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Stretto di Hormuz isola di Larak

Dov’è l’isola di Larak e perché è finita nel mirino USA

L’isola iraniana si trova nel cuore dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo tra i più strategici al mondo e da mesi al centro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Washington l’ha colpita per fermare i preparativi iraniani alla posa di mine navali.

Un’isola di pochi chilometri quadrati è diventata uno dei punti più sensibili della nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Larak, territorio iraniano nel cuore dello Stretto di Hormuz, è stata colpita dalle forze americane dopo che Washington ha accusato Teheran di preparare il lancio di mine navali per ostacolare la navigazione. Un obiettivo apparentemente marginale, ma che racconta molto della posta in gioco nel Golfo: il controllo delle rotte energetiche, la libertà di navigazione e la capacità dell’Iran di trasformare la geografia dello stretto in uno strumento di pressione militare ed economica.

La mossa, si legge su Politico, arriva dopo che il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato la scorsa settimana una nuova campagna di pressione denominata “Operation Economic Outcast”, volta a isolare economicamente l’Iran dopo sei mesi di guerra. Bessent ha avvertito governi e aziende straniere che potrebbero perdere l’accesso alle istituzioni finanziarie statunitensi qualora continuassero a fare affari con Teheran. E intanto il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle.

LARAK, UN PICCOLO PUNTO SULLA MAPPA CHE CONTROLLA HORMUZ

L’isola di Larak è situata tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman. Si trova a sud dell’isola di Hormuz e a est della più grande isola di Qeshm, non lontano dalla costa iraniana e dalla strategica area di Bandar Abbas.

Geograficamente può sembrare un punto marginale, ma militarmente la sua posizione è tutt’altro che secondaria. L’isola si trova infatti lungo uno dei corridoi attraverso cui passa il traffico marittimo diretto dentro e fuori dal Golfo Persico. È proprio questa collocazione a renderla un osservatorio e un punto di controllo privilegiato sulle rotte che attraversano Hormuz.

La sua importanza è cresciuta ulteriormente nel corso della guerra tra Washington e Teheran. L’isola è stata utilizzata dalle forze iraniane, in particolare dai Guardiani della Rivoluzione, come posizione militare dalla quale controllare e minacciare il traffico nello stretto.

PERCHÉ LO STRETTO DI HORMUZ È TANTO IMPORTANTE

Per capire perché Washington abbia deciso di colpire proprio Larak bisogna guardare al mare che la circonda. Lo Stretto è una delle principali arterie energetiche del pianeta: collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e quindi al Mar Arabico e all’Oceano Indiano. Attraverso questo passaggio transitano enormi quantità di petrolio e gas dirette verso i mercati internazionali.

Il controllo di Hormuz rappresenta quindi una leva strategica enorme. Per l’Iran significa poter esercitare pressione sulle rotte commerciali che collegano i Paesi produttori del Golfo ai mercati asiatici ed europei. Per gli Stati Uniti e i loro alleati, garantire la libertà di navigazione nello stretto è invece una questione di sicurezza militare ed economica.

IL MOTIVO DEL RAID AMERICANO

Ieri le forze statunitensi hanno colpito due siti di lancio iraniani sull’isola. Secondo il Comando centrale americano, i militari avevano osservato membri dei Guardiani della Rivoluzione intenti a preparare il lancio di razzi caricati con mine navali da utilizzare nello Stretto.

Il Centcom ha definito l’operazione «limitata e precisa», sostenendo che l’obiettivo fosse eliminare una minaccia imminente alla navigazione commerciale. In altre parole, per Washington Larak non era il bersaglio per la sua importanza territoriale, ma perché da quel punto l’Iran avrebbe potuto mettere a rischio una delle principali rotte marittime mondiali.

IL “CASELLO” IRANIANO DI HORMUZ

La Repubblica ha descritto Larak come una sorta di “casello di Teheran” nello Stretto di Hormuz. La definizione rende bene il valore strategico dell’isola: dalla sua posizione le Guardie della Rivoluzione possono osservare e, secondo le accuse americane, intervenire sul traffico marittimo che attraversa il passaggio.

La questione non riguarda soltanto la capacità di lanciare missili o mine, ma anche controllare il traffico navale. In uno scenario di guerra, un’isola collocata all’interno di un passaggio così stretto può diventare una piattaforma dalla quale monitorare le navi, minacciare le rotte e aumentare il costo del transito.

Per Washington, neutralizzare queste capacità significa dunque difendere la libertà di navigazione. Per Teheran, invece, l’attacco rappresenta un’aggressione diretta contro una posizione strategica del proprio territorio.

PERCHÉ LARAK CONTA ANCHE PER L’ECONOMIA MONDIALE

La posta in gioco va ben oltre i confini dell’Iran. Ogni minaccia alla navigazione nello Stretto di Hormuz produce conseguenze immediate sui mercati energetici. Anche senza una chiusura formale, la presenza di mine, missili o altre minacce può spingere le compagnie di navigazione a evitare l’area, aumentare i premi assicurativi e rallentare il traffico delle petroliere. È il motivo per cui un’operazione militare apparentemente circoscritta a due lanciamissili su una piccola isola può avere conseguenze molto più ampie. Larak è diventata uno dei punti in cui si incrociano guerra, energia e commercio globale.

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