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Chi rischia nella Lega dopo il congresso

Il congresso della Lega riapre la partita sulle candidature del 2027. E mentre Massimo Garavaglia prepara la sfida a Matteo Salvini, il malcontento del Nord mette in discussione equilibri e poltrone

Se ci fosse stato ancora qualche dubbio sulle spaccature interne alla Lega, la candidatura di Massimo Garavaglia alla segreteria ne è diventata la prova plastica. Al punto che, secondo un retroscena pubblicato da HuffPost, i salviniani sarebbero in pressing sui parlamentari del Carroccio affinché non firmino a sostegno dello sfidante. E circola già una lista di potenziali epurati, anche perché con la Lega accreditata attorno al 6%, al prossimo giro ci saranno molti meno seggi da distribuire. Ecco chi potrebbe saltare

TUTTI I NOMI A RISCHIO

Il nome più esposto è quello di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega Lombarda, da mesi tra i riferimenti del fronte critico verso la linea di Matteo Salvini. Romeo, al Senato dal  2018, già consigliere e assessore comunale a Monza e consigliere regionale lombardo, secondo la testata potrebbe perdere la guida del gruppo parlamentare e subire conseguenze anche sul piano regionale. Tra gli osservati speciali c’è persino il ministro Giancarlo Giorgetti, il quale sarebbe stato a conoscenza della candidatura di Garavaglia, a lui molto vicino, e che lo sapesse anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana. 

Nella lista degli scontenti di Palazzo Madama ci sarebbero anche Nicoletta Spelgatti, già presidente della Regione Valle d’Aosta, Erika Stefani, ex ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Gianmarco Centinaio, che  del Senato è vicepresidente e Daisy Pirovano, presidente del Comitato per la legislazione. A Monticitorio rischiano invece Silvana Comaroli, che potrebbe essere tra i relatori della legge finanziaria, la bresciana Simona Bordonali, il trevigiano Dimitri Coin, mentre la magistrata Simonetta Matone viene indicata come inquieta e potenzialmente orientata verso prospettive politiche esterne al partito. L’articolo segnala inoltre Eugenio Zoffili, deputato leghista, e Luca Toccalini, deputato e responsabile del dipartimento Giovani della Lega: secondo il retroscena, sarebbero tra coloro che contattano i parlamentari per scoraggiare le firme a sostegno dello sfidante. La formula attribuita ai messaggi è netta: “Non firmare a sostegno di Garavaglia, finisci nella lista nera”.

OTTANTA FIRME E IL NODO DEL 2027

Per farcela Garavaglia deve raccogliere 80 firme entro mercoledì mattina. Le possibilità di una sua vittoria vengono descritte come limitate, anche per la fedeltà della maggioranza dei delegati a Salvini. La partita, però, riguarda anche il peso dei territori e la composizione delle liste per le politiche del 2027. Con collegi considerati sicuri che potrebbero ridursi, la competizione interna rischia di trasformarsi in una contesa per la sopravvivenza parlamentare. La fronda è soprattutto settentrionale e lombarda: proprio per questo, tra i salviniani resta aperto il sospetto che la candidatura di Garavaglia possa essere il punto di raccolta di un dissenso più organizzato.

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