I comitati di Futuro Nazionale a Lamezia Terme annunciano l’uscita di circa 600 tesserati denunciando un metodo lontano dalla “meritocrazia”: ecco cos’è successo
Futuro Nazionale inciampa nella sua prima grana interna. A poche settimane dall’avvio della strutturazione del movimento, in Calabria, nella terra di Domenico Furgiuele, esplode lo scontro tra i vertici e una parte della base. Pochi giorni fa i comitati costituenti lametini n. 144 e 1067 hanno infatti annunciato l’uscita dal partito insieme a circa 600 tesserati, accusando la dirigenza di aver imposto le nomine territoriali senza rispettare il confronto con i militanti. Una contestazione che colpisce uno dei temi più rivendicati da Roberto Vannacci: la meritocrazia.
PERCHÉ 600 LAMETINI LASCIANO FUTURO NAZIONALE
La protesta è stata formalizzata in un comunicato pubblicato da LameziaInforma lo scorso sabato: “Alla luce degli ultimi avvenimenti, i comitati costituenti lametini n. 144 e 1067, insieme ai propri tesserati nel numero di circa 600, hanno determinato di lasciare il partito Futuro Nazionale restituendo le tessere”, si legge. Al centro della contestazione, “le varie nomine imposte dai vertici, non tenendo conto delle scelte democratiche dei vari comitati”.
Un’accusa che assume un peso politico particolare perché arriva da iscritti che richiamano direttamente i principi enunciati dall’ex generale durante la convention romana del movimento. Nel comunicato si parla infatti di “tradimento dei principi espressi dal generale Vannacci in occasione della due giorni di Roma, dove si è sempre parlato di meritocrazia“, aggiungendo che “la base popolare del partito non è stata presa in considerazione, soprattutto in una terra difficile come la Calabria”. Una polemica che mette in evidenza la distanza tra il messaggio politico costruito dal movimento — fondato sulla valorizzazione del merito e sul superamento delle logiche di apparato — e le accuse di una parte della sua stessa organizzazione territoriale.
LA REPLICA DI FURGIUELE
La versione dei dissidenti è stata però ridimensionata da Domenico Furgiuele, deputato e in quanto neocommissario di Futuro Nazionale in Calabria, parte in causa. Secondo il parlamentare, la frattura sarebbe molto meno ampia di quanto raccontato. “Posso dirvi che già in 300 hanno fatto marcia indietro, e saranno al nostro fianco”, ha dichiarato, sostenendo inoltre che il movimento continui a crescere nella regione, e che quindi non si possa indicare lui come oggetto del contendere: “Da quando ho preso le redini del movimento in Calabria le tessere sono schizzate da 4000 a 5000”.

