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Il trionfo di AfD fa traballare Merz: quali sono le alternative

Il cancelliere esclude le dimissioni, ma il voto in Sassonia-Anhalt apre una partita sulla sua leadership.La CDU prova a blindarlo mentre guarda ai prossimi due test elettorali. Cosa accadrà dopo?

La CDU prova a mettere in sicurezza Friedrich Merz, ma il problema per il cancelliere tedesco è ormai sul tavolo: dopo il tracollo in Sassonia-Anhalt, quanto può ancora reggere la sua leadership politica? Domenica 6 settembre la CDU è crollata al 17,2%, il suo peggior risultato nel Land da decenni. Friedrich Merz ha escluso di farsi da parte: «Arrendersi non è un’opzione per me». Ma la discussione che si apre ora riguarda soprattutto cosa farà la CDU davanti a un’AfD che, in Sassonia-Anhalt, ha conquistato 39 degli 83 seggi e che a livello nazionale è ormai davanti ai cristiano-democratici nei sondaggi. Il risultato ha provocato uno scossone dentro la Cdu e ha spinto Friedrich Merz a riunire i vertici del partito.

LA PARTITA DI MERZ

La prima risposta del cancelliere è stata quella di escludere un passo indietro. Friedrich Merz si è detto “scioccato” per il risultato e ha definito quella in Sassonia-Anhalt “la sconfitta elettorale più devastante che la Cdu abbia mai subito da anni, persino da decenni”. Ha però escluso dimissioni in vista delle elezioni federali del 2029: “Arrendersi per me non è un’opzione”.  Il problema, quindi, è cosa succederà dentro il partito. Il Präsidium della Cdu si è riunito già nella giornata del voto, mentre all’interno del partito sono emersi segnali di malcontento. Il risultato in Sassonia-Anhalt alimenta soprattutto il dubbio sulla capacità di Friedrich Merz di tenere insieme il partito e recuperare consenso nell’Est del Paese. Merz ha ribadito che la CDU non collaborerà con l’AfD e che il governo continuerà con le riforme. È il punto sul quale si misura la distanza tra la tenuta politica del cancelliere e il risultato elettorale: più l’AfD cresce, più diventa difficile per la CDU difendere il proprio spazio senza interrogarsi sulla strategia adottata.

LA CDU SOTTO PRESSIONE

Il dato elettorale rende la posizione della Cdu particolarmente delicata. L’AfD ha sfiorato il 44% e si è fermata a un passo dalla maggioranza assoluta nel parlamento regionale, mentre la Cdu è scesa intorno al 17-18%. L’AfD, secondo le ricostruzioni pubblicate dopo il voto, avrebbe bisogno di soli tre seggi per arrivare alla maggioranza assoluta di 42.

Sul piano nazionale, il risultato rischia di trasformarsi in un problema diretto per Friedrich Merz: il cancelliere ha un gradimento personale del 15%, mentre la Cdu a livello nazionale si trova ormai a distanza ravvicinata dall’AfD. Il voto regionale, dunque, diventa un test sulla strategia scelta da Friedrich Merz, che ha spostato la Cdu verso posizioni più conservatrici anche sul tema dell’immigrazione.

LE ALTERNATIVE A MERZ SUL TAVOLO DELLA CDU

La domanda è ora quale strada possa imboccare la Cdu. Una prima ipotesi è difendere Friedrich Merz e arrivare alle prossime elezioni regionali, il 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino, prima di aprire una vera resa dei conti. I prossimi due voti potrebbero diventare il passaggio decisivo per capire se la leadership di Friedrich Merz è ancora sostenibile.

Una seconda possibilità è invece una contestazione interna più rapida. Il risultato ha già fatto emergere voci critiche dentro la Cdu: Dennis Radtke, presidente dell’ala che rappresenta i lavoratori, ha definito il voto un “momento di svolta”, mentre Thorsten Frei, capogruppo del centro-destra, ha invitato alla calma e ha ricordato che il cancelliere è stato eletto per un mandato di quattro anni. La pressione arriva anche direttamente dall’AfD: Alice Weidel ha chiesto le dimissioni di Friedrich Merz, sostenendo che il cancelliere sarebbe ormai “un peso per il Paese”.

LA PARTITA PARTE ANCHE DA MAGDEBURGO

Nel frattempo c’è da governare anche la conseguenza più immediata del voto: formare un governo in Sassonia-Anhalt. L’AfD ha 39 seggi, tre meno della maggioranza assoluta; CDU, SPD e Verdi insieme arrivano a 31. La CDU ha escluso sia l’AfD sia la Linke, rendendo la costruzione di una maggioranza tutt’altro che semplice. Il nuovo Landtag dovrà riunirsi entro il 6 ottobre e non esiste una scadenza costituzionale entro la quale eleggere il nuovo ministro-presidente.

Qui Friedrich Merz può trovarsi davanti a un altro problema politico: qualsiasi soluzione escogitata a Magdeburgo sarà letta come un test della linea nazionale della CDU. L’AfD non ha i numeri per governare da sola, ma è abbastanza forte da poter mettere in difficoltà tutte le altre forze. Ulrich Siegmund ha rivendicato un «chiaro mandato di governo», mentre la CDU continua a escludere una collaborazione con l’AfD.

Per Merz, dunque, la partita si gioca su due tavoli contemporaneamente: a Magdeburgo la CDU deve trovare una soluzione di governo senza rompere il cordone sanitario sull’AfD; a Berlino il cancelliere deve dimostrare che il partito può ancora recuperare consenso.

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