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L'Unità

Perché L’Unità chiude (ancora): cosa c’è dietro il mancato accordo con il Pd

La trattativa per il ritorno della storica testata nell’orbita del Partito Democratico si interrompe. L’editore sostiene di aver offerto il giornale a un prezzo simbolico, ma l’intesa non si è concretizzata. Il Pd replica: «L’interesse all’acquisto resta».

Si interrompono nuovamente le pubblicazioni de l’Unità. Romeo Editore ha annunciato la sospensione del quotidiano a causa delle ingenti perdite economiche dopo il fallimento della trattativa con il Partito Democratico, che avrebbe dovuto riportare la storica testata fondata da Antonio Gramsci nella sua tradizionale area politica.

Secondo l’editore, il giornale sarebbe stato ceduto al Pd a un prezzo puramente simbolico, ma il negoziato non si è concluso positivamente. Dal Nazareno, tuttavia, è arrivata una versione diversa: il partito sostiene di continuare a essere interessato all’acquisto della testata.

LA DECISIONE DI ROMEO EDITORE

Nel comunicato, riportato per intero su Startmag, con cui ha annunciato la sospensione delle pubblicazioni, Romeo Editore ricorda di aver acquistato l’Unità nel 2022, rilevandola all’asta fallimentare del Tribunale di Roma con l’obiettivo di salvarla dalla definitiva scomparsa. L’investimento, spiega la società, non sarebbe mai stato ispirato da finalità speculative, bensì dalla volontà di risanare i conti e restituire il giornale alla sua «casa naturale», individuata nel Partito Democratico.

Secondo la ricostruzione dell’editore, negli ultimi mesi era stato avviato un confronto con il Pd e la disponibilità a cedere la testata a un prezzo simbolico avrebbe rappresentato il punto di partenza della trattativa. Venuta meno questa prospettiva e alla luce delle perdite economiche accumulate, Romeo Editore ha deciso di interrompere le pubblicazioni.

IL NODO DELLA TRATTATIVA

Secondo Il Fatto Quotidiano, il negoziato si sarebbe arenato non tanto sul valore economico della testata, quanto sulle condizioni dell’operazione. In particolare, il punto di frizione sarebbe stata la richiesta dell’imprenditore Alfredo Romeo di mantenere una quota di minoranza nella futura società editrice, ipotesi che non avrebbe trovato il consenso del Partito Democratico.

LA REPLICA DEL PD

Poche ore dopo il comunicato dell’editore è arrivata la risposta del Nazareno. Il Pd ha respinto l’idea di aver abbandonato il progetto, affermando di «aver manifestato e continuare a manifestare l’interesse e la disponibilità all’acquisto de l’Unità». Una posizione che lascia intendere come il dialogo possa non essere definitivamente chiuso, nonostante la sospensione del giornale.

UNA STORIA SEGNATA DA CONTINUE CRISI

La nuova sospensione rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una vicenda editoriale complessa. Fondata nel 1924 da Antonio Gramsci come organo del Partito Comunista Italiano, l’Unità ha attraversato numerose trasformazioni politiche e societarie, accompagnando l’evoluzione della sinistra italiana fino al Partito Democratico.

Negli ultimi quindici anni la testata ha già conosciuto diverse interruzioni delle pubblicazioni, procedure concorsuali, cambi di proprietà e rilanci editoriali. Nel 2022 Romeo Editore ne aveva acquisito il marchio attraverso la procedura fallimentare, riportando il quotidiano in edicola nel 2023 sotto la direzione di Piero Sansonetti. La nuova chiusura conferma quanto sia difficile garantire sostenibilità economica a un quotidiano politico in un mercato dell’editoria sempre più fragile.

I RINGRAZIAMENTI A LETTORI E COLLABORATORI

Il comunicato si chiude con il congedo formale dalla comunità di lettori che per mille giorni ha seguito la linea del quotidiano guidato dall’ex direttore del Garantista. L’editore ha rivolto un sentito ringraziamento a tutta la squadra che ha partecipato a questa avventura: “Si ringrazia la redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno reso possibile la continuità di una testata che appartiene alla storia del Paese”.

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