Avvocato, primo eletto di Controcorrente e vicesindaco di Agrigento: Giovanni Crosta è arrivato nella nuova giunta con un consenso personale tutt’altro che marginale. Ora il caso dell’immobile di Zingarello rischia di farlo inciampare
Giovanni Crosta è ancora vicesindaco di Agrigento, ma la sua posizione politica è diventata il punto di rottura tra il sindaco Michele Sodano e Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente. La questione riguarda un immobile di cui Crosta è comproprietario e sul quale pende una pratica di sanatoria. Il movimento ha chiesto le sue dimissioni; Sodano lo ha difeso, poi gli ha tolto la delega alla Polizia municipale.
CHI È CROSTA
Giovanni Crosta (Agrigento, 1974) dopo la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento, nel 1999 si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 2003 si è iscritto all’Albo degli avvocati di Agrigento: il suo curriculum documenta una lunga attività nel civile, penale e amministrativo, oltre a incarichi professionali presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento e, in precedenza, Girgenti Acque.
I VOTI E IL PESO POLITICO
La politica elettiva arriva nel 2026 con Controcorrente. Alle amministrative di maggio Crosta è stato il primo eletto della lista con 524 preferenze, davanti a Elvira Mangione con 489 e Maria Miccichè con 477. Controcorrente ha ottenuto 3.319 voti e tre seggi. Il dato è interessante perché il consenso personale di Crosta arriva dentro una coalizione nella quale Michele Sodano aveva già mostrato una forte capacità di attrazione autonoma: al primo turno aveva ottenuto 11.596 voti, contro i 6.392 complessivi delle liste che lo sostenevano; al ballottaggio di domenica 7 e lunedì 8 giugno 2026 è arrivato a 14.908 voti, il 72,31%.
524 preferenze non sono automaticamente un pacchetto di voti trasferibile, ma rendono Crosta più interessante per Sodano di quanto suggerirebbe il semplice ruolo di assessore. Con 19 consiglieri all’opposizione e appena 5 nell’area del sindaco, il primo cittadino ha bisogno di una maggioranza politicamente gestibile. Se Crosta uscisse da Controcorrente ma conservasse un proprio radicamento elettorale, potrebbe diventare una pedina in un eventuale riassetto degli equilibri.
IL CASO E LE DIMISSIONI
Martedì 8 settembre Ismaele La Vardera ha annunciato l’espulsione politica di Crosta da Controcorrente e ha chiesto a Sodano di intervenire. «Spero che Michele Sodano torni in sé e ritrovi lo spirito di Controcorrente», Il giorno dopo Sodano ha revocato a Crosta la delega alla Polizia Municipale, affidandola temporaneamente a Dario Cipolla, lasciandogli però il ruolo di vicesindaco e le altre deleghe rimaste. Il Comune lo indicava ancora in carica giovedì 10 settembre.
Sul merito della vicenda, Sodano ha ribadito che a Crosta non è contestato «alcun reato, né alcuna ipotesi di reato». La stessa cosa dice la segreteria di Controcorrente, che parla però di «opportunità politica».
L’ultimo tassello arriva nella giornata di ieri: Report Sicilia ha riferito di un presunto diniego della Soprintendenza sulla pratica di sanatoria dell’immobile, precisando che il contenuto dell’atto deve essere verificato attraverso la protocollazione e il documento integrale. Adesso resta da capire se la crisi si fermerà alla delega o arriverà fino alla giunta.

