Il Ddl Concorrenza approvato dal CdM allarga ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci delle imprese. Una competenza oggi riservata ai commercialisti. Il nodo riguarda il passato della ministra del Lavoro, per 17 anni alla guida dell’Ordine della categoria, il cui presidente oggi è il marito.
C’è un passaggio del nuovo Ddl Concorrenza che coinvolge direttamente la ministra del Lavoro Marina Calderone e il mondo delle professioni. Secondo quanto ricostruito dal Foglio, il provvedimento approvato il 23 luglio e non ancora trasmesso al Parlamento prevede di estendere anche ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci delle società presso il Registro delle imprese. La misura interviene su una competenza oggi attribuita ai commercialisti e agli esperti contabili, riaprendo uno scontro tra le categorie professionali.
Ma c’è un ulteriore elemento: alla guida del ministero del Lavoro c’è Marina Calderone, che prima di entrare nel governo ha presieduto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro dal 2005 al 2022. Dopo il suo ingresso nel governo, la presidenza dell’Ordine è passata a Rosario De Luca, suo marito. Il Foglio evidenzia inoltre che Calderone ha ceduto al marito il 50% della società “Calderone & De Luca srl”, attiva proprio nel settore della consulenza del lavoro.
COSA PREVEDE IL DDL CONCORRENZA
Il punto centrale è contenuto nell’articolo 13 dello schema del ddl annuale per il mercato e la concorrenza 2026. La disposizione modifica la legge 340 del 2000, inserendo gli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro tra i professionisti autorizzati al deposito dei bilanci delle imprese presso il Registro delle imprese. In sostanza, verrebbe aggiunto l’albo dei consulenti del lavoro.
La questione non è soltanto formale. Il deposito dei bilanci riguarda documenti che rappresentano la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica delle società e coinvolge competenze contabili, fiscali e societarie. Il Foglio contesta la scelta del governo su un piano tecnico, osservando che il nucleo della professione dei consulenti del lavoro riguarda invece soprattutto amministrazione del personale, previdenza e assistenza sociale.
Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa mette inoltre in discussione la giustificazione della semplificazione. “Se l’obiettivo fosse semplicemente rendere più semplice la trasmissione dei documenti” – scrive Il Foglio – “la questione potrebbe essere posta in termini molto più ampi”. Da qui la definizione della “semplificazione” come possibile “nome più presentabile dato a una guerra di confini personali”.
CHI DEPOSITA I BILANCI
Il deposito dei bilanci al Registro delle imprese è un adempimento che viene oggi effettuato dagli amministratori delle società oppure, per conto loro, da professionisti abilitati. La normativa attualmente in vigore consente l’intervento di commercialisti, ragionieri e periti commerciali, oltre agli esperti contabili iscritti nei relativi albi. La documentazione viene trasmessa telematicamente alle Camere di commercio attraverso il sistema del Registro delle imprese.
IL RISCHIO SCONTRO CON I COMMERCIALISTI
La disposizione rischia anche di riaprire il confronto tra professioni. Oggi il deposito dei bilanci è collegato alle competenze dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’ingresso dei consulenti del lavoro allargherebbe invece la platea dei professionisti abilitati.
Non è la prima volta che il Parlamento affronta la questione: nel dicembre 2023 i senatori di Forza Italia Claudio Lotito e Mario Occhiuto avevano presentato emendamenti diretti nella stessa direzione. Le proposte avevano incontrato l’opposizione delle associazioni rappresentative dei commercialisti e non erano state approvate. Oggi, il Ddl Concorrenza torna al centro dell’agenda di governo con una differenza sostanziale: questa volta la norma arriva direttamente dall’interno di un disegno di legge dell’esecutivo e il ministero del Lavoro è guidato da una ministra che per quasi due decenni ha rappresentato istituzionalmente la categoria interessata.
IL PRECEDENTE DEL 2023
La modifica inserita nel Ddl non nasce nel 2026. Il tema era già stato avanzato dalla categoria dei consulenti del lavoro. A marzo 2023 il Consiglio nazionale dell’Ordine presentò al Senato il rapporto “Le Semplificazioni possibili”, un documento con 54 proposte in materia di lavoro, legislazione sociale e semplificazione amministrativa. Il dossier nasceva con l’obiettivo di individuare interventi per agevolare l’attività di professionisti e imprese.
Tra le proposte contenute nel rapporto figurava, tra le altre, l’estensione ai consulenti del lavoro della possibilità di occuparsi del deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese. Il documento venne presentato quando alla presidenza del Consiglio nazionale dell’Ordine c’era già il marito della ministra, Rosario De Luca.

