La Corte d’appello di Torino conferma l’ineleggibilità dell’esponente dell’Union Valdôtaine Renzo Testolin, presidente regionale della Valle d’Aosta. Tra i motivi la legge regionale del 2007 e il conteggio degli incarichi ricoperti in quattro legislature consecutive.
Renzo Testolin decade dalla presidenza della Valle d’Aosta. La Corte d’appello di Torino ha confermato la sentenza del Tribunale di Aosta, stabilendo che l’esponente dell’Union Valdôtaine non poteva essere eletto alla guida della Regione nella XVII legislatura per superato limite dei mandati consecutivi in Giunta. Con la sua decadenza viene meno la Giunta e ora si apre una finestra di 60 giorni per ricostruire il governo regionale.
CHI È RENZO TESTOLIN
Nato ad Aosta il 28 marzo 1968, Renzo Testolin è uno dei principali esponenti dell’Union Valdôtaine, movimento autonomista valdostano. Diplomato in ragioneria e consulente finanziario, la sua carriera politica inizia nel 1995 ad Aymavilles, suo comune di residenza, dove viene eletto consigliere comunale. Tra il 2000 e il 2005 ricopre l’incarico di assessore e dal 2005 al 2010 quello di vicesindaco. Nello stesso periodo entra anche nell’amministrazione della Comunità montana Grand-Paradis.
Il passaggio alla politica regionale arriva nel 2013, quando viene eletto in Consiglio Valle d’Aosta con l’Union Valdôtaine. Nel corso della legislatura assume prima le deleghe all’agricoltura e poi quelle al bilancio e alle società partecipate. Rieletto nel 2018, diventa vicepresidente regionale e assessore alle finanze e alle attività produttive nella Giunta guidata da Antonio Fosson.
A dicembre 2019, dopo le dimissioni di Antonio Fosson, Testolin assume la presidenza facente funzione, incarico che mantiene fino all’ottobre 2020. Dopo una nuova fase di governo regionale, il 2 marzo 2023 viene eletto presidente della Regione, ruolo che gli viene confermato dal Consiglio Valle il 6 novembre 2025 all’avvio della XVII legislatura. Alle elezioni regionali di settembre 2025 raccoglie 3.808 voti, risultando il candidato più votato tra i 35 consiglieri eletti.
PERCHÉ È DECADUTO DALLA CARICA DI PRESIDENTE REGIONALE
Il nodo della vicenda è la legge regionale 21 del 2007, che disciplina il limite dei mandati negli incarichi di Giunta. La norma fissa un tetto di tre legislature consecutive, con una specifica eccezione legata alla durata degli incarichi precedenti. La questione riguarda chi ha ricoperto ruoli nella Giunta regionale per più legislature consecutive, indipendentemente dal fatto che si sia trattato della presidenza o di un assessorato.
Secondo i giudici, Testolin ha ricoperto incarichi nella Giunta durante quattro legislature consecutive: la XIV, la XV, la XVI e la XVII. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il numero di volte in cui è stato presidente, ma la continuità nell’esecutivo regionale.
I giudici d’appello hanno così motivato la decisione: “A fronte di una disposizione normativa chiara dettata dal legislatore regionale nell’ambito della sua sfera di competenza e discrezionalità, e non essendovi questione di legittimità costituzionale (l’appellante non ha riproposto la questione di illegittimità prospettata in primo grado), risulta assorbito ogni argomento concernente la forma di governo regionale, i poteri del presidente, l’esistenza e l’applicabilità di principi generali in ordine al divieto di terzo mandato”.
LA POSIZIONE DELLA DIFESA
Secondo la difesa del presidente uscente la norma è stata interpretata in maniera errata. Il conteggio avrebbe dovuto concentrarsi sulle legislature immediatamente precedenti a quella in corso. I legali hanno inoltre contestato diversi aspetti procedurali del ricorso e sostenuto la necessità di leggere la legge in modo compatibile con il diritto dei cittadini a candidarsi ed essere eletti. Il Tribunale di Aosta ha respinto questa impostazione, dichiarando Testolin ineleggibile e disponendone la decadenza.
IL RICORSO DI AVS E LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO
La vicenda giudiziaria è partita dall’iniziativa di Chiara Minelli ed Eugenio Torrione (avvocati Sara Fiorucci e Diego Scopinaro, di Roma, e Anais Riccarand, di Aosta), consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, che a dicembre 2025 avevano contestato l’eleggibilità del presidente decaduto. Il Tribunale di Aosta aveva accolto il ricorso. La Corte d’Appello di Torino, in seguito, ha confermato il giudizio ritenendo che la norma regionale fosse sufficientemente chiara e che la presenza di Testolin in Giunta per tre legislature consecutive comportasse l’ineleggibilità nell’attuale legislatura.
COSA SUCCEDE ORA
La decadenza di Testolin investe direttamente gli equilibri della maggioranza regionale, formata dall’Union Valdôtaine, dal Centro Autonomista e da Forza Italia. Con la decadenza del presidente, decade anche la Giunta, rendendo necessario un nuovo accordo politico per ricostruire l’esecutivo. Dalla comunicazione ufficiale della sentenza al Consiglio regionale decorrono 60 giorni per individuare una nuova maggioranza. In tal caso, la legislatura potrà proseguire senza nuove elezioni. In caso contrario, si andrà al voto anticipato.

