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Klotz Mair

I secessionisti del Sudtirolo con Afd: cosa chiedono e chi è la leader Melanie Mair

Dall’irredentismo alle adunate con l’ultradestra tedesca: l’evoluzione dell’indipendentismo sudtirolese ha trovato la sua nuova pasionaria, sulla orme della fondatrice Eva Klotz. Ecco il profilo della portavoce del Süd-Tiroler Freiheit, Melanie Mair

Un nuovo corso per il Süd-Tiroler Freiheit, sull’asse politico stretto con i giovani di Alternative für Deutschland (Afd). Un avvicinamento che riporta d’attualità la battaglia separatista dell’Alto Adige, dove l’ala giovanile del movimento, guidata dalla portavoce Melanie Mair, sposa la causa dell’ultradestra tedesca.

In un territorio da decenni pacificato grazie a uno dei regimi di autonomia più ricchi e tutelati d’Europa, la nuova leva indipendentista torna a sventolare il drappo dell’autodeterminazione, dell’anti-multiculturalismo e della difesa ad oltranza della lingua tedesca, trasformando la vecchia nostalgia tirolese in un format decisamente più aggressivo.

L’ESIBIZIONE A MAGDEBURGO E LE BOMBE COME “LIBERTA”

Come riporta Repubblica, l’asse tra l’Afd e il partito suditirolese  s’è saldato definitivamente a fine agosto a Magdeburgo, in occasione congresso nazionale di “Generation Deutschland”, il movimento giovanile dell’Afd. Tra una predica sulla remigrazione e celebrazioni dell’etnopluralismo, sul palco è salita proprio Melanie Mair. A immortalare il suo discorso è stata una registrazione del giornalista Markus Bensmann del sito d’inchiesta Correctiv, poi girata al quotidiano. Davanti alla platea tedesca, Mair ha sfoderato un poderoso revisionismo storico: l’Italia post-1945 è stata dipinta come una perenne aguzzina opprimente, mentre i terroristi del Befreiungsausschuss Südtirol (Bas) — protagonisti della stagione del terrorismo sudtirolese, con quasi 350 attentati tra gli anni ’50 e ’60 — sono diventati dei “combattenti per la libertà” che mettevano bombe solo per “attirare l’attenzione”. Non contenta, la giovane leader ha bollato come uno “scandalo” la reazione dello Stato italiano e l’invio delle forze dell’ordine, arrivando a definire i carabinieri “seviziatori”, quando tra le vittime di quella stagione di violenze vi furono anche quindici appartenenti alle forze dell’ordine italiane.

TIROLESE, GIURISTA E SOVRANISTA

Melanie Mair, Magistra Iuris nata il 2 maggio 1997 a Cermes, è il volto perfetto di questo rebranding generazionale. Laureata in Giurisprudenza con una tesi sulla tutela delle minoranze linguistiche, è consigliera comunale e portavoce della Junge Süd-Tiroler Freiheit. Tra un attacco alla “fuga dei cervelli” e uno sdegno per la società multiculturale, la giovane leader ha stretto rapporti con l’ambiente della Junge Alternative, la precedente organizzazione giovanile dell’AfD, poi sciolta e sostituita da Generation Deutschland. Un rapporto politico che porta anche in Alto Adige parole d’ordine proprie della destra identitaria tedesca. I contatti del resto non si limitano al palco di Magdeburgo: poche settimane fa, Jean-Pascal Hohm, figura di primo piano della nuova organizzazione giovanile di AfD è stato ospite in Alto Adige di un incontro organizzato dalla Junge Süd-Tiroler Freiheit. E Hohm era già stato invitato nel 2024 da Melanie Mair, a conferma di un rapporto che precede l’ultimo congresso tedesco.

LA NASCITA DEL SÜD-TIROLER FREIHEIT

Per capire cosa ci sia alla radice di questa svolta identitaria occorre però fare un salto all’indietro. L’anima del partito è legata alla figura iconica di Eva Klotz, figlia di quel Georg Klotz che negli anni ’60 era tra gli esponenti di spicco del Bas. La genesi del movimento risponde a una frattura storica nell’indipendentismo locale: se la Südtiroler Volkspartei nasceva come “partitone della raccolta” autonomista, disposto a trattare con Roma per incassare competenze e finanziamenti, la componente più radicale ha sempre considerato quel dialogo come un tradimento della causa.

Dopo una vita spesa nelle fila dell’Union für Südtirol — a sua volta frutto delle scissioni dall’ala dura dell’SVP — e decenni passati in Consiglio Provinciale a esibire cartelli sbarrati contro il tricolore, Klotz ha deciso di alzare la posta: il 31 maggio 2007, insieme a Sven Knoll, ha dato vita alla Süd-Tiroler Freiheit. La missione dichiarata? Nessun baratto con l’Autonomia — bollata come un bieco compromesso con l’oppressore —, bensì un referendum per cancellare il confine del Brennero e salutare l’Italia. Il tutto, va detto, continuando a percepire per oltre trent’anni le indennità erogate per il suo incarico a Bolzano.

IL CAMBIO DI GUARDIA E LA NUOVA LINFA

Col passare degli anni, però, la “vecchia guardia” ha capito che per non restare confinata nella solita nicchia nostalgica serviva linfa fresca. È qui che si inserisce l’ingresso in scena della nuova responsabile e portavoce giovanile, Melanie Mair. Cresciuta a pane e tirolesismo ma con una laurea in tasca, la giovane consigliera si è presa sulle spalle la Junge Süd-Tiroler Freiheit, traghettando il separatismo di piazza dentro una veste più patinata e aggressiva. Il passaggio di testimone tra l’ortodossia anti-italiana della fondatrice e il nuovo corso della giovane leader ha segnato così la vera svolta: meno folklore campagnolo e più geopolitica sovranista, rimpiazzando i vecchi slogan anti-Roma con un’agenda tutta incentrata sul blocco identitario e sulle adunate con i coetanei dell’ultradestra continentale.

C’è infatti una differenza abissale tra l’approccio dei separatisti e quello della Südtiroler Volkspartei. Se la SVP invia da sempre i propri deputati nel Parlamento italiano, la Süd-Tiroler Freiheit non ha propri rappresentanti a Roma e tuona contro la capitale dal Consiglio Provinciale di Bolzano (Landtag).  Oggi, mentre la storica fondatrice osserva con benevolenza pragmatica le gite della nuova guardia ai congressi di AfD, Sven Knoll e la rampante Melanie Mair si preparano a presidiare il loro feudo.
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