Gli Azzurri di Mancini tornano in campo, ma la partita più delicata per la Figc si gioca fuori dal rettangolo di gioco. Giovanni Malagò è sotto pressione per il mancato tesseramento alla Federazione al momento della candidatura per la presidenza, e sullo sfondo si ipotizza il commissariamento con l’ipotesi di Galliani per gestire la transizione.
Mentre la Nazionale di Roberto Mancini torna in campo contro il Belgio per l’esordio in Nations League, la Figc affronta una partita molto più delicata fuori dal campo. La permanenza di Giovanni Malagò alla guida della Federcalcio è in bilico. Il problema principale riguarda il mancato tesseramento alla Figc quando ha presentato la candidatura alla presidenza. La Procura generale dello Sport ha riaperto il caso, il CONI sta valutando gli effetti della vicenda e sullo sfondo è comparsa l’ipotesi del commissariamento. Intanto, secondo recenti ricostruzioni, Adriano Galliani e alcuni club di Serie A starebbero lavorando a una soluzione per il dopo Malagò.
IL NODO DEL TESSERAMENTO
Il punto di partenza della vicenda è il requisito mancante del tesseramento alla Figc. Malagò al momento della candidatura alla presidenza della Federcalcio non era un tesserato. Questo nodo è stato sollevato dal ricorso presentato dall’avvocato Renato Miele e arrivato all’attenzione degli organi della giustizia sportiva.
La Procura federale aveva inizialmente proposto l’archiviazione del procedimento, ma il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ha sostenuto la questione dell’incandidabilità legata proprio al vizio del tesseramento. Il dossier è quindi arrivato al CONI, che valuterà la vicenda.
IL CONI A FAVORE DEL COMMISSARIAMENTO
Il secondo fronte è quello del commissariamento della Figc. La Giunta del CONI è in fase di valutazione della situazione e potrebbe esprimersi già dopo gli impegni della Nazionale, tra il 6 e il 10 ottobre. Il Corriere della Sera riferisce che il presidente del CONI Luciano Bonfiglio, in qualità di pubblico ufficiale, ha già presentato tre pagine di esposto ai membri della Giunta e allo stesso Malagò, precisando che «qualora la Figc avesse inteso consentire di prescindere dal possesso di questo requisito soggettivo, avrebbe dovuto prevederlo espressamente, come avviene per i componenti degli organi di giustizia e per i revisori dei conti». Bonfiglio ha ricordato, inoltre, che nell’archiviare il procedimento a carico di Renato Miele, che aveva fatto ricorso contro Malagò, Taucer ha evidenziato «la veridicità di quanto da lui sostenuto circa la mancanza del requisito del tesseramento al momento della presentazione della candidatura».
La conclusione del testo letto dal presidente del Coni e riportato dal Corriere della Sera lascia poco spazio alle interpretazioni. «Il Procuratore Taucer ha ribadito che il possesso di un tesseramento valido deve costituire uno dei requisiti di candidabilità o di eleggibilità dei componenti degli organi federali, sia elettivi sia di nomina. Ha inoltre evidenziato che la Figc, pur avendo formalmente recepito i Principi fondamentali del Coni, non li ha concretamente applicati al caso in esame, con particolare riferimento alla corretta interpretazione del requisito del tesseramento. Tali principi fondamentali appaiono, pertanto, essere stati violati». Intanto l’attuale presidente della Figc sta preparando una relazione con pareri giuridici per sostenere la legittimità della propria candidatura e, di conseguenza, della sua elezione.
LA SERIE A RESTA COL PRESIDENTE
Sul fronte dei club, Ezio Simonelli ha ribadito il sostegno a Malagò. Il presidente della Lega Serie A ha ricordato che la scelta di Malagò era stata avallata da 19 club di Serie A su 20, ribadendo la propria posizione. Il sostegno della Serie A è politicamente rilevante, ma non risolve il problema del requisito del tesseramento, nodo cruciale per la sua permanenza in Figc.
GALLIANI POSSIBILE ALTERNATIVA?
Nel frattempo, alcuni club di serie A si stanno muovendo per un eventuale scenario alternativo. Il nome più caldo è quello di Adriano Galliani. Secondo Repubblica, almeno quattro società di Serie A avrebbero avviato i contatti per individuare una soluzione in caso di commissariamento. Affidare a Galliani una gestione transitoria della Figc, per circa due anni – fino alle successive elezioni, è un’ipotesi molto accreditata. Adriano Galliani, inoltre, non è un nome nuovo. Già prima delle elezioni federali era stato valutato per la presidenza, ma aveva scelto di non candidarsi e di sostenere proprio Giovanni Malagò.
La Nazionale di Mancini, intanto, torna in campo. Ma per la FIGC il calendario decisivo potrebbe essere quello delle prossime settimane: prima gli impegni degli Azzurri, poi la partita sulla permanenza di Malagò alla guida della Federazione.

