero delle aree industriali dismesse e limitando il consumo di suolo agricolo.

La nuova norma era stata proposta a novembre dal presidente Attilio Fontana di concerto con gli assessori Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi), Giorgio Maione (Ambiente e Clima) e Guido Guidesi (Sviluppo economico) e Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse energetiche), che oggi rivendica il “confronto costante con Anci Lombardia con gli enti territoriali e con gli operatori del settore, affinché innovazione e tutela del territorio possano procedere insieme”.

COSA SONO I DATA CENTER

I data center sono infrastrutture tecnologiche che ospitano server e sistemi informatici necessari per archiviare, elaborare e distribuire dati digitali. Queste strutture permettono il funzionamento di servizi online come cloud computing, piattaforme di streaming, social network e applicazioni web. Negli ultimi anni la loro diffusione è aumentata notevolmente a causa della crescente domanda di servizi digitali e di intelligenza artificiale. Tuttavia, i data center richiedono elevati consumi energetici e sistemi di raffreddamento complessi, con un impatto significativo sull’ambiente e sulle risorse energetiche del territorio.

I NUMERI DEI DATA CENTER IN LOMBARDIA

Nel 2024 la Lombardia si è confermata il principale polo italiano dei data center, con 67 strutture operative sulle 168 presenti sul territorio nazionale. Secondo le stime del settore, nei prossimi cinque anni in Italia saranno investiti circa 22 miliardi di euro, di cui 11 miliardi destinati al territorio lombardo. Anche il consumo energetico previsto evidenzia il peso della regione: il fabbisogno nazionale dei data center è stimato in circa 3 gigawatt, mentre la sola Lombardia dovrebbe assorbirne circa la metà, pari a 1,5 gigawatt. Proprio questa forte espansione ha spinto il Consiglio regionale ad approvare la normativa per regolamentare il settore, contenere possibili speculazioni e monitorare gli effetti ambientali, energetici e urbanistici legati allo sviluppo delle nuove infrastrutture digitali.

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