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Carlo Messina CEO Intesa Sanpaolo

Cosa offre Intesa Sanpaolo per prendersi Mps e a cosa punta

Cosa prevede l’Opas di Intesa Sanpaolo e come stravolge gli equilibri bancari e assicurativi italiani. Tutti i dettagli dell’operazione

Intesa Sanpaolo scende in campo per Monte dei Paschi di Siena: l’Opas da 30,6 miliardi irrompe nella partita già avviata da Banco Bpm. L’obiettivo, di concerto con Unipol, è costituire il secondo polo bancario nazionale e prendere possesso di Mediobanca a Generali. Ecco tutti i dettagli dell’operazione.

IN COSA CONSISTE L’OPAS DI INTESA SU MPS

Intesa Sanpaolo ha lanciato un’Opas totalitaria costruita su un mix di azioni e contanti, proponendo 1,6 azioni proprie più un euro cash per ogni titolo Mps, oltre a riconoscere un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale del 5 giugno di Mps in Borsa. Il progetto industriale, inoltre, prevede uno spacchettamento: una parte rilevante della rete (circa 600 filiali) e il marchio Mps verrebbero ceduti per evitare criticità antitrust. Intesa manterrebbe gli asset ritenuti strategici, in particolare le attività finanziarie e le partecipazioni.

A COSA PUNTA CON QUESTA MOSSA INTESA SANPAOLO

L’obiettivo dell’operazione, guidata dall’amministratore delegato Carlo Messina, va oltre il rafforzamento nella banca commerciale. Mps è diventata un passaggio chiave nella partita per il controllo degli equilibri finanziari italiani, in particolare per il legame con Mediobanca e, attraverso questa, con Generali. Intesa punta a questi asset e l’integrazione consentirebbe di rafforzare il modello banca–assicurazione, ampliando la distribuzione e aumentando il peso nel risparmio gestito.

LA STRATEGIA GIÀ AVVIATA DA BANCO BPM

Prima dell’assalto di Intesa e Unipol, a muoversi era stata Banco Bpm, che il 7 giugno ha proposto un’aggregazione con la banca guidata da Luigi Lovaglio, sotto la regia dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna. Il progetto presentato riguarda una fusione tra pari, con l’obiettivo di creare un grande gruppo bancario nazionale, secondo in Italia per dimensioni. Anche in questo caso, la logica è quella del “secondo polo”, capace di competere con Intesa e riequilibrare il mercato. È su questo schema che interviene la mossa di Intesa. L’Opas annunciata l’8 giugno da Carlo Messina scavalca il progetto di Banco Bpm e ne ridimensiona le prospettive, aprendo una competizione diretta tra modelli alternativi di consolidamento: l’integrazione guidata da Intesa e centrata sugli asset strategici e il tentativo di Bpm di costruire un grande gruppo bancario autonomo attorno a Mps.

LA MOSSA DI UNIPOL

In parallelo, si muove anche Unipol. Il gruppo assicurativo, in accordo con Intesa, rileverebbe una parte consistente della rete Mps destinata alla cessione (635 filiali di Mps una volta completata l’Opas lanciata da Ca’ de Sassi sul Monte dei Paschi – come riporta SkyTg24), proponendo un’integrazione a Bper – di cui è azionista di riferimento – con l’obiettivo di rafforzare l’istituto di credito e costruire un secondo polo bancario nazionale che prenderà il nome di Banca Monte dei Paschi.

Come riporta Startmag, “l’operazione rappresenta molto più di una semplice acquisizione degli sportelli. Nelle parole di Unipol, si tratta di un progetto strategico volto a rafforzare il posizionamento del gruppo nel mercato bancario, aumentando capacità distributiva e base clienti e accelerando gli obiettivi del piano industriale 2025-2027”. A supporto dell’operazione, inoltre, è previsto un aumento di capitale del gruppo assicurazioni guidato da Carlo Cimbri fino a 2,5 miliardi di euro. Con questa mossa, riferisce sempre Sky, Unipol intende conseguire il controllo di Bper nell’ambito della combinazione con le filiali di Mps che rileverà da Intesa Sanpaolo, senza però promuovere un’offerta pubblica di acquisto o scambio sull’istituto modenese di cui è socio di riferimento con quasi il 20% del capitale.

IL NUOVO SCENARIO DEL RISIKO BANCARIO E LE STRATEGIE POLITICHE

L’ingresso di Intesa, quindi, ridisegna la partita. Da un lato il progetto Banco Bpm–Mps, costruito attorno a una fusione tra pari, dall’altro l’Opas di Intesa Sanpaolo, che punta a un’integrazione selettiva e alla valorizzazione degli asset strategici. Nel mezzo, il ruolo di Mediobanca e Generali diventa il vero centro di gravità del sistema. Dietro le operazioni di Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, inoltre, ci sarebbe anche la mano della politica. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, sebbene Palazzo Chigi non abbia ostacolato l’Opas lanciata da Intesa Sanpalolo e Giorgia Meloni punti alla tutela dell’italianità delle banche, la Lega di Matteo Salvini spingerebbe per aggregare Banco Bpm a Mps (operazione sostenuta anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, da sempre favorevole a un terzo polo bancario), tentando di scongiurare l’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo.

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