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Ferrari Luce

Ferrari Luce, dalle polemiche al successo: raggiunto in due mesi il target di vendita del 2026

La prima Ferrari elettrica ribalta le previsioni. Nonostante le critiche su design e i dubbi degli appassionati, gli ordini hanno già esaurito la quota prevista per quest’anno. La spinta arriva soprattutto dalla Cina, e intanto Maranello alza le stime finanziarie.

Doveva essere la Ferrari più controversa della storia recente. È diventata, almeno sul piano commerciale, uno dei debutti più rapidi mai registrati dalla casa di Maranello. A poco più di due mesi dalla presentazione ufficiale, la Ferrari Luce ha già raggiunto il target di vendite fissato per il 2026: circa 500 esemplari prenotati, un risultato ottenuto molto prima delle attese e che contribuisce a rafforzare la fiducia del mercato nella strategia elettrica del Cavallino. Un esito che arriva dopo settimane di discussioni sul design, sul posizionamento del modello e sulla scelta di Ferrari di entrare nel segmento delle supercar a batteria. Ma i numeri sembrano aver dato una risposta più convincente delle polemiche.

GLI ORDINI HANNO GIÀ CENTRATO L’OBIETTIVO DEL 2026

Secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Times e successivamente confermate dall’amministratore delegato Benedetto Vigna nel corso della presentazione dei risultati trimestrali, Ferrari ha già raggiunto l’obiettivo commerciale fissato per il primo anno della Luce: poco meno di 500 vetture ordinate per il 2026. Il traguardo è stato centrato in meno di due mesi dal lancio del modello, avvenuto il 25 maggio scorso.

Per la Ferrari il dato assume un valore che va oltre il semplice numero di prenotazioni: significa che il mercato ha accolto positivamente un prodotto destinato a rappresentare una svolta storica per il marchio, nonostante lo scetticismo iniziale.

LA CINA TRAINA IL DEBUTTO DELL’ELETTRICA

A sostenere la corsa della Luce è stata soprattutto la domanda asiatica. La Cina, mercato strategico per Ferrari e già centrale nella diffusione delle auto elettriche di fascia alta, si è rivelata il principale motore delle prenotazioni. Già nelle settimane successive al lancio gli 88 esemplari destinati al mercato cinese erano andati esauriti, anticipando quello che sarebbe diventato il successo commerciale globale del modello.

Il gruppo di Maranello, tuttavia, sottolinea come l’interesse non provenga esclusivamente dalla Cina. Il CEO Benedetto Vigna ha spiegato che gli ordini sono distribuiti tra clienti storici e nuovi acquirenti provenienti da diversi mercati internazionali.

DALLE CRITICHE SUL DESIGN ALLA PROVA DEL MERCATO

Il risultato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con il clima che aveva accompagnato la presentazione della vettura. La Luce era stata accolta da numerose critiche, concentrate soprattutto sul design, giudicato da molti troppo distante dai canoni tradizionali Ferrari. L’impostazione da granturismo elettrica a cinque posti e le linee firmate anche dall’ex designer Apple Jony Ive avevano alimentato un intenso dibattito tra appassionati, investitori e osservatori del settore. Oggi, però, le prenotazioni sembrano raccontare una storia diversa. Il successo commerciale suggerisce che Ferrari abbia intercettato una domanda nuova, senza rinunciare alla propria strategia di esclusività.

COSA SIGNIFICA PER LA STRATEGIA DI FERRAI

Per Ferrari la Luce rappresenta molto più di un nuovo modello. È il banco di prova dell’intera strategia di elettrificazione della casa di Maranello. La società ha sempre chiarito di non voler trasformare l’elettrico in un prodotto di massa, ma in una proposta esclusiva destinata a convivere con le vetture ibride e con i tradizionali motori a combustione.

L’obiettivo di lungo periodo rimane quello di mantenere margini elevati e una produzione limitata, facendo della Luce una nicchia ad alta redditività piuttosto che un modello ad alto volume.

I CONTI RAFFORZANO LA FIDUCIA DEL MERCATO

Il successo della Luce arriva in parallelo ai risultati economici del gruppo. Ferrari ha rivisto al rialzo la ‘guidance’ per il 2026 dopo una trimestrale superiore alle aspettative degli analisti, migliorando le stime su ricavi, redditività e generazione di cassa. La performance del nuovo modello elettrico non è l’unico fattore alla base della revisione delle previsioni, ma contribuisce a rafforzare la narrativa di un marchio capace di innovare senza compromettere redditività e posizionamento premium.

Per Maranello, quindi, la vera notizia non è soltanto il sold out anticipato. È la dimostrazione che anche un progetto inizialmente accolto con diffidenza può trasformarsi in un successo commerciale quando riesce a intercettare una domanda nuova

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