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Elezioni Csm: Nardecchia, Pilla e gli altri, chi sono i nuovi togati

Cinque seggi su sette all’area progressista e agli indipendenti sostenuti da Magistratura democratica. Fuori Magistratura indipendente, si cerca l’intesa sui dieci componenti laici. Tutti i nomi dei togati eletti 

I risultati del primo giorno di scrutinio per rinnovare il Consiglio superiore della magistratura ci raccontano un netto successo dei candidati indipendenti. Cinque dei sette seggi assegnati vanno ad Area e ai candidati sostenuti da Magistratura democratica. La sorpresa è Giovanni Nardecchia, che conquista il primo posto nel collegio della Cassazione, seguito da Egle Pilla, esponente di Area. Resta fuori Salvatore Casciaro, candidato di Magistratura indipendente, mentre il Parlamento non riesce a trovare ancora un’intesa sui dieci componenti laici.

CHI È GIOVANNI NARDECCHIA

Con 1.759 preferenze, Giovanni Battista Nardecchia è il candidato più votato nel collegio riservato ai magistrati di legittimità. Sessantadue anni, sostituto procuratore generale in Cassazione, Nardecchia è stato a lungo vicino al Movimento per la Giustizia, esperienza associativa legata a figure come Giovanni Falcone e Armando Spataro. È specializzato nello studio del diritto d’impresa, della crisi aziendale e delle procedure concorsuali. È autore di pubblicazioni in materia civile, fallimentare e societaria e ha contribuito ai lavori di riforma della disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Fa parte del comitato scientifico della rivista Diritto della crisi, dedicata agli approfondimenti giuridici e agli sviluppi normativi. La sua candidatura è stata promossa dalla rete Autogoverno diffuso, in continuità con l’esperienza del consigliere uscente Roberto Fontana, e ha raccolto anche il sostegno di Magistratura democratica.

CHI È EGLE PILLA

Con 1.710 voti, il secondo seggio se l’è aggiudicato Egle Pilla, magistrata da luglio del 1994. Nel corso della sua carriera ha svolto funzioni giudicanti in ambito penale, iniziando come pretore circondariale e proseguendo come giudice dibattimentale e giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dal 2009 ha lavorato per circa dieci anni come giudice per le indagini preliminari distrettuale e componente del Tribunale del riesame, occupandosi di procedimenti penali e delle misure cautelari sottoposte al vaglio giudiziario.

Nel corso degli anni ha anche prestato servizio, per nove mesi, come consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, nota come commissione sulle ecomafie. Da febbraio 2022 è consigliera della Corte di Cassazione presso la Quinta sezione penale, dove esercita funzioni di legittimità. Si è candidata al Csm con Area Democratica per la Giustizia, componente progressista della magistratura associata.

TUTTI I TOGATI ELETTI

Nel collegio dei pubblici ministeri, il primo scrutinio ha premiato anche Stefano Buccini di Magistratura indipendente, con 941 voti, ed Eugenio Albamonte di Area, con 926 e Roberta Amadeo – candidata di Autogoverno diffuso, che ha ottenuto 902 preferenze. Nel secondo collegio sono stati eletti Giuliano Caputo di Unicost, con 972 voti e Gianluca De Leo di Area con 900. Il bilancio iniziale, quindi, assegna tre seggi ad Area, due ad Autogoverno diffuso e Magistratura democratica, uno a Magistratura indipendente e uno a Unicost.

LA SCONFITTA DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE

Come riferisce il Sole 24 Ore, la grande sconfitta è Magistratura Indipendente, che schierava l’ex segretario nazionale dell’Anm Salvatore Casciaro (ha ottenuto solo sei voti in meno di Pilla), “azzoppato” dalla conflittualità interna a MI che ha condotto alla presentazione in solitaria di Luisa De Renzi sostituta Pg vicina alla corrente conservatrice e appoggiata dall’ex segretario Claudio Galloppi.

LA PARTITA PARLAMENTARE SUI CANDIDATI LAICI

Fumata nera per i candidati laici. Il primo scrutinio si è chiuso con 337 schede bianche e 34 nulle, confermando l’assenza di un accordo. Per eleggere i consiglieri servono i tre quinti dell’assemblea nelle prime due votazioni e, dalla terza, i tre quinti dei votanti.

Tra i nomi più accreditati figura Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia ed ex componente del Csm, per il quale il partito ha espresso un sostegno politico. Per la Lega circolano i nomi di Erika Stefani, Francesco Urraro e l’ex presidente dell’Umbria Donatella Tesei. Fratelli d’Italia guarda al senatore Sergio Rastrelli e al professore Mario Serio.

Il Pd appoggia Anna Rossomando e Alfredo Bazoli, ma tra le ipotesi figurano anche il giurista Riccardo Ferrante e il costituzionalista Enrico Grosso. Italia Viva esprime preferenza sul nome di Francesco Bonifazi, mentre Alleanza Verdi e Sinistra guarda a Paola Balducci. Tra i profili che attirano attenzione c’è anche l’ex pm Antonio Di Pietro. La lista ufficiale comprende 150 candidature, ma non equivale a una lista di nomi sostenuti dai partiti.

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