L’ex schermitrice Diana Bianchedi lascia il posto di capo delegazione della Nazionale. Ecco i motivi del passo indietro e quali effetti avrà sul voto per il commissaramento della Figc
A 52 giorni dalla nomina e a poche ore da Francia–Italia, l’ex schermitrice Diana Bianchedi lascia il ruolo di capo delegazione della Nazionale italiana di calcio. Resta vicepresidente vicaria del Coni e torna a poter esprimere il proprio voto in Giunta, aspetto non secondario visto l’imminente voto sul possibile commissariamento della Figc, che si terrà dopo Italia–Turchia.
Sulla decisione pesano soprattutto le parole del ministro dello Sport Andrea Abodi, dopo quanto accaduto sulla Federazione italiana pesistica (FIPE).
LO SCONTRO NELLA GIUNTA CONI SULLA FIPE
Il caso Bianchedi scoppia durante una riunione della Giunta Coni che aveva come oggetto il commissariamento della Federazione italiana pesistica. Il 29 settembre la Giunta nazionale del Coni si è riunita d’urgenza per esaminare la situazione della FIPE a seguito delle dimissioni del presidente Alberto Miglietta e di sette consiglieri federali. Secondo il Coni, la fuoriuscita della maggioranza del Consiglio aveva determinato l’impossibilità di garantire il regolare funzionamento degli organi direttivi. La Giunta ha quindi deliberato all’unanimità il commissariamento, affidando l’incarico straordinario al presidente Coni Luciano Buonfiglio.
Ma durante la riunione si è manifestato il dissenso di Bianchedi e dell’altro vicepresidente vicario Marco Di Paola. Secondo la ricostruzione dell’Ansa, entrambi avrebbero espresso perplessità sulla proposta del commissariamento avanzata da Buonfiglio, salvo poi votare a favore del provvedimento nella delibera finale.
LE POLEMICHE CON IL MINISTRO ABODI E LE DIMISSIONI
Un episodio su cui è tornato il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha parlato del rapporto tra il presidente del Coni e i suoi vicepresidenti, riferendosi esplicitamente a Bianchedi e Di Paola: «hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione», ha dichiarato Abodi, aggiungendo però che, se l’opinione è «sempre contraria a quella del presidente, dovrebbero fare una scelta».
Poche ore dopo, Bianchedi ha annunciato le proprie dimissioni da capo delegazione della Nazionale parlando di «propri valori messi in discussione» e rivendicando di avere sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, motivando il passo indietro anche con la volontà di proteggere la Nazionale dalle polemiche.
CASO MALAGÒ: COME CAMBIA LO SCENARIO IN VISTA DEL VOTO SULLA FIGC
Con le dimissioni di Bianchedi, cambia anche la situazione in vista del voto sul commissariamento della Figc. Dopo Italia-Turchia, il Coni si esprimerà sul mancato tesseramento del presidente Giovanni Malagò al momento della candidatura.
La Giunta è composta da 16 componenti con diritto di voto. Prima delle dimissioni di Bianchedi, il quadro prevedeva l’astensione di Malagò, direttamente interessato ai fatti e alla decisione, e della vicepresidente, a causa del suo contemporaneo incarico nella Figc. Ora la situazione cambia, poiché l’ex schermitrice potrà votare a favore (o contro) l’uomo che l’ha fortemente voluta in Federcalcio.
CHI È DIANA BIANCHEDI
Figura tra le più conosciute nel panorama sportivo italiano, è nata a Milano nel 1969. Ha costruito la prima parte della sua carriera nella scherma, specializzandosi nel fioretto. Ha conquistato due medaglie d’oro olimpiche nella prova a squadra (Barcellona 1992 e Sydney 2000), oltre a cinque titoli mondiali. Dopo l’attività agonistica ha intrapreso il percorso dirigenziale nel mondo dello sport.
Aggiunto: Laureata in Medicina e chirurgia e specializzata in Medicina dello sport, Diana Bianchedi ha ricoperto negli anni diversi incarichi nel sistema sportivo italiano. Nel Coni ha assunto ruoli di vertice già nei primi anni duemila ed è stata coinvolta anche nei dossier olimpici italiani. Nel 2025 è stata eletta vicepresidente vicaria del Coni. Il suo rapporto con Giovanni Malagò è di lunga data: quando il presidente della Figc ha lasciato la presidenza del Coni per candidarsi alla guida della Federcalcio, ha scelto proprio Bianchedi come capo delegazione della Nazionale. Ruolo che ha ricoperto per soli sette giorni, dal 23 al 30 settembre.

