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Investire in Roma 2026

Perché è stato annullato Investire in Roma 2026

Un tam-tam sui social, i comitati pronti a contestare i fondi immobiliari e il sindaco Roberto Gualtieri che si sfila alla vigilia: il punto sul caso Investire in Roma

La protesta era già partita online, con volantini, appelli e uno slogan che non lasciava molto spazio alle interpretazioni: “Fuori i fondi immobiliari dalla città”. Alla vigilia di Investire in Roma 2026, il summit organizzato da Il Sole 24 Ore, Dils e Colliers Global Investors Italy SGR, la mobilitazione di comitati e associazioni contrari ad alcuni progetti urbanistici aveva trasformato l’appuntamento dell’Ara Pacis in un caso politico.

Lunedi 19 Roberto Gualtieri aveva cancellato la propria partecipazione; ieri è arrivato il rinvio dell’evento, previsto per oggi, a data da destinarsi. La motivazione ufficiale è legata all’ordine pubblico e alla sicurezza dei partecipanti. La sequenza racconta però anche quanto sia diventato complicato organizzare un confronto pubblico sulla trasformazione della città senza ritrovarsi nel mezzo di uno scontro fra investitori, amministrazione e residenti.

CHI CONTESTAVA L’EVENTO

La campagna di contestazione ha viaggiato sui social, dove è circolato un volantino con la caricatura di un gigante in giacca e cravatta che ripulisce le strade di Roma con un aspirapolvere su cui compaiono i loghi di alcune società immobiliari. Nel mirino dei promotori della protesta, il ruolo dei grandi investitori nelle trasformazioni urbane e l’assenza dei cittadini dalle decisioni che riguardano i quartieri. “Istituzioni, fondi e operatori immobiliari siedono allo stesso tavolo per decidere il futuro della Capitale: chi ci vive e ci lavora non è stato invitato”, si legge nel comunicato dei contestatori. Nel testo viene contestato anche l’utilizzo di un museo pubblico per un incontro dedicato agli investimenti immobiliari.

Tra le realtà contrarie all’appuntamento figuravano gruppi che contestano lo stadio di Pietralata e l’inceneritore di Santa Palomba e il collettivo Ex Generali Liberi, contrario al progetto di trasformazione degli ex Mercati Generali all’Ostiense: l’intervento prevede la costruzione anche di residenze universitarie private, con posti letto indicati a 600 euro al mese, oltre ad attività commerciali e spazi aperti al pubblico. Per i comitati, il punto è proprio questo: una rigenerazione urbana che rischia, a loro giudizio, di favorire gli interessi privati più delle esigenze di chi vive nei quartieri. La protesta non riguarda soltanto il modello di sviluppo della Capitale in astratto, ma anche progetti specifici che hanno già acceso il confronto tra investitori e residenti.

GUALTIERI SI SFILA, GLI ORGANIZZATORI RINVIANO

Preso atto della situazione, il sindaco Roberto Gualtieri, che avrebbe dovuto intervenire nella sessione conclusiva dedicata al mercato immobiliare della Capitale nel post-Giubileo, s’è sfilato, pur indicando al suo posto gli assessori Tobia Zevi, responsabile del Patrimonio e delle Politiche abitative, e Maurizio Veloccia, titolare dell’Urbanistica. Ma gli organizzatori hanno comunicato il rinvio dell’iniziativa: «Per motivi legati all’ordine pubblico e in via precauzionale. La decisione è stata presa per garantire la sicurezza e la tranquillità dei partecipanti», si legge nella nota.

La notizia è stata accolta come un successo dagli organizzatori del presidio di protesta. L’assessore alla Cultura del III Municipio ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra Luca Blasi ha esultato sui social “È cambiata l’aria a Roma: non si può essere i principali attori della cacciata dei settori popolari dalla città e poi venire nel centro desertificato dalle persone vere a raccontare la grande occasione che i fondi rappresentano per la metropoli tutta. Spin Time ha mostrato più di altre situazioni la vera faccia di queste holding: un capitalismo sfrenato senza cuore con complicità importanti nelle amministrazioni e con proprietà e azioni in tutti i principali mezzi di informazione. L’aria è cambiata”.

 

CHI DOVEVA ESSERCI E CHE FINE FARÀ L’EVENTO

Il programma di Investire in Roma 2026 prevedeva un confronto fra istituzioni, investitori e protagonisti del real estate. Fra i nomi in agenda, oltre ai rappresentanti delle istituzioni, figuravano Giuseppe Amitrano, founder e group CEO di Dils, Ofer Arbib, CEO di Colliers Global Investors Italy SGR, e Domenico Bilotta, managing director di Investire SGR. Il programma comprendeva inoltre una tavola rotonda sulle grandi riqualificazioni urbane, con rappresentanti di COIMA, The Social Hub, Barings, ARECneprix e Techbau. La pagina ufficiale per il momento conserva il programma originario, ma non fornisce indicazioni aggiornate sulla riprogrammazione: il summit sarà recuperato in un’altra data o il confronto dovrà trovare una sede diversa, anche sul piano politico?

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