Da Genova a Roma, il profilo di Silvia Salis continua a guadagnare spazio nel dibattito politico. E attorno al suo nome iniziano a muoversi interlocutori diversi, dentro e fuori il Pd
Silvia Salis è entrata nel dibattito sulla possibile leadership nazionale del centrosinistra, con Matteo Renzi che ha pubblicamente indicato il suo nome per le primarie del campo largo. La sindaca di Genova resta però prudente sulla propria proiezione nazionale, mentre nel Partito Democratico il confronto sulla leadership della coalizione rimane aperto.
I SINDACI FANNO RETE
Il primo segnale arriva dai sindaci. Silvia Salis, Matteo Lepore e Roberto Gualtieri si sono ritrovati insieme il 12 giugno a Bologna, sul palco di Repubblica delle Idee, per parlare di sicurezza, giovani, periferie e governo delle città. Ma il punto politico è andato oltre i singoli dossier: i tre hanno discusso esplicitamente di come costruire un’alternativa alla destra partendo dalle esperienze amministrative. Salis, in quell’occasione, ha ribadito di essere contraria alle primarie e ha chiesto «un messaggio d’unione su temi precisi».
Un mese dopo, il suo nome è comparso di nuovo accanto a quello di Lepore in una partita tutta politica. Il 22 luglio Salis è stata tra i 35 sindaci del centrosinistra che hanno firmato un appello in difesa del primo cittadino di Bologna, insieme a Gualtieri, Beppe Sala, Gaetano Manfredi, Stefano Lo Russo e Sara Funaro. Un fronte di amministratori che ha chiesto al governo e al centrodestra di «rinunciare agli attacchi istituzionali».
Anche Antonio Decaro ha speso parole nette sul profilo della sindaca di Genova. Il 29 maggio, a Bari, l’ha definita «un buon sindaco» capace di dare «un ottimo contributo al campo dei progressisti». Salis, ancora, ha risposto riportando il discorso sulla città: «Vivo facendo la sindaca ogni giorno per la mia città, è questo quello a cui penso».
FRANCESCHINI LA VORREBBE IN CAMPO
Attorno al nome di Salis, intanto, si muove una platea più ampia del solo gruppo dei sindaci. A giugno l’ex ministro Dario Franceschini ha detto di sperare che la sindaca di Genova «si metta a disposizione di questo progetto», perché un suo ingresso nella partita «rafforzerebbe il progetto» e darebbe alla coalizione più possibilità di battere la destra.
Per Franceschini, Salis potrebbe contribuire a ricomporre un centro del centrosinistra oggi frammentato. E sulle primarie ha aggiunto che l’alternativa sarebbe un accordo tra i leader «su un nome terzo», precisando: «Personalità di questo tipo non si cercano, si vedono, non le crei in laboratorio».
BONACCINI, IL NOME DA TENERE D’OCCHIO
In questo schema Stefano Bonaccini occupa una posizione particolare. Non è un sostenitore dichiarato della candidatura di Salis, e sulla leadership ha mantenuto una linea prudente. Ma il suo nome torna proprio nei passaggi in cui la sindaca di Genova viene osservata come possibile figura nazionale. Il 5 settembre, alla Festa dell’Unità di Modena, Bonaccini sarà sul palco con Salis e Antonio Decaro per un confronto intitolato La politica dei territori.
La composizione dell’appuntamento è significativa: accanto alla sindaca ci saranno due esponenti del Pd con una forte esperienza amministrativa, Bonaccini e Decaro. E mentre la segreteria di Elly Schlein mantiene il controllo della linea del partito, la Festa di Modena mette nello stesso spazio tre nomi che, per percorsi e collocazione, appartengono alla discussione sulla futura guida del centrosinistra.
RENZI SPINGE, IL PD OSSERVA
La spinta più esplicita resta quella di Matteo Renzi. Il 12 agosto il leader di Italia Viva ha definito Salis «il nome più forte» per guidare la scommessa del campo largo. Ma nelle settimane successive il quadro si è fatto più affollato: secondo Open, nell’area renziana hanno guadagnato spazio anche Giorgio Gori e Gaetano Manfredi, mentre Salis continua a essere sponsorizzata pubblicamente da Renzi.
C’è poi un dettaglio che rende la partita meno lineare. Il Foglio ha riferito che Renzi potrebbe arrivare a valutare una candidatura personale alle primarie, proprio mentre cerca un amministratore da portare ai gazebo. Un’indiscrezione che, se confermata, ridimensionerebbe almeno in parte l’ipotesi di una candidatura della sindaca di Genova.
IL FATTORE BERLUSCONI
Fuori dal perimetro del centrosinistra, il nome di Salis ha prodotto anche un’altra suggestione. Il 15 aprile L’Espresso aveva raccontato di un presunto interesse di Marina Berlusconi per la sindaca di Genova. Il motivo politico, nella ricostruzione, sarebbe proprio il profilo di Salis: una figura proveniente dal centrosinistra, ma considerata meno vincolata alle tradizionali appartenenze di partito e quindi potenzialmente capace di parlare anche a un elettorato moderato. Una figura in grado di fare da «federatore» del campo largo e di aprire un canale verso il centro.
Il dato politico, però, è che il nome di Salis continua a comparire in scenari diversi: nel confronto tra i sindaci, nella discussione interna al Pd, nei ragionamenti dell’area riformista e nella strategia di Renzi. E proprio questa trasversalità spiega perché, dentro il centrosinistra, la sua candidatura venga ancora considerata una possibilità da tenere sul tavolo, anche mentre la diretta interessata continua a frenare.

