Notizie, indiscrezioni, riflessioni e i gettonatissimi rebus: le ultime dal viale della Lobby
MA AFD È DI DESTRA DAVVERO? VIAGGIO ALLE ORIGINI
Correva l’anno 2018 e Limes intervistava Peter Feist, allora consulente politico di Afd in Germania e presidente del Centro di Formazione Christian Wolff Bildungswerk. Il numero di Limes si intitolava “Essere Germania”. Ecco un passaggio per capire le radici della Afd, oggi giudicato da tutti un partito di estrema destra. Ma l’analisi smentisce in buona parte tutto ciò. Leggete, cari lobbisti e decisori, per farvi un’idea.
LIMES: Alternative für Deutsch Land (AfD) è forte soprattutto nei territori dell’ex Repubblica Democratica Tedesca (DDR), dove i cittadini sembrano essere più sensibili al patriottismo. Quali le origini di questa differente sensibilità rispetto all’Ovest?
FEIST: I tedeschi dell’Est sono generalmente patriottici perché nella DDR il patriottismo veniva insegnato e concepito come una componente importante della sinistra tradizionale. Esso si manifestava soprattutto nelle ricorrenze, per esempio contando l’inno nazionale con la strofa “Deuschland einig Vaterland” (“Germania patria unita”), celebrando tutti gli anni la festa nazionale e la giornata dell’Armata nazionale del popolo (Nazionale Volksarmee). A scuola veniva trasmessa una narrazione positiva della storia tedesca, non appiattita sui dodici anni di nazionalsocialismo come invece spesso avviene nell’Ovest. Le guerre contadine, la resistenza a Napoleone e la rivoluzione del 1848 ci venivano raccontate come lotte di emancipazione che avevano anticipato l’avvento del socialismo. C’era un rapporto positivo con il concetto di nazione, sopravvissuto fino ad oggi.
LIMES Quali sono i principali motivi per cui tanti ex comunisti ed ex cittadini della DDR votano per l’AfD?
FEIST L’AfD Ha reclutato ambienti tradizionalmente di sinistra che chiedono che qualcuno rappresenti i loro interessi. I due motivi principali del suo successo nell’Est sono la capacità di rompere i tabù e il patriottismo. La caduta della DDR ha permesso di affrontare argomenti che prima erano totalmente proibiti.
(BEN)VENUTO IN FEDUF
Valeria Venuto, direttrice delle relazioni istituzionali di Anas, è entrata a far parte dell’advisory board di Feduf, la fondazione per l’educazione finanziaria nata in seno ad Abi. Nei mesi scorsi si era anche ipotizzato uno sbarco della Venuto in Leonardo, e la partita di Leonardo non è affatto chiusa…
ADDII UTOPICI
Axel Donzelli non è più il Digital Affair director di Utopia.
REBUS
Chi è quel manager delle relazioni istituzionali, in ambito sanità, che è pronto per una nuova esperienza professionale, nel settore pubblico?
REBUS 2
Chi è quel politico molto noto, troppo noto, che non indossa i calzini? E poi, perchè non li indossa?
REBUS 3
Chi ha scritto un post che inizia così: “Dopo 1413 giorni il Governo di Giorgia Meloni è la legislatura più longeva della storia repubblicana”. Non solo è un incipit sgrammaticato, ma anche dal punto di vista istituzionale e giuridico presenta un abnorme strafalcione che grida vendetta, se non a Dio, ai padri costituenti e alla Costituzione. Un indizio: si spacciano per esperti delle istituzioni… Annamo bene, avrebbe detto la mitica Sora Lella.
BISTONCINI APPRODA SU SPOTIFY
Dal 15 settembre, su Spotify, potrete ascoltare anche una serie di podcast di Fabio Bistoncini, “Lo sporco lobbista”, che racconta l’evoluzione dei gruppi di interesse e della professione iniziata in Italia proprio da Bistoncini.
CORE DI BRUXELLES
Core, agenzia di corporate relations specializzata in advocacy e stakeholder engagement, inaugura Core Europe, la nuova sede di Bruxelles a pochi passi dal Parlamento Europeo, portando per la prima volta la propria presenza operativa fuori dall’Italia. SI tratta di un hub di circa 500 metri quadrati a poca distanza dai palazzi che contano nella capitale belga.
EXIT STRATEGY CHE VIENE DA LONTANO
Va bene, Tommaso Longobardi non più a capo della macchina digital della comunicazione della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ma in pochi avevano avuto modo di vedere quanto accadeva già nei mesi addietro. I segnali erano evidenti, come aveva sottolineato il novizio benedettino che è autore di questa santa e romana rubrica. San Tommaso (in onore al nome di battesimo di Longobardi) avrebbe detto toccare per credere, noi diciamo leggere per credere.

