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Tutti i pasticci di Futuro Nazionale con le tessere

Tessere contestate, recapiti che si ripetono e centinaia di nomi associati allo stesso indirizzo: gli iscritti a Futuro nazionale crescono, e a Civitanova fanno condominio (con Hannibal Lecter e Crudelia de Mon)

Per costruire un partito servono consenso, organizzazione e una rete sul territorio. E, a quanto pare, anche un indirizzo abbastanza capiente. A Civitanova Marche, stando agli elenchi citati dalla stampa, oltre duecento nominativi sarebbero associati allo stesso recapito. Poi è comparso un secondo file, con 603 nomi. Più che un comitato, viene da immaginare un’assemblea di condominio particolarmente partecipata.

Naturalmente, un indirizzo comune non dimostra che le iscrizioni siano irregolari: le tessere potrebbero essere state raccolte e distribuite in blocco, come sostiene il coordinamento locale. Ma in diverse città sono emerse anche persone che dichiarano di non aver mai chiesto di aderire a Futuro Nazionale. E allora la questione diventa interessante, senza bisogno di anticipare conclusioni: quanti di quei nomi corrispondono a iscrizioni effettivamente volute, e quanti sono ancora da chiarire?

IL PARTITO CHE FA NUMERO

La parabola del tesseramento di Futuro Nazionale era partita con numeri da annuncio trionfale. A marzo Vannacci parlava di oltre 12 mila iscritti; a maggio le cifre riportate dalla stampa erano salite a circa 50 mila. A luglio il partito rivendicava oltre 130 mila tessere. Una crescita rapida, da movimento appena nato a macchina organizzativa nazionale.

Poi sono arrivate le prime storie che complicano il racconto. A Santeramo in Colle, in Puglia, una ventenne, Francesca Caterina Laquale, ha raccontato di aver ricevuto una tessera senza aver mai chiesto di aderire. Ha detto di aver presentato denuncia e chiesto la cancellazione dei propri dati. Secondo Il Fatto Quotidiano, altri giovani avrebbero riferito episodi analoghi. La responsabile nazionale del tesseramento, Annamaria Frigo, ha spiegato che le adesioni possono passare anche dai comitati locali e che il caso era stato sottoposto a verifica.

Ad agosto, in Friuli-Venezia Giulia, Mihai Tudose ha raccontato che i genitori avevano trovato nella cassetta della posta due tessere intestate a loro, pur sostenendo di non aver mai aderito né pagato la quota. A settembre, a Sassari, la polemica si è fatta è invertita: circa 500 persone avrebbero lasciato il partito, mentre il coordinatore regionale Gianluca Dessì ha contestato la consistenza di quelle adesioni, segnalando 488 nominativi con telefono, email e indirizzo coincidenti.

La spiegazione fornita da chi organizzava il tesseramento locale è che quei recapiti fossero utilizzati per raccogliere o distribuire le tessere. Una possibilità concreta, che però non risolve il punto fondamentale: un indirizzo comune può spiegare la logistica, non certificare il consenso di ogni singolo iscritto.

CIVITANOVA, DOVE IL CONDOMINIO SI FA PARTITO

Il caso marchigiano è quello che mette più numeri sul tavolo. Il 14 ottobre Cronache Maceratesi ha riferito di un elenco con 270 nominativi: 226 sarebbero stati associati allo stesso indirizzo, quello collegato a Mirko Bianchini, dipendente comunale e responsabile organizzativo regionale di Futuro Nazionale. Nei giorni successivi la vicenda è stata ripresa da altre testate, mentre alcune persone contattate avrebbero dichiarato di non aver mai chiesto di iscriversi.

Il 16 ottobre il Resto del Carlino ha riferito dell’esistenza di un secondo file Excel, questa volta con 603 nominativi, codici fiscali e numeri di tessera. Secondo la ricostruzione del quotidiano, circa il 90 per cento sarebbe associato allo stesso indirizzo. Un’analisi pubblicata da RobbyGiusti.it ha invece individuato 520 nominativi su 603 con recapiti sostanzialmente coincidenti: si tratta di elenchi diversi, la cui origine e autenticità devono essere verificate.

Il sindaco di Civitanova e coordinatore regionale del partito, Fabrizio Ciarapica, ha respinto le accuse, definendole illazioni e minacciando iniziative legali. La sua versione è che l’indirizzo comune serva a ricevere le tessere in blocco, per poi distribuirle agli iscritti. Ha inoltre sollevato dubbi sulla provenienza degli elenchi e sulla loro possibile manipolazione.

E il caso non si ferma ai numeri aggregati. Il 16 ottobre Civitanova Live ha riportato anche la contestazione dell’avvocato Roberto Belardinelli, ex amministratore comunale, che ha dichiarato di non aver mai aderito a Futuro Nazionale e ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Procura per chiarire come il suo nome e il suo codice fiscale siano finiti nell’elenco. Anche in questo caso si tratta di una dichiarazione del diretto interessato: saranno gli accertamenti a stabilire l’origine dei dati e le eventuali responsabilità.

A rendere il quadro ancora più curioso ci ha pensato Fanpage, che ha provato a iscrivere a Futuro Nazionale tre personaggi decisamente poco raccomandabili: Hannibal Lecter, Crudelia de Mon e don Vito Corleone. Il dettaglio più gustoso? Alla voce professione, per il padrino del Padrino è stato indicato proprio «padrino della mafia». Risultato: dopo il pagamento, è arrivata la tessera, senza richieste di documenti d’identità né ulteriori verifiche. L’esperimento non dimostra che le iscrizioni reali siano state gonfiate, ma solleva una domanda niente male: se persino don Vito può dichiarare tranquillamente il mestiere e ricevere la tessera, quanto è robusto il controllo all’ingresso?

DAL FILE EXCEL ALLA QUESTIONE POLITICA

Il punto non è fare ironia su un indirizzo troppo frequentato, ma che le segnalazioni non arrivano tutte dallo stesso luogo e non riguardano un solo episodio. Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Marche: in contesti diversi sono emerse persone che contestano la propria adesione oppure elenchi con dati ripetuti. Questo non dimostra l’esistenza di un sistema nazionale di tessere irregolari, ma rende ragionevole chiedere una verifica complessiva delle procedure.

Un partito può crescere rapidamente, affidarsi ai comitati locali e centralizzare la distribuzione delle tessere. Tutto legittimo, se le adesioni sono reali e i dati sono gestiti correttamente. Ma se una persona scopre di essere iscritta senza averlo richiesto, non siamo più davanti a una semplice stranezza organizzativa: entrano in gioco il consenso all’adesione, la gestione dei dati personali e la credibilità dei numeri rivendicati.

La domanda per Futuro Nazionale è concreta: quanti iscritti risultano effettivamente registrati? Quante quote sono state versate? Esistono moduli o procedure verificabili per ogni adesione? E il partito ha avviato controlli interni sui casi contestati?

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