Milano e la Lombardia puntano a ospitare una nuova struttura dell’Onu dedicata alla governance dell’intelligenza artificiale. Cos’è il progetto Radeconda e chi sono i promotori
In occasione dell’assemblea generale di Assolombarda al Teatro Dal Verme, l’American chamber of commerce in Italy, Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza hanno firmato il manifesto pubblico “Milano capitale globale della governance dell’intelligenza artificiale”, lanciando il progetto “Radegonda”. Ecco di cosa si tratta
IN COSA CONSISTE IL PROGETTO ‘RADEGONDA’
Il progetto Radegonda propone di portare a Milano un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla valutazione delle capacità e dei rischi dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati. Non sarebbe un’autorità sovranazionale incaricata di scrivere leggi o imporre sanzioni, ma una struttura tecnica di coordinamento e cooperazione tra gli Stati. Il primo appuntamento operativo è fissato per lunedì 9 novembre, quando il Comitato promotore MilanoAI presenterà ufficialmente alle istituzioni la candidatura della città.
Il modello immaginato prevede la produzione di metodi di misurazione, strumenti di valutazione, segnalazioni e competenze utili alle decisioni pubbliche. L’obiettivo è permettere ai governi di comprendere meglio le capacità dei sistemi più avanzati e i rischi che possono comportare.
Il progetto, inoltre, individua 11 ambiti di lavoro, che comprendono: il monitoraggio delle capacità dei sistemi, la valutazione d’impatto, la responsabilità umana, la trasparenza, il lavoro, la salute, la tutela dei minori, la formazione dei regolatori, il pluralismo linguistico, l’ambiente e la sicurezza. Il pilastro dovrebbe operare nel rispetto della sovranità nazionale, senza sostituirsi alle competenze degli Stati né sovrapporsi alle agenzie Onu già esistenti.
CHI SFIDA MILANO
Ma Milano non è l’unica città a a candidarsi per un ruolo simile. Anche la Corea del Sud ad esempio sta lavorando a un progetto per riunire in un unico campus le funzioni legate all’IA di 6 agenzie delle Nazioni Unite. Nel frattampo la Cina ha lanciato a Shanghai la World AI Cooperation Organization, un organismo intergovernativo che sarebbe però esterno al sistema Onu, contrariamente alla proposta milanese.
CHI SONO I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA
Il manifesto «Milano capitale globale della governance dell’intelligenza artificiale» firmato il 12 ottobre è appoggiato da AmCham Italy, Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, rispettivamente rappresentate da Simone Crolla, Alvise Biffi e Carlo Sangalli.
Tra i firmatari figurano inoltre le rettrici e i rettori di cinque atenei milanesi, tra cui Elena Beccalli (Cattolica), Francesco Billari (Bocconi), Marina Brambilla (Statale), Valentina Garavaglia (IULM) e Donatella Sciuto (Politecnico), oltre al presidente di Human Technopole Gianmario Verona. Hanno aderito anche esponenti del mondo industriale e finanziario, tra cui Claudio Bassoli (HPE), Teodoro Lio (Accenture Italia), Fabio Pompei (Deloitte), Emma Marcegaglia e Marco Tronchetti Provera (Pirelli).
PERCHÉ MILANO
La candidatura di Milano fa leva sulla concentrazione di università, centri di ricerca, imprese innovative e infrastrutture tecnologiche presenti nell’area metropolitana e in Lombardia. Il manifesto richiama in particolare il sistema universitario rappresentato da Politecnico, Statale, Bicocca, Bocconi e da Human Technopole. Secondo i dati riportati dai promotori, nel 2024 gli investimenti di private equity nelle imprese lombarde si sono avvicinati a 9 miliardi di euro, pari a circa il 60% del totale nazionale. Nell’area milanese, inoltre, sette data center sono stati riconosciuti di interesse strategico nazionale.

