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Karin Leavitt

Chi è Karoline Leavitt e perché lascia l’incarico di portavoce di Trump

È diventata il volto della comunicazione di Trump a soli 28 anni. Ora Karoline Leavitt lascia la Casa Bianca: cosa c’è dietro la scelta e quale sarà il suo prossimo ruolo

Karoline Leavitt lascerà alla fine di agosto l’incarico di portavoce della Casa Bianca di Donald Trump, dopo 20 mesi alla guida della comunicazione presidenziale.

L’annuncio è arrivato mercoledì scorso, quando il presidente Usa ha comunicato la decisione definendo Karoline Leavitt una delle sue collaboratrici più fidate. La motivazione ufficiale è legata alla famiglia: la portavoce vuole dedicare più tempo ai suoi due figli, in particolare alla figlia più piccola, nata tre mesi fa. Ma, come ricostruisce la Repubblica, sull’addio circolano anche altre ipotesi, legate ai rapporti interni allo staff e alla gestione della comunicazione della Casa Bianca.

CHI È KAROLINE LEAVITT

A 28 anni, Karoline Leavitt è stata la persona più giovane a ricoprire l’incarico di portavoce della Casa Bianca. La sua carriera politica è iniziata nell’amministrazione Trump, dove ha lavorato come stagista e successivamente come assistente alla stampa. In seguito è stata direttrice della comunicazione di Elise Stefanik, prima di candidarsi nel 2022 alla Camera dei rappresentanti per il New Hampshire. Nel 2024 è diventata portavoce nazionale della campagna presidenziale di Donald Trump, fino alla nomina alla Casa Bianca nel gennaio 2025.

La scelta di Donald Trump era arrivata dopo il lavoro svolto da Karoline Leavitt nella seconda campagna presidenziale e dopo la gestione della comunicazione successiva all’attentato al presidente a Butler nel 2024.

LA COMUNICAZIONE DI TRUMP

Durante i suoi 20 mesi sul podio della Casa Bianca, Karoline Leavitt ha contribuito a modificare anche il rapporto tra l’amministrazione e i media: in questa fase la sala stampa è diventata anche uno spazio per la produzione di contenuti destinati ai social, con una maggiore apertura verso nuove pubblicazioni online e podcaster, compresi esponenti vicini al movimento Maga.

La sua comunicazione si è caratterizzata per un rapporto molto diretto con il presidente e per i frequenti confronti con i giornalisti, a strenua difesa di Donald Trump anche nei passaggi più controversi Tra gli episodi ricordati dal quotidiano c’è il caso di Kilmar Abrego Garcia, quando Karoline Leavitt replicò alle domande sulla sua deportazione sostenendo che il giornalista stesse proponendo il migrante “al premio di Padre dell’Anno”.

LA DECISIONE E LE IPOTESI SULL’ADDIO

La motivazione ufficiale per le dimissioni resta quella familiare. Karoline Leavitt, riferendosi alla nascita della figlia Viviana, ha spiegato sui social: “Dopo la nascita di mia figlia, sento di non essere la miglior mamma che i miei figli piccoli meritano”. Ha quindi definito la decisione “agrodolce”, spiegando che il ruolo alla Casa Bianca richiede tempo, energia e attenzione.

Ma la Repubblica riporta anche diverse ipotesi non confermate. Una riguarda il cambio di aereo di Donald Trump in Turchia, durante il quale alcuni collaboratori, tra cui Leavitt, sarebbero rimasti esposti al rischio di un attentato, mentre sull’altro velivolo mentre il presidente avrebbe viaggiato con la consigliera Natalie Harp. Da qui le ricostruzioni su una possibile rivalità interna allo staff. Altre interpretazioni collegano invece l’addio alla necessità di una diversa strategia nei rapporti con la stampa, mentre una terza ipotesi riguarda la possibilità che Karoline Leavitt voglia avere un altro figlio.

CHI PUÒ SOSTITUIRLA

L’uscita di Karoline Leavitt apre ora il dossier sulla successione. Donald Trump ha annunciato che la portavoce continuerà a collaborare con lui “come consulente esterna”, lasciando quindi aperto il rapporto politico con la Casa Bianca.

Sul nome del successore non c’è ancora una scelta ufficiale. Secondo la ricostruzione di la Repubblica, tra i nomi che circolano ci sono Alina Habba e Matthew Boyle, capo della redazione di Washington di Breitbart. Il quotidiano cita inoltre la valutazione di Cnn secondo cui sarà difficile sostituire Karoline Leavitt, perché pochi avrebbero compreso come lei “l’istinto primordiale di un presidente che cambia idea spesso e si contraddice, sorprendendo i collaboratori”.

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