Eletto il 29 ottobre con il 98,74% dei voti, succede a Michele De Palma alla guida della federazione dei metalmeccanici della Cgil. Dalla fabbrica di Cento alla segreteria nazionale, ecco il percorso del nuovo segretario Fiom-Cgil Samuele Lodi
Samuele Lodi è il nuovo segretario generale della Fiom-Cgil. Lo ha stabilito l’assemblea generale del Comitato centrale, che lo ha eletto con il 98,74% dei voti. Nato a Cento, in provincia di Ferrara, il 20 gennaio 1970, Lodi ha costruito la propria carriera sindacale partendo dall’esperienza diretta in fabbrica. Una traiettoria che lo porta ora alla guida di una delle principali organizzazioni sindacali dell’industria italiana, nel mezzo di una fase complicata per la manifattura e per il settore dell’auto.
DALLA FABBRICA ALLA GUIDA DELLA FIOM
Lodi entra nel mondo del lavoro nel settembre 1989, in un’azienda metalmeccanica del Centese, e si iscrive subito alla Fiom. Nel 2000 viene eletto per la prima volta delegato sindacale; nell’ottobre 2004 passa in distacco sindacale alla Fiom di Ferrara, di cui diventa segretario generale nel maggio 2014. Cinque anni dopo, nel maggio 2019, viene eletto segretario generale della Fiom Emilia-Romagna. Nel gennaio 2023 è riconfermato nell’incarico regionale.
Il passaggio alla dimensione nazionale arriva per tappe. Dal settembre 2021 coordina per la Fiom il gruppo Fincantieri; il 4 aprile 2023 entra nella segreteria nazionale su proposta di De Palma, assumendo la responsabilità del settore Mobilità, che comprende automotive, navalmeccanica e ferroviario. È in questo ruolo che si misura con le vertenze dei grandi gruppi industriali, le ricadute occupazionali delle trasformazioni produttive e le richieste di nuove politiche industriali.
LE BATTAGLIE SULL’AUTOMOTIVE
Tra i dossier più delicati che Lodi porta con sé alla guida della Fiom c’è la crisi dell’industria automobilistica italiana. Da responsabile nazionale del settore, ha chiesto al governo di ripristinare il Fondo automotive e di riaprire un confronto sulle prospettive produttive del Paese. A settembre 2026 ha definito irraggiungibile l’obiettivo di produrre un milione di auto all’anno in Italia senza investimenti adeguati, sollecitando un nuovo impegno pubblico e industriale.
Nel mirino c’è soprattutto Stellantis, con le difficoltà degli stabilimenti italiani e l’incertezza sui volumi produttivi. Lodi ha insistito sulla necessità di nuovi modelli, maggiori investimenti e garanzie per l’occupazione, citando le criticità di Mirafiori e il futuro della filiera della componentistica. A febbraio 2026, durante un’audizione alla Camera sulla crisi del comparto in Basilicata, aveva definito grave la situazione di Melfi e chiesto un tavolo unico sulla componentistica.
SALARI, CONTRATTI E OCCUPAZIONE
L’altra grande questione è quella delle retribuzioni. Il 15 ottobre 2026 Lodi ha presentato, insieme al coordinatore nazionale automotive Ciro D’Alessio, le richieste della Fiom per le piattaforme rivendicative nei gruppi Stellantis, Iveco, Cnh e Ferrari. Tra le proposte figura un’una tantum da 1.000 euro per recuperare le perdite salariali degli ultimi due anni, oltre a maggiori tutele normative e al superamento dell’attuale sistema contrattuale Ccsl. Le richieste dovranno essere discusse nelle assemblee negli stabilimenti e sottoposte al voto dei lavoratori.
Il nuovo segretario generale eredita quindi un’agenda che tiene insieme rinnovi contrattuali, difesa del potere d’acquisto e tenuta occupazionale. Il suo profilo nasce dalla rappresentanza dei lavoratori in fabbrica e si è consolidato attraverso gli incarichi territoriali e nazionali. Ora dovrà guidare la Fiom nel confronto con le imprese e con il governo sulle scelte industriali che determineranno il futuro di migliaia di posti di lavoro.

