La riforma interviene sugli assetti di 15 professioni regolamentate, dagli architetti ai giornalisti, dagli ingegneri ai consulenti del lavoro modificando il ruolo degli Albi e il perimetro di attività riservate agli iscritti di ciascun ordine
Il disegno di legge 1663 a firma dei ministri del Lavoro e della Giustizia Marina Calderone e Carlo Nordio ha superato ieri il primo passaggio al Senato con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni. La riforma interessa quasi 700 mila professionisti e punta a ridisegnare regole, accesso e funzioni di 15 ordinamenti professionali. Il testo passa ora alla Camera per il via libera definitivo, prima dell’adozione dei decreti legislativi. Ecco tutte le novità
LE 15 PROFESSIONI INTERESSATE DALLA RIFORMA
Il disegno di legge coinvolge consulenti del lavoro, assistenti sociali, agrotecnici, architetti, attuari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale, giornalisti, agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari.
Si tratta di professioni con ordinamenti distinti che saranno interessate da un quadro comune di revisione. La delega affida al Governo il compito di aggiornare gli statuti professionali, intervenendo sulle regole che disciplinano iscrizione agli Albi, attività esercitabili e organizzazione degli Ordini. Tra gli elementi indicati dal provvedimento vi è anche il principio di proporzionalità attenuata per l’elezione dei consigli nazionali, con l’obiettivo di garantire una rappresentanza adeguata anche ai consigli territoriali di dimensioni più ridotte.
ACCESSO, ALBI E ATTIVITÀ PROFESSIONALI
Tra i punti previsti dal testo vi è la definizione delle attività riservate agli iscritti agli Albi sulla base della normativa vigente al momento dell’entrata in vigore della legge delega. Ai professionisti dovrà essere attribuita anche l’attività di consulenza, mentre le attività non riservate resteranno libere e potranno essere svolte da tutti i professionisti.
L’accesso alla professione dovrà avvenire tramite esame di abilitazione, mantenendo le disposizioni relative ai titoli universitari abilitanti previste dalla legge 163/2021.
La riforma conferma inoltre la funzione degli Ordini come enti pubblici non economici, chiamati a tutelare gli interessi pubblici connessi all’esercizio delle professioni. Le articolazioni territoriali continueranno a rappresentare gli iscritti, mentre i consigli nazionali rappresenteranno la categoria.
IL PROSSIMO PASSAGGIO ALLA CAMERA E I DECRETI LEGISLATIVI
Dopo l’approvazione del Senato, il disegno di legge dovrà affrontare l’esame della Camera. Una volta completato l’iter parlamentare, il Governo sarà chiamato ad adottare i decreti legislativi necessari per tradurre i principi della delega in nuove norme operative.

