Il centrodestra assicura che correrà unito per Milano, ma la scelta del candidato sindaco rimane aperta. Forza Italia punta sul sottosegretario alla Difesa, la Lega prepara l’investitura di Silvia Sardone a Pontida e Fratelli d’Italia continua a guardare con interesse a Maurizio Lupi. La decisione finale spetterà ai leader. Tutti i retroscena.
Il centrodestra conferma di presentarsi unito alle comunali di Milano, ma il rebus sulla scelta del candidato sindaco non si risolve. Dopo mesi di nomi, sondaggi e ipotesi civiche, la decisione sembra stringersi intorno a Maurizio Lupi, Silvia Sardone e Matteo Perego di Cremnago. Una rosa che, fino a poche settimane fa, appariva molto più larga e nella quale compariva anche l’ex consigliere comunale Pietro Tatarella, che continua a proporsi come possibile candidato capace di ricompattare la coalizione.
Il vero nodo, però, è capire quale partito riuscirà a imporre la propria candidatura. Forza Italia ha rotto gli indugi e ha lanciato Matteo Perego di Cremnago, ma la Lega non sposa la proposta e annuncia di svelare il proprio nome a Pontida – lasciando intendere tramite le parole di Matteo Salvini che potrebbe essere Silvia Sardone la carta leghista. Fratelli d’Italia, in tutto ciò, non chiude la porta all’ormai nota candidatura di Maurizio Lupi, il tutto mentre la decisione definitiva viene rinviata al tavolo nazionale dei leader di partito.
MATTEO PEREGO DI CREMNAGO, LA MOSSA DI FORZA ITALIA CHE PIACE A LUIGI BERLUSCONI
Dopo aver espresso la necessità di un candidato civico, Forza Italia cambia impostazione e vira sul nome politico di Matteo Perego di Cremnago, tanto caro a Luigi Berlusconi e suo testimone di nozze.
Il nome di Perego circolava da settimane (è sostenuto anche da una parte romana di FdI e dal ministro Guido Crosetto, di cui è sottosegretario alla Difesa. L’annuncio di Antonio Tajani – favorevole alla candidatura di Perego – è arrivato dalla convention dei giovani azzurri a Pescara, ma è stato subito accolto con un certo fastidio dagli alleati.
LA REAZIONE DELLA LEGA E LA CARTA SILVIA SARDONE
Il Carroccio non vuole che la scelta milanese sia considerata già fatta, così Matteo Salvini ha stoppato la candidatura di Perego e, tramite il segretario cittadino Samuele Piscina, ha annunciato la volontà che il candidato sia una persona profondamente radicata nella città e riconoscibile dagli elettori milanesi. Il messaggio politico inviato è chiaro: se la coalizione ha deciso di puntare su una figura politica, allora la Lega vuole giocarsi fino in fondo la propria carta, che corrisponde a Silvia Sardone. Un nome sul quale il Carroccio può rivendicare un radicamento elettorale diretto a Milano. Salvini ha già espresso pubblicamente il proprio gradimento, annunciando che la Lega presenterà il proprio candidato a Pontida.
La scelta di arrivare a Pontida con Sardone significa soprattutto una cosa: Salvini vuole portare al tavolo un nome formalmente investito dal partito, non con una semplice disponibilità. In questo modo la trattativa con gli alleati diventerà un confronto tra candidature e non una ratifica della scelta fatta da Forza Italia.
LUPI PER FRATELLI D’ITALIA
Uno dei nomi più caldi resta quello di Maurizio Lupi. Il leader di Noi Moderati è da tempo indicato come uno dei possibili candidati e continua a essere sostenuto da Ignazio La Russa. Il Presidente del Senato, dopo l’annuncio di Tajani, ha scelto una posizione che dice molto sugli equilibri interni alla coalizione. Ha definito Perego un’ottima persona, ma ha ribadito che i candidati sono tre: Perego, Sardone e Lupi. E soprattutto ha sottolineato che fino a quel momento Maurizio Lupi era stato l’unico candidato politico in campo.
La posizione di La Russa consente a FdI di non schierarsi immediatamente né con Forza Italia né con la Lega. Il partito di Giorgia Meloni mantiene così aperta la trattativa e conserva la possibilità di incidere sulla scelta finale. Dietro Lupi c’è inoltre un ragionamento che va oltre la sua candidatura personale: un profilo di mediazione tra le diverse componenti della coalizione. Non appartiene né a FI né alla Lega, ma è un esponente del centrodestra di governo e un nome già da tempo inserito nella discussione.
MILANO DENTRO IL RISIKO NAZIONALE
La scelta di Milano non viene considerata isolatamente. Il capoluogo lombardo fa parte del pacchetto di grandi città che andranno al voto nel 2027 e la distribuzione delle candidature viene discussa insieme agli altri capoluoghi. La partita coinvolge quindi direttamente i vertici nazionali di FdI, Lega, Forza Italia e Noi Moderati in vista delle politiche.
Questo spiega perché la riunione dei coordinatori cittadini non sia sufficiente a chiudere la partita. Il 14 settembre i rappresentanti milanesi dei partiti si sono confrontati sulla situazione, ma la scelta definitiva resta nelle mani dei leader. Insomma, per quanto di primaria importanza, Milano è una casella del complesso negoziato nazionale.

