Il Ddl Concorrenza rivoluziona la rete carburanti, ma il Cdm non approva né sterilizzazione dell’Iva né taglio dinamico delle accise. E mentre il conto del pieno sale, il caro benzina e diesel resta oltre il 55% del prezzo finale
La storica riforma della rete carburanti inserita nel ddl Concorrenza fotografa un Governo proiettato verso il 2028. Tuttavia, c’è un grande assente nel Cdm di ieri sera: un provvedimento per contrastare il caro carburanti. Il risultato è che mentre la politica ridisegna l’architettura futura dei distributori, famiglie e imprese di trasporto si trovano ad affrontare il continuo aumento dei prezzi di benzina e diesel senza il paracadute delle accise mobili o della sterilizzazione dell’Iva.
VIA LIBERA ALLA “STORICA” RIFORMA DELLE RETE CARBURANTI IN CDM
Il Consiglio dei ministri di ieri ha dato il via libera al disegno di legge annuale per la concorrenza 2026. Al centro del provvedimento ci sono la razionalizzazione della rete dei distributori e le nuove regole per la Rc Auto. Il riordino della rete italiana di distribuzione di carburanti è un intervento che guarda al medio-lungo termine e mette ordine nelle regole delle concessioni e del mercato. Il provvedimento mira a razionalizzare un’infrastruttura ampia e frammentata, accompagnando i distributori verso i biocarburanti e l’elettrico.
Un settore che vale 45 miliardi di euro all’anno, conta circa 22 mila impianti e impiega oltre 80 mila lavoratori. Per sostenere la riconversione e la chiusura dei distributori più obsoleti, la legge istituisce un Fondo da 120 milioni di euro per il triennio 2028-2030 (40 milioni l’anno). Sempre dal 2028 scatterà la stretta sulle autorizzazioni. Infatti, per ottenerla, dovranno offrire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti fossili. Infine, il ddl Concorrenza introduce iter autorizzativi semplificati (con risposte entro 90 giorni), requisiti rigorosi sul piano dei controlli e delle verifiche antimafia, e norme di salvaguardia per garantire la continuità del servizio nelle aree interne e nelle isole minori.
COME CAMBIANO LE REGOLE PER GESTORI E PETROLIERI
Un nodo centrale della riforma della rete di distribuzione dei carburanti riguarda la disciplina dei rapporti tra le compagnie petrolifere e i gestori degli impianti. La legge introduce per la prima volta garanzie minime per i gestori, condizioni contrattuali definite attraverso il confronto trasparente tra le parti e definisce le sanzioni per punire chi utilizza contratti atipici o non conformi.
“Tutela dei gestori e certezza dei rapporti contrattuali, anche nei confronti delle grandi compagnie petrolifere: introduciamo regole chiare, garanzie effettive e condizioni più equilibrate”, ha rivendicato il ministro delle Imprese e “padre” del provvedimento, Adolfo Urso.
NOVITA’ SULLE ASSICURAZIONI RC AUTO
Il Ddl Concorrenza interviene anche sulle assicurazioni Rc auto. Infatti, la norma conferisce una delega di 9 mesi al Governo per una riforma complessiva del settore. L’obiettivo è correlare il costo della polizza al rischio effettivo del guidatore, premiando i comportamenti virtuosi e riducendo il peso delle variabili indirette. La prima stortura che la riforma vuole raddrizzare riguarda le penalizzazioni legate alla residenza geografica. Un obiettivo che il Governo vuole raggiungere attraverso la modifica del sistema bonus-malus, l’efficientamento del risarcimento diretto, il contrasto all’evasione e alle frodi con controlli incrociati e automatizzati sulle targhe dei veicoli non assicurati e il potenziamento delle piattaforme di comparazione delle offerte per assicurare maggiore trasparenza.
IL CDM DIMENTICA IL CARO BENZINA
Oggi un italiano che vuole fare il pieno deve fare i conti con un prezzo medio dei carburanti “self service” salito a 1,968 €/l per la benzina e 2,161 €/l per il gasolio. Il vero salasso è in autostrada, proprio nel periodo più frequentato, dove il prezzo medio self è di 2,059 €/l per la benzina e 2,228 €/l per il gasolio. Di fronte ai continui rialzi dei listini alla pompa e a una pressione fiscale dove Iva e accise incidono ancora per oltre il 55-58% sul prezzo finale al litro (pari a oltre 1,05 euro di tasse su ogni litro di benzina e oltre 0,92 euro sul diesel), né il Ddl Concorrenza né le altre misure approvate nel Consiglio dei ministri di ieri prevedono alcun meccanismo di sterilizzazione dell’Iva o di taglio dinamico delle accise. Un’omissione destinata a far discutere, soprattutto alla luce dell’impatto a cascata che il costo dell’energia da autotrazione ha sui prezzi dei beni di consumo e sull’inflazione generale.

