Skip to content

Malagò

Figc, perché Malagò è commissario di se stesso

Il Coni commissaria la Figc e affida l’incarico allo stesso presidente finito al centro del caso tesseramento. Una mediazione costruita per evitare una conta dagli esiti parecchio scomodi

La Giunta del Coni ha votato il commissariamento della Figc affidando l’incarico di commissario a Giovanni Malagò, cioè allo stesso uomo che fino a poche ore prima sedeva sulla poltrona di presidente della Federazione. La decisione arriva dopo settimane di pareri, telefonate, possibili conflitti d’interesse, conteggi dei voti e minacce più o meno esplicite di ricorsi. La ricostruzione della Gazzetta dello Sport sul compromesso tra Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò descrive una soluzione che ha un pregio immediato: evita che il Coni si spacchi sul commissariamento della Figc e lascia comunque Malagò al centro della scena.

PERCHÉ BUONFIGLIO HA CERCATO LA MEDIAZIONE

Alla vigilia della Giunta, il commissariamento rischiava di diventare una partita assai meno scontata di quanto annunciato da Luciano Buonfiglio, che nei giorni precedenti aveva parlato di pareri giuridici “granitici” e della necessità di decidere “senza se e senza ma”. Poi, lunedì 5 ottobre, arriva la svolta: Buonfiglio contatta Malagò e gli propone un incontro prima della Giunta. La stessa ricostruzione del quotidiano lega la mediazione al rischio di una lunga coda giudiziaria e, soprattutto, di una bocciatura in Giunta, a esito della quale il presidente del Coni sarebbe stato costretto a farsi da parte.

Così alla fine Buonfiglio è tornato a più miti consigli, rispolverando la proposta già avanzata nelle settimane prime dall’entourage dello stesso Malagò e stringendo l’accordo alla presenza del presidente del Cip Giunio De Sanctis, indicato come garante dell’intesa.

IL COMMISSARIO

E qui arriva la parte che rende tutta la faccenda quasi surreale: il Coni commissaria la Federazione per il problema legato al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura e, come soluzione alla crisi, indica proprio Giovanni Malagò come commissario. La Giunta ha approvato la proposta all’unanimità, ma il dettaglio conta: secondo il Corriere della Sera, Malagò si è astenuto e il segretario generale Carlo Mornati non aveva diritto di voto. Poche ore dopo, il Consiglio Nazionale del Coni ratifica all’unanimità il commissariamento della Figc e la nomina di Giovanni Malagò a Commissario Straordinario, con il compito di riportare la Federazione alle elezioni entro il 31 gennaio 2027.

A quel punto si ricandiderà, stavolta senza il problema del tessaramento. Insomma, il Coni ha commissariato Malagò per poi affidare a Malagò il compito di commissariare la Figc: difficile chiedere di più al teatro delle parti.

MALAGÒ IL CLONE

Torna utile ripensare il carosello di possibili nomine che aveva accompagnato il nome di Giovanni Malagò tra Figc, Ministero del Turismo e Campidoglio. Dario Di Vico, in un post su X, aveva sintetizzato così la situazione: “Lo dovranno clonare”. Sei mesi dopo il clone sembra effettivamente comparso: Malagò commissario di Malagò. Che adesso ha tre mesi per convocare nuove elezioni. Ovvimente, lasciandosi aperta la possibilità di una nuova candidatura. La poltrona viene formalmente azzerata, il titolare resta seduto e la partita ricomincia con lo stesso giocatore.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su