Skip to content

Ulrich Siegmund AfD

Chi è Ulrich Siegmund, il volto dell’AfD che ha stravinto in Sassonia-Anhalt

Il partito di estrema destra sfiora il 44% e conquista 39 seggi, ma non ha la maggioranza per governare. Ecco chi è Ulrich Siegmund, leader dell’AfD al centro della nuova partita politica tedesca.

La Sassonia-Anhalt consegna all’AfD una vittoria storica. Il partito di estrema destra ha ottenuto il 44% dei voti raddoppiando il risultato del 2021 e staccando di oltre 25 punti la Cdu – miglior risultato mai raggiunto dal partito guidato da Alice Weidel in un’elezione regionale tedesca. Con un’affluenza vicina al 78% il partito, che con 39 seggi non ha la maggioranza assoluta – fissata a 42, è vicinissimo a guidare per la prima volta un land tedesco. Ecco il profilo di Ulrich Siegmund, il candidato che si trova davanti la sfida di trasformare il risultato elettorale in una maggioranza di governo.

CHI È ULRICH SIEGMUND

Nato il 25 ottobre 1990 a Havelberg, in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund è deputato al Landtag dal 2016. Prima della politica ha studiato psicologia economica ed economia aziendale e ha lavorato nel settore della profumeria, arrivando nel 2014 a fondare una società specializzata nel marketing olfattivo. La sua tesi di laurea era dedicata proprio agli effetti psicologici degli odori sui consumatori.

In politica arriva poco dopo. Inizialmente vicino alla Cdu, Siegmund passa all’AfD a 24 anni e nel 2016 entra per la prima volta nel parlamento regionale. Dal 2022 guida, insieme a Oliver Kirchner, il gruppo parlamentare dell’AfD. Nel 2025 viene scelto come candidato di punta per le regionali del 2026.

Il suo profilo è però diverso da quello dell’immagine più tradizionale dell’AfD. Siegmund ha costruito una forte presenza sui social: oltre 400mila follower su Instagram e più di 760mila su TikTok. Una strategia che combina comunicazione politica, incontri con le famiglie e un linguaggio centrato su sicurezza, patria, famiglia e immigrazione. Il suo programma comprende una politica migratoria molto più restrittiva, espulsioni e il tema della remigrazione.

La sua ascesa non è priva di controversie. Siegmund partecipò nel 2023 a un incontro vicino a Potsdam nel quale intervenne l’estremista austriaco Martin Sellner parlando di remigrazione. Il politico dell’AfD ha successivamente sostenuto che la sua presenza fosse privata, ma la stessa federazione regionale dell’AfD è stata classificata nello stesso anno dall’Ufficio per la protezione della Costituzione della Sassonia-Anhalt come organizzazione con attività di estrema destra accertate.

39 SEGGI, MA POTREBBERO NON BASTARE ALL’AFD PER GOVERNARE

Il paradosso del voto è tutto nei numeri. L’AfD ha ottenuto circa il 44% dei consensi e 39 seggi, ma per raggiungere la maggioranza assoluta ne servono 42. La ragione è anche nell’ingresso del BSW di Sahra Wagenknecht nel Landtag, che ha superato la soglia del 5%.

Il risultato apre quindi una partita complessa. La Cdu, la Spd, i Verdi e la Linke hanno numericamente la possibilità di costruire una maggioranza alternativa, ma dovrebbero superare profonde incompatibilità politiche. La Cdu, soprattutto, ha finora escluso una collaborazione con l’AfD e con la Linke. Il BSW rappresenta invece la variabile decisiva: il partito ha lasciato aperta la possibilità di collaborare su singoli provvedimenti anche con l’AfD.

La “Brandmauer” contro l’estrema destra è dunque sottoposta a una nuova e fortissima pressione. L’AfD potrebbe non riuscire a formare un governo, ma il suo 44% rende molto più difficile costruire una maggioranza alternativa senza coinvolgere un numero elevato di partiti. Lo scenario potrebbe essere quello di un governo di minoranza, di una maggioranza molto larga oppure di nuove elezioni. Lo stesso Siegmund ha evocato il ritorno alle urne, sostenendo che in quel caso l’AfD potrebbe puntare addirittura al 50-55%.

IL TRACOLLO DELLA CDU E IL RISCHIO DOMINO

Se l’AfD festeggia, la Cdu deve fare i conti con una delle peggiori sconfitte della sua storia regionale. Il partito è passato dal 37,1% del 2021 a circa il 18,5%, perdendo quasi metà del proprio consenso. La Sassonia-Anhalt era governata dai cristiano-democratici dal 2002 e il risultato, quindi, rompe un equilibrio politico durato oltre vent’anni.

È questo il dato che preoccupa maggiormente Berlino. La vittoria di Siegmund non è soltanto una storia regionale: evidenzia la capacità dell’AfD di trasformare il consenso raccolto nell’Est in una forza politica dominante. E mette direttamente sotto pressione Friedrich Merz, che ora deve spiegare perché la Cdu abbia perso quasi venti punti in uno dei Länder dove storicamente rappresentava il principale argine alla destra radicale.

Il rischio è quello di un effetto domino. Se l’AfD riesce a consolidarsi come primo partito in altri Länder orientali, la pressione sulla Brandmauer aumenterà ulteriormente. E ogni tentativo dei partiti tradizionali di costruire coalizioni sempre più larghe per escluderla dal governo potrebbe diventare, allo stesso tempo, sempre più difficile da spiegare agli elettori.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su