Matteo Renzi propone un accordo preventivo tra le forze del centrosinistra, come succede in Germania. Pd, M5s e Avs frenano: il nodo resta il programma
Matteo Renzi propone un “contratto alla tedesca” per mettere nero su bianco, prima delle elezioni, gli impegni del centrosinistra e provare a tenere insieme forze politiche diverse. L’idea arriva dal palco del Forum al Teha di Cernobbio, dove il leader di Italia Viva ha partecipato a un confronto con Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli. «La novità rispetto al 2022 quando vinse Meloni, è che il centro-sinistra, venendo da storie diverse che nessuno di noi vuole cancellare, se si mette d’accordo su dei punti precisi con un contratto alla tedesca non soltanto manda a casa Urso e Salvini, ma può dare all’Europa l’idea di un’Italia protagonista e che non sia un’Italia che si limita semplicemente a galleggiare», ha detto Matteo Renzi.
COS’È IL CONTRATTO ALLA TEDESCA
Il riferimento è al modello degli accordi di coalizione utilizzati in Germania dai partiti che decidono di governare insieme. Le forze politiche negoziano un documento comune nel quale fissano obiettivi della legislatura, priorità e principali misure da realizzare. Nel modello proposto da Matteo Renzi, il passaggio avverrebbe prima del voto: i partiti del centrosinistra dovrebbero concordare pochi punti qualificanti, sottoscriverli e presentarli agli elettori come impegni comuni.
Il contratto dovrebbe indicare impegni concreti e verificabili su temi come riduzione dell’Irpef, investimenti sull’intelligenza artificiale, energia, sicurezza, acqua e ceto medio. Secondo Matteo Renzi, l’obiettivo è offrire una garanzia sulla capacità della coalizione di governare insieme e ridurre il rischio di divisioni dopo il voto.
IL KOALITIONSVERTRAG
Il modello richiamato da Matteo Renzi è quello del Koalitionsvertrag, l’accordo di coalizione con cui i partiti tedeschi che intendono governare insieme definiscono il perimetro dell’azione dell’esecutivo. Il documento può comprendere «aliquote fiscali, investimenti, priorità di spesa, a volte anche la spartizione dei ministeri» e il suo obiettivo è rendere più vincolante l’intesa tra le forze della coalizione.
La proposta arriva in un centrosinistra che deve ancora trovare una sintesi su diversi dossier. Tra i temi più delicati figurano immigrazione e sicurezza, armi e Ucraina, fisco e nucleare: è proprio su questi dossier che un accordo dettagliato potrebbe misurare la capacità delle diverse forze di trovare una posizione comune prima del voto.
PD, M5S E AVS FRENANO
La risposta degli alleati è stata prudente. Angelo Bonelli ha osservato: «Non mi pare niente di nuovo. Per noi il programma è un contratto con gli italiani, un impegno». Il leader di Avs ha comunque aggiunto: «Non mettiamo veti a nessuno, se non in tema programmatico». Anche Elly Schlein ha riportato il confronto sul programma: «Settembre è il mese in cui si entra nel vivo nella costruzione del programma dell’alternativa, insieme a tutta l’alleanza progressista, discuteremo insieme agli alleati il come».
Giuseppe Conte ha indicato la stessa priorità: «è chiaro che questo è il momento del programma». Il presidente del Movimento 5 Stelle ha ricordato che il centrosinistra dispone già di «proposte significative su politiche del lavoro, ambientali e alcuni elementi importanti come la legge sul conflitto d’interessi». Nicola Fratoianni, ha invece invocato una manifestazione unitaria sulla crisi climatica e un cambio di passo nel confronto tra le forze politiche.

