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Sergio Mattarella grazia Guido Gianni confronto con Mario Roggero

Chi è il gioielliere graziato da Mattarella e cosa cambia rispetto al caso Roggero

Il Presidente della Repubblica firma tre provvedimenti di clemenza. Tra i beneficiari c’è Guido Gianni, condannato a 12 anni e 4 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. Il caso riapre il confronto con Mario Roggero. Ecco perché.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia e tra i beneficiari c’è Guido Gianni, gioielliere catanese condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. La grazia arriva a pochi mesi dalla condanna definitiva di Mario Roggero, il gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo.

Anche per Roggero era stata chiesta la clemenza, con le dichiarazioni di Matteo Salvini e la presa di posizione del ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre alla successiva istruttoria avviata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ma nel suo caso, Mattarella non ha concesso la grazia. Le due vicende hanno elementi in comune, ma differenze rilevanti.

 LA VICENDA DI GUIDO GIANNI

La vicenda del gioielliere Guido Gianni risale al 2008, quando tre rapinatori entrarono nella sua gioielleria di Nicolosi (Catania). I banditi aggredirono il gioielliere minacciando la moglie. Gianni reagì e uccise due dei tre rapinatori, ferendo il terzo. Secondo la ricostruzione giudiziaria, i colpi mortali furono esplosi mentre i rapinatori stavano scappando. Motivo per cui nei processi non è mai stata riconosciuta la legittima difesa.

La condanna definitiva di Gianni è stata di 12 anni e 4 mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio. Gianni ha scontato fino ad oggi 5 anni e 3 mesi di carcere.

Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica ha firmato per lui una grazia parziale, estinguendo 3 anni e 2 mesi della pena. Il Quirinale ha indicato come elementi alla base della decisione il parere favorevole del magistrato di sorveglianza e il periodo di pena già espiato. La pena residua scende quindi sotto i quattro anni, con la possibilità del Tribunale di sorveglianza di valutare l’affidamento in prova ai servizi sociali.

PERCHÉ NON È STATO GRAZIATO ROGGERO E QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA I DUE

Simile è la vicenda di Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, inseguiti dopo la rapina. Anche in questo caso i giudici hanno escluso la legittima difesa e la differenza più rilevante nella ricostruzione dei due casi riguarda la dinamica dei fatti: nel caso di Roggero, gli spari sono avvenuti mentre i rapinatori si stavano allontanando dal negozio.

C’è poi una differenza decisiva sul piano della pena e del percorso giudiziario: Gianni è stato condannato a 12 anni e 4 mesi e ha già scontato 5 anni e 3 mesi – ricevendo una grazia parziale di 3 anni e 2 mesi e con una pena residua inferiore ai 4 anni. Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi e la sentenza è diventata definitiva soltanto nel luglio 2026. La sua posizione non ha quindi lo stesso percorso di esecuzione della pena e lo stesso parere favorevole del magistrato di sorveglianza richiamato dal Quirinale nel decreto relativo a Gianni.

Tra le motivazioni non vanno escluse anche quelle morali: Gianni, 66 anni, ha problemi di salute e già gli sono stati concessi i domiciliari, e tra i due uno si è pentito del gesto mentre l’altro ha riconfermato più volte che rifarebbe le stesse scelte.

Mattarella, inoltre, non ha stabilito che Gianni meritasse la grazia perché aveva agito per legittima difesa, né ha stabilito il contrario per Roggero. I due provvedimenti vanno letti separatamente. Nel caso Gianni il Quirinale ha esplicitamente indicato il parere favorevole del magistrato di sorveglianza, la pena già scontata e la possibilità di accesso a una misura alternativa. Per Roggero, invece, la condanna era appena diventata definitiva e la richiesta di clemenza era stata accompagnata da una forte mobilitazione politica.

CHI SONO GLI ALTRI DUE GRAZIATI DA MATTARELLA

Con i tre decreti firmati il 7 ottobre salgono a tre i nuovi beneficiari della grazia. Oltre a Gianni ci sono A.A., nato nel 1972 e condannato complessivamente a 7 anni di reclusione per i reati in materia di stupefacenti e altro. Mattarella ha estinto l’intera pena residua, pari a 5 anni e 5 mesi, tenendo conto dei pareri favorevoli delle autorità giudiziarie competenti e delle sue gravi condizioni di salute.

Il secondo è G.B., nato nel 1981 e condannato a 10 anni per i reati in materia di stupefacenti commessi tra il 2002 e il 2009. Mattarella ha estinto 1 anno e 9 mesi della pena. Nel provvedimento sono stati considerati il parere favorevole del magistrato di sorveglianza, il percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiari e le condizioni di salute della figlia minore. In entrambi i casi il Quirinale ha scelto di non rendere pubblici i nomi completi.

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