Sono sei i capoluoghi di provincia che andranno al ballottaggio. Ecco tutti gli scenari politici
Sei capoluoghi, sei sfide ancora aperte e un dato politico che emerge con chiarezza dal primo turno delle amministrative: nessuna coalizione può permettersi di ignorare il peso dell’elettorato moderato e civico. I ballottaggi di Arezzo, Lecco, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani diventano così un laboratorio politico nazionale, dove alleanze trasversali, apparentamenti e convergenze centriste potrebbero risultare decisive.
UNA MAPPA DIVISA IN DUE, CON IL CENTRO AGO DELLA BILANCIA
Il centrosinistra arriva al secondo turno in vantaggio in tre città: Chieti, Agrigento e Trani. Il centrodestra, invece, parte avanti ad Arezzo, Lecco e Macerata, dove il sindaco uscente Sandro Parcaroli ha mancato l’elezione diretta per poche decine di voti. A fare la differenza saranno soprattutto i flussi del voto civico e centrista, in un quadro in cui molte liste locali hanno raccolto percentuali importanti senza schierarsi apertamente con i due poli.
AREZZO E LECCO, IL CENTRODESTRA CERCA LA CHIUSURA DELLA PARTITA
Ad Arezzo il candidato del centrodestra Comanducci (43,81% al primo turno) parte favorito sul candidato del centrosinistra Ceccarelli (32,36%), ma dovrà evitare cali di affluenza e dispersioni nel voto moderato. Il centrosinistra punta invece a costruire un “fronte largo” coinvolgendo civiche progressiste e aree centriste rimaste fuori dal ballottaggio. In questo scenario, eventuali indicazioni di voto da parte delle liste civiche potrebbero riaprire una corsa che appare ancora contendibile.
Situazione simile a Lecco, dove Filippo Boscagli (48,65%) guida il centrodestra con un vantaggio significativo ma non definitivo sul candidato di centrosinistra Mauro Gattinoni (42,53%). Qui il nodo politico riguarda soprattutto il rapporto con il mondo cattolico e moderato, tradizionalmente influente nella città lombarda. Il centrosinistra prova a recuperare terreno puntando su un’intesa con liste civiche ambientaliste e riformiste.
MACERATA, PARCAROLI A UN PASSO DAL BIS
A Macerata il dato politico più rilevante è quello di Sandro Parcaroli, fermatosi a un soffio dalla vittoria al primo turno (49.96%). Il sindaco uscente resta il favorito sullo sfidante Gianluca Tittarelli (41,95%), ma il centrosinistra punta a trasformare il ballottaggio in un referendum sull’amministrazione cittadina, cercando convergenze con il voto civico e con le forze centriste rimaste escluse. Proprio qui il centro potrebbe assumere un ruolo determinante: una parte dell’elettorato moderato guarda con interesse alla continuità amministrativa, mentre un’altra potrebbe convergere su un progetto alternativo in chiave anti-destra.
CHIETI, AGRIGENTO E TRANI: IL CENTROSINISTRA PROVA IL COLPO
A Chieti il vantaggio di Legnini (47,20%) su Sicari (27,47%) certifica la competitività del campo progressista anche in territori storicamente contendibili. Il candidato di centrosinistra punta ora a consolidare il consenso dialogando con le liste civiche e con i moderati che non si riconoscono nella proposta del centrodestra.
Anche ad Agrigento Sodano (39,10%) parte avanti a Alonge (34,7%), ma il quadro resta fluido. In Sicilia il peso delle liste personali e delle alleanze locali è spesso decisivo più dei simboli nazionali. I partiti di centro e le aggregazioni civiche diventano quindi l’ago della bilancia, soprattutto in vista della redistribuzione dei voti del primo turno.
A Trani, infine, Galiano (40,69%) cerca di trasformare il vantaggio iniziale su Guarriello (30,32%) in vittoria. Il centrodestra tenterà di compattarsi e recuperare terreno facendo leva sull’astensionismo e sul voto moderato, ma molto dipenderà dagli accordi delle prossime ore e dalla capacità dei candidati di attrarre l’elettorato non schierato.
IL RITORNO DEL CENTRO COME ARBITRO
Il dato trasversale che emerge da questi ballottaggi è il ritorno della centralità politica delle forze moderate. In quasi tutte le città coinvolte, le liste centriste e civiche hanno ottenuto risultati sufficienti per diventare decisive nel secondo turno. Non sempre ci saranno apparentamenti ufficiali. Più probabili, invece, convergenze informali, aperture programmatiche e accordi su singoli temi amministrativi. È qui che si giocherà la vera partita nei prossimi giorni.


