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Occhiuto

Chi c’era alla presentazione del libro di Occhiuto e cosa propone per Forza Italia

Occhiuto dice di non voler contendere la leadership a Tajani. Intanto presenta un programma, raccoglie una platea che fa discutere e mette in circolo un’idea diversa di Forza Italia

Roberto Occhiuto dice di non essere l’anti-Tajani, ma solo il suo vice. Alla presentazione romana del suo libro Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle, il governatore della Calabria e vicesegretario di Forza Italia ha però parlato di un partito da cambiare nella comunicazione, nelle idee e nel rapporto con i giovani. La stessa sera, però, Occhiuto sottolinea il rischio di una Forza Italia che si “ingiallisce” e chiede di tornare a parlare “al futuro”. È l’avvio di una guerra interna?

CHI C’ERA IN SALA

La platea è il primo elemento che alimenta le letture politiche. C’erano Paolo Zangrillo, Giorgio Mulè, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Claudio Lotito, Francesca Pascale, Alessandro Cattaneo, Mara Carfagna, Luigi Marattin, Stefania Craxi e Francesco Paolo Sisto. Presenti anche Fabio Roscioli, Matilde Siracusano e altri parlamentari e membri del sottogoverno. Segnalato anche Luigi Bisignani.

Non tutti sono lì per manifestare pubblicamente il proprio schieramento interno al partito. Ma alcuni segnali sono difficili da ignorare. Paolo Zangrillo, riferisce Il Foglio, fresco di dimissioni dalla carica di coordinatore azzurro in Piemonte, alla domanda sulla possibilità che Occhiuto diventi una guida risponde: “Una guida lo è già”. Poi tutti si fanno amichevoli, chiosa il quotidiano: Giorgio Mulè dice: “Non è un guanto di sfida, ma una mano tesa”. Alessandro Cattaneo aggiunge: “Non è un’operazione contro Tajani”.

IL PARTITO CHE HA IN TESTA

Ma Roberto Occhiuto non ha presentato soltanto un libro. Ha messo in fila una serie di proposte che delineano una Forza Italia diversa da quella che oggi guida Antonio Tajani. Secondo Il Foglio, Occhiuto ha sostenuto che “la comunicazione del partito e quella del segretario potrebbero essere riviste”. Il riferimento è a una Forza Italia che rischia di “ingiallirsi”, mentre dovrebbe parlare “al futuro” e recuperare la lezione di Silvio Berlusconi.

Dagospia mette l’accento sulla “svolta liberale” che Occhiuto vorrebbe imprimere al partito, con l’obiettivo di “riavvicinare i giovani e i riformisti che non trovano casa a sinistra”. Nel pacchetto ci sono anche i diritti civili, compresa l’adozione per le coppie gay. Francesca Pascale, secondo il giornale, ha apprezzato la linea e ha chiesto maggiore coraggio proprio su questo terreno.

Occhiuto parla di giovani, liberalismo, diritti civili, comunicazione e apertura a un elettorato che oggi non guarda necessariamente a Forza Italia: non serve una candidatura per costruire una posizione interna.

COSA PROPONE OCCHIUTO: ZERO IRPEF E PENSIONI

Poi ci sono le proposte economiche. Il Foglio riferisce di due ipotesi allo studio nell’area vicina a Roberto Occhiuto per una no tax area destinata agli under 35. Una prevede l’azzeramento dell’Irpef per tre anni per i neoassunti tra 24 e 30 anni con reddito fino a 50 mila euro. L’altra, definita “smart tax giovani”, prevede Irpef azzerata sui primi 20 mila euro di reddito per i dipendenti tra 18 e 34 anni. La platea potenziale indicata dal giornale supera i 6 milioni di lavoratori dipendenti under 35, ma le coperture sono ancora da quantificare.

Giorgio Mulè ha aggiunto il tema delle pensioni minime, richiamando Silvio Berlusconi: “Va ripreso e rilanciato l’intervento che fece il Cavaliere nel 2001, in legge di Bilancio, per aumentare le pensioni minime attraverso lo strumento della maggiorazione sociale”.(450 milioni il costo per portare a 800 euro netti le pensioni di oltre un milione e 100 mila pensionati).

OCCHIUTO L’ANTI-TAJANI?

Roberto Occhiuto non chiede le dimissioni di Antonio Tajani, non annuncia una candidatura e continua a definirsi “il vice di Tajani”. Ma intorno a lui stanno circolando nomi, proposte e pezzi di classe dirigente che rendono difficile liquidare l’operazione come una semplice presentazione editoriale.

Occhiuto ha già detto che Tajani deve guidare il partito fino alle elezioni e che il congresso, casomai, verrà dopo. Oggi, più che contendere il presente a Tajani, Occhiuto sembra quindi occupato a definire il futuro: quali idee, quale identità e quale classe dirigente dovrà avere Forza Italia quando arriverà il momento di scegliere la nuova leadership. E il ritratto sembra essere il suo.

 

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