Meloni cerca un’intesa sulle coperture, mentre la trattativa con Bruxelles può allungare i tempi. Sul tavolo le richieste dei partiti, il contributo di banche e assicurazioni e le risorse per famiglie, imprese ed energia
La manovra 2027 slitta e il vertice di maggioranza lascia aperti i dossier più delicati: 5 miliardi chiesti a banche e assicurazioni, le misure fiscali invocate dai partiti e il margine di spesa che l’Italia riuscirà a ottenere da Bruxelles. Il governo punta a chiudere il confronto nei prossimi giorni, con il 28 ottobre tra le date considerate per il Consiglio dei ministri. Il calendario, però, dipende anche dall’esito della trattativa europea.
Il vertice a Palazzo Chigi, durato circa due ore, ha riunito la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, quest’ultimo in video collegamento, e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. La linea comune è concentrare le risorse su interventi percepibili da cittadini e famiglie. Tradotto: con margini stretti, ogni promessa dovrà fare i conti con le coperture.
BANCHE E ASSICURAZIONI, IL CONTRIBUTO È TUTTO DA NEGOZIARE
Il governo punta a raccogliere 5 miliardi di euro da banche e assicurazioni per finanziare la manovra 2027. La cifra è già indicata nel documento programmatico di bilancio, ma le modalità del prelievo restano da definire e la richiesta ha già sollevato obiezioni: Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi), ha richiamato l’accordo raggiunto nel 2025 con il governo, che prevedeva un contributo di circa 10 miliardi nell’arco di tre anni. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, quindi, la premier Giorgia Meloni vuole quindi negoziare le modalità del prelievo prima di aprire il confronto con l’Abi.
FLAT TAX, IRPEF E PENSIONI: LE RICHIESTE DEGLI ALLEATI
Le richieste dei partiti sono numerose, ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la Ragioneria puntano a contenere il numero delle misure da finanziare. La Lega spinge per estendere la flat tax al 15% alle partite Iva con ricavi fino a 100mila euro, consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni e introdurre agevolazioni fiscali per i giovani. Forza Italia rilancia il taglio dell’Irpef per il ceto medio, l’abolizione del bollo auto, una no tax area per i giovani e il recupero delle spese mediche nell’anno in corso. Noi Moderati propone la cedolare secca per gli affitti lunghi e l’azzeramento delle tasse per gli under 30 neoassunti. Fratelli d’Italia punta su famiglie e imprese.
Il taglio dell’Irpef per il ceto medio, in particolare, resta in bilico. L’ipotesi di estendere fino a 60mila euro di reddito il secondo scaglione, con aliquota al 33%, sarebbe stata congelata per il momento. Per la flat tax sugli autonomi, invece, resta da verificare anche la compatibilità con le regole europee. Il punto politico è evidente: ogni partito difende la propria misura simbolo, mentre il ministero dell’Economia deve trovare le risorse per trasformare le richieste in interventi finanziabili.
ENERGIA, IMPRESE E SICUREZZA: DOVE POTREBBERO FINIRE LE RISORSE
La dimensione della manovra dipende anche dalle risposte di Bruxelles sulla flessibilità dei conti. La legge di Bilancio vale al momento 23,5 miliardi, ma potrebbe salire verso i 25-30 miliardi in caso di aperture europee. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, gli eventuali margini in deficit sarebbero legati ai 14,4 miliardi già concessi per energia e difesa.
Tra le voci in discussione figurano almeno 5 miliardi per natalità e potere d’acquisto, con particolare attenzione ai giovani, e 3,5 miliardi per le imprese attraverso Transizione 5.0, con una possibile proroga e un rafforzamento dell’iperammortamento per gli investimenti tecnologici. Altri 7,2 miliardi per l’energia e 7,2 miliardi per la difesa sarebbero collegati agli spazi di flessibilità: sul fronte energetico, l’obiettivo indicato è ridurre il consumo di fonti fossili e aumentare la produzione da rinnovabili; sulla difesa rientrerebbero personale, sistemi d’arma, droni e cybersicurezza.
Restano inoltre sul tavolo circa 1,2 miliardi di tagli alla spesa dei ministeri e 750 milioni attesi dal settore dei giochi. La sicurezza potrebbe ottenere risorse aggiuntive anche per le forze dell’ordine e per la cosiddetta «previdenza dedicata» al comparto. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha già avviato un tavolo sulle questioni previdenziali. Per il sistema di compensazione delle penalizzazioni pensionistiche, le stime che circolano indicano un fabbisogno di circa mezzo miliardo in dieci anni.

