Da Londra a Roma, la leader conservatrice cerca una strada per rilanciare il suo partito. Al centro dell’incontro con Giorgia Meloni economia, immigrazione e futuro della destra britannica
A Londra la chiamano «Kemi». A Roma, in questi giorni, è diventata la possibile allieva di Giorgia Meloni. Kemi Badenoch, leader del Partito conservatore britannico, è arrivata in Italia per incontrare la premier e capire come una destra arrivata al governo possa trasformarsi da forza di protesta in macchina politica capace di durare. Un caffè durato circa un’ora, durante il quale le due leader hanno discusso di economia, immigrazione, Ucraina e rapporti con l’Europa. Al termine, Kemi Badenoch ha elogiato pubblicamente l’esperienza italiana, sostenendo che un tempo era l’economia italiana a essere considerata in difficoltà, mentre oggi i costi di finanziamento del debito italiano sono inferiori a quelli britannici. È il punto da cui parte The Times, il giornale britannico che ha raccontato l’incontro: “I want to revive economy like Giorgia Meloni did, says Kemi Badenoch”.
CHI E’ KEMI BADENOCH
Kemi Badenoch (nata Olukemi Olufunto Adegoke, Londra, 1980) vive in Nigeria fino all’adolescenza. Madre professoressa, padre medico, cresce a Lagos in una famiglia che lei stessa ha sempre descritto come middle class. Ma quella condizione, in Nigeria, non significava necessariamente servizi essenziali garantiti: acqua dal pozzo e generatore per l’elettricità. A 16 anni, mentre la situazione politica ed economica della Nigeria peggiora, viene mandata nel Regno Unito , a casa di amici. Per mantenersi lavora da McDonald’s: racconterà che quell’esperienza cambiò anche la sua percezione della classe sociale: “It wasn’t working at McDonald’s that made me working class. It was an example of how I had become working class”.
Il passaggio è importante anche per capire il racconto politico che Kemi Badenoch costruirà negli anni successivi. La ragazza che in Nigeria aveva avuto una vita middle class si ritrova a Londra a lavorare, studiare e mantenersi da sola.
Dopo gli A-level arriva all’Università del Sussex, dove studia Computer Systems Engineering. Nel 2003 completa il MEng; nel 2009 consegue una laurea in legge al Birkbeck College. Prima della politica lavora nel settore tecnologico, nella consulenza e nei servizi finanziari.
Nel 2015 entra nella London Assembly e nel 2017 viene eletta alla Camera dei Comuni. Dopo diversi incarichi di governo, nel 2024 arriva alla guida del Conservative Party, a seguito della disfatta elettorale del Partito conservatore di Sunak, battendo Robert Jenrick e diventando la prima persona nera a guidare i Conservatori britannici.
IL MODELLO MELONI
Il terreno sul quale Kemi Badenoch guarda maggiormente all’Italia è quello economico: la leader conservatrice vuole capire come Giorgia Meloni abbia contribuito a rafforzare la fiducia nell’economia italiana e ad attirare investitori. Ma il confronto non riguarda soltanto i numeri. Kemi Badenoch ha sottolineato anche la capacità della premier italiana di mantenere una linea politica riconoscibile e di resistere alle pressioni, in particolare come donna alla guida di una forza politica di destra. Il rapporto fra le due non nasce a Roma: si conoscono dal 2023, quando Kemi Badenoch era Secretary of State for Business and Trade.
Le affinità politiche sono evidenti soprattutto su immigrazione, identità nazionale e critica alle politiche progressiste. Kemi Badenoch ha costruito parte della propria leadership sulla battaglia contro la cultura “woke” e sulle politiche identitarie, mentre sul fronte migratorio sostiene una linea restrittiva. La sua impostazione economica punta invece sul libero mercato, sulla riduzione della regolamentazione e su un ruolo più contenuto dello Stato. Il paragone con Giorgia Meloni, però, va circoscritto: Badenoch è una conservatrice britannica segnata dalla Brexit e dalla tradizione Tory, mentre la leader italiana proviene da una storia politica diversa e oggi governa all’interno dell’Unione europea.
LA PARTITA CON FARAGE
La difficoltà maggiore per Kemi Badenoch arriva da destra. Nigel Farage e Reform UK contendono ai Conservatori una parte dell’elettorato sui temi dell’immigrazione, della Brexit e della protesta contro l’establishment. Quando alcuni esponenti conservatori hanno lasciato il partito per passare a Reform UK, aumentando la pressione sulla leader Tory, la sua risposta è stata netta: ha escluso un’alleanza con Reform UK e con Nigel Farage e ha definito i fuoriusciti “some of the most dishonest people I have met”.
Il tema è tornato al centro proprio dopo l’incontro romano con Giorgia Meloni. Secondo una ricostruzione pubblicata The Times, la premier italiana avrebbe consigliato a Kemi Badenoch di “essere se stessa” e di non cedere alle pressioni per un accordo con Nigel Farage. La notizia è stata però smentita da Fratelli d’Italia: il partito ha contestato la ricostruzione del quotidiano britannico e ha negato che vi fosse, da parte di Giorgia Meloni, un atteggiamento di ostilità nei confronti di Nigel Farage.

